Champions League, Porto-Roma: viaggio nella tana di Conceiçao, una pizzeria italiana

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Gianluigi Bagnulo

C'è un segreto dietro ai biancoblu allenati dall'ex giocatore della Lazio, stretto tra quattro mura e un forno a legna: la pizzeria guidata dal campione del mondo del 2018 Antonio Mezzero, nato a Capua ed emigrato in Portogallo. "La pizza preferita di Sergio? Vegetariana, con mozzarella e pistacchio, ha una preparazione difficilissima"

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Porto. Prima di tutto, la città si chiama così. E guai a sbagliare. Quando arrivi la prima cosa che ti dicono è quella: “bem vindo ao Porto”. Eccolo il misunderstanding. O-Porto diventa Oporto, tutto attaccato. Prima per gli inglesi, poi per tutti gli altri a seguire. Colpa un po’ di chi non approfondisce e un po’ loro, che davanti al nome della città mettono l’articolo.

Detto ciò, l’attenzione nel nostro caso si sposta nove chilometri più a nord. Matosinhos, un comune di 167mila abitanti nel distretto di Porto. Lì ha creato la sua piccola tana Sergio Conceiçao, in una pizzeria italiana che è diventata il punto di ritrovo di tutto il Futebol Clube Porto. Lì dentro, a fare le pizze, c’è un campione del mondo.

Si chiama Antonio Mezzero, numero 1 dei pizzaioli della Terra nel 2018; nato a Capua, passato per la Germania, a Porto da anni, col suo piccolo impero fatto di lievito, pomodoro, mozzarella e basilico. "Perché la pizza è amore" – dice lui – "unisce tutti, fa gruppo tra i giocatori". Non a caso è qui che Conceicao organizza le cene di squadra, è qui che i giocatori del Porto, oltre a coccolare il palato, hanno sviluppato una nuova passione: fare la pizza.

Quando mettiamo piede dentro la pizzeria, incredibilmente, dall’altra parte del bancone, sporco di farina, vicino ad Antonio, troviamo Maniche, campione d’Europa col Porto di Mourinho nel 2004, campione d’Italia con l’Inter nel 2008 nonostante le appena 8 presenze italiane. Fa strano vederlo lì dietro, ad impastare. In realtà in questa pizzeria è normale, Antonio crea empatia tramite la sua “arte”, come la chiama lui. Esce Maniche, entra Vitor Baia, altra leggenda del Porto, altro campione d’Europa, anche lui con questo strano desiderio di imparare a fare la pizza.

“Settimana prossima verrà Casillas”, racconta Antonio, che non tifa per il Porto “ma per le persone che lavorano per il Porto”. Ha stretto un rapporto unico con Conceiçao, fatto di nostalgia dell’Italia e pomeriggi passati a fumare il sigaro. “Perché Sergio si rilassa così, parlando dell’Italia e fumando il sigaro, noi di calcio non parliamo mai”. Per lui, Antonio, ha anche inventato una pizza inedita: “la faccio solo per lui. Vegetariana, con mozzarella e pistacchio, ha una preparazione difficilissima”.

Così una pizzeria da 40 coperti in un paesino del distretto di Porto è diventata il luogo preferito dei Dragoes. Con semplicità e passione. Con un campione del mondo che cucina prima della coppa dei campioni. Portogallo e Italia, prima insieme, poi contro, nello stesso luogo, a distanza di una notte.

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