Mauricio Pochettino, lacrime e geyser sound: chi è l'allenatore del Tottenham in finale

Champions League

Ivano Pasqualino

L'allenatore argentino ha vissuto la semifinale di Amsterdam come un sogno. La mossa vincente di schierare Lucas, le lacrime dopo il terzo gol del Tottenham, il geyser sound sotto la curva. Una serata folle, che si adatta perfettamente al suo maestro calcistico: il "Loco" Bielsa

AJAX-TOTTENHAM 2-3, GOL E HIGHLIGHTS FOTO

POCHETTINO: "LUCAS E' IL NOSTRO SUPEREROE"

VIDEO. IL GEYSER SOUND DI POCHETTINO

TOTTENHAM-LIVERPOOL, GUIDA ALLA FINALE

Pochettino la semifinale l’ha vinta ancora prima del fischio di inizio. Durante il collegamento prepartita con il nostro inviato Alessandro Alciato, esordisce notando un errore sulla grafica della formazione del Tottenham: "Manca il portiere, non c’è Lloris". Non sfugge neanche un dettaglio all’allenatore argentino, che subito dopo spiega il cambio a sorpresa con cui ha rimontato l’Ajax: "Lucas titolare al posto di Llorente? Così avremo più chance di sorprenderli. Dobbiamo evitare le palle lunghe, cosa che avremmo fatto con Llorente in campo. Io invece voglio giocare palla bassa, occupare tutti gli spazi, avere più qualità tecnica". Una scelta vincente, vista la tripletta decisiva di Lucas. Una scelta dettata dal DNA calcistico di Pochettino, grande estimatore di Marcelo Bielsa. L’allenatore del Tottenham ha appreso la filosofia del "Loco" ai tempi del Newell's Old Boys, dove sono iniziati i suoi 17 anni da calciatore ad alti livelli. Bielsa allena Pochettino dal 1990 al 1992. Mauricio capisce subito che se un giorno dovesse diventare un allenatore, il punto di riferimento sarà il maestro Bielsa, con il suo calcio spettacolare e rivoluzionario. E proprio basandosi sugli insegnamenti di Bielsa, Pochettino sceglie di schierare Lucas, sceglie di prediligere la qualità. Provando ad inseguire un risultato folle, una rimonta che sembra quasi impossibile quando l’Ajax si trova in vantaggio per 2-0 ad Amsterdam. Ma quale aggettivo descrive meglio il calcio di Bielsa? Folle, appunto. Anzi, "Loco". Proprio come la rimonta del Liverpool sul Barcellona, che ha ispirato gli Spurs, come ha ammesso lo stesso Pochettino: "È stato un grandissimo esempio per noi, una partita da cui imparare". Lezione appresa, al 100%.

La carriera di Pochettino: a caccia del 1° trofeo

Alla vigilia del match di Amsterdam, Pochettino aveva definito "un sogno" l’ipotesi di rimontare lo svantaggio per 1-0 dell’andata. L’allenatore conosce le qualità dell’Ajax e non sottovaluta l’avversario. Ma l’emozione di essere così vicino a una finale di Champions è davvero tanta, è veramente un sogno. Soprattutto per chi, come Pochettino, non ha mai vinto un trofeo così prestigioso. Né da calciatore, né da allenatore. Quando giocava come difensore, è riuscito a vincere due coppe di Spagna con l’Espanyol (2000, 2006), due campionati argentini (1991, 1992) e una Coppa Intertoto con il Psg (2001, vinta contro il Brescia di Baggio e Mazzone). È passato dall’Intertoto alla possibilità di vincere la Champions League: un’altra prospettiva, un’altra vita. La differenza diventa ancora più netta osservando il palmares di Pochettino da allenatore. Numero di trofei: zero. Gioco convincente e ottimo lavoro nella valorizzazione dei giovani nelle tre esperienze da allenatore con Espanyol, Southampton e Tottenham (qualche esempio: Kane, Eriksen, Alli, Son, Dier e Trippier). Ma finora "zeru tituli", come direbbe José Mourinho. A proposito… Lo "Special One" ci suggerisce un collegamento con l’Inter. Nel 2017 voci di mercato volevano Pochettino vicino ai nerazzurri. Non se ne fece più nulla, Pochettino restò al Tottenham, sempre più convinto del progetto, sempre più in sintonia con la dirigenza degli Spurs, con cui ha conquistato uno strano record di mercato nell’estate 2018: per la prima volta dal 2003 il Tottenham non hanno fatto nessuna operazione in entrata o in uscita, l'unico club in tutta la Premier League. Nessun acquisto e nessuna cessione. Meglio investire sul nuovo stadio di proprietà. Una scommessa vinta, dato che il Tottenham per la prima volta nella sua storia si qualifica per una finale di Champions League. Sia gli Spurs sia Pochettino hanno l'occasione di conquistare il loro primo trofeo internazionale.

Il geyser sound dopo l'impresa

Dopo la rimonta di Amsterdam, Pochettino si lascia andare. Tutti lo conoscono come una persona semplice, equilibrata, dall'animo apparentemente pacato. Viene da un piccolo paesino, Murphy: appena 4mila abitanti nella provincia di Santa Fe. Dopo il terzo gol di Lucas, non riesce a trattenere le lacrime, non gli sembra vero, inizia a piangere in campo. Ma dopo un'impresa del genere, Mauricio si toglie la cravatta e corre sotto la curva dei tifosi del Tottenham. Non vuole rientrare negli spogliatoi. Vuole festeggiare con il suo pubblico. Lo spirito argentino salta fuori, anima la folla con un "geyser sound" che ricorda la coreografia della Nazionale islandese. Pochettino vuole che quel momento duri per sempre. "È un sogno", aveva detto, che adesso è diventato realtà: il suo Tottenham è in finale di Champions League contro il Liverpool, la seconda finale tutta inglese dopo quella del 2008 tra Manchester United e Chelsea.

I più letti