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09 giugno 2019

Kinsey Wolanski: "A 30 anni in pensione grazie a Madrid". Invasioni, qualcosa non funziona

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Come riporta il Sun, la 23enne modella statunitense è tornata sulla sexy invasione durante la finale di Champions che ha fatto la fortuna del fidanzato Vitaly Zdorovetskiy: "È stato il più grande brivido della mia vita, a 30 anni potrò permettermi di andare in pensione". L'operazione di marketing illegale ha arricchito infatti la coppia, pubblicità che impone una riflessione su questo fenomeno mediatico: obbligatorio alzare il livello di controllo negli stadi

KINSEY CI RIPROVA IN COPA AMERICA: ARRESTATA

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CHI È KINSEY WOLANSKI, INVASIONE HOT DURANTE LA FINALE

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Alzi la mano chi non conosce il nome di Kinsey Wolanski, protagonista della sexy invasione in campo durante la finale di Champions League tra Tottenham e Liverpool. È accaduto al minuto 17 della partita quando, per una quindicina di secondi, la 23enne modella statunitense ha ottenuto una fama planetaria tra web e social per la gioia del fidanzato Vitaly Zdorovetskiy. C’è infatti il disegno del compagno di origine russa, ex pornoattore riciclatosi in YouTuber, dietro allo slancio di popolarità dell’avvenente Kinsey: parliamo di un’operazione di marketing assolutamente illegale, d’altronde il sito per adulti promosso sul costume da bagno indossato dalla ragazza al Wanda ha fruttato circa 4 milioni di dollari (come riportano le ultime stime non ufficiali). E lo slancio di popolarità in mondovisione ha lievitato sensibilmente il numero di followers su Instagram della Wolanski, passata da 300mila seguaci agli attuali 2,9 milioni. L’irruzione hot ha fatto le fortune della coppia, slancio di celebrità che necessita di una profonda riflessione su questo fenomeno mediatico: è assolutamente obbligatorio alzare il livello di controllo negli stadi.

Kinsey ammette: "A 30 anni in pensione grazie a Madrid"

Proprio la donna del momento, come riporta il Sun, è tornata sull’episodio che inevitabilmente le ha svoltato la vita: dopo l’arresto e cinque ore rinchiusa in cella a precedere una multa di 15mila euro imposta dalla Uefa, Kinsey ha spiegato che l’invasione al Wanda Metropolitano è stata la mossa migliore della sua carriera: "A 30 anni avrò guadagnato abbastanza per andare in pensione, e la mia invasione in Champions mi aiuterà a raggiungere questo obiettivo. Ho intenzione di farne molte di più per aumentare il mio profilo. Dopo essere stata rilasciata, sono passata da 300mila followers su Instagram a quasi 3 milioni. Non puoi comprare quella pubblicità". Gli esperti stimano che l’invasione abbia portato oltre 32 milioni di utenti registrati al sito per adulti del fidanzato Vitaly: "All’improvviso ero famosa in tutto il mondo ed ero inondata da offerte di lavoro. Non penso di aver fatto del male a nessuno. Non potrei essere più felice, è stato il più grande brivido della mia vita". Già comparsa sulle pagine di Sports Illustrated, FHM e Maxim, Kinsey e le sue curve prosperose hanno sedotto il mondo del calcio nonostante il padre Daniel sia uno sceriffo nel dipartimento di polizia di Los Angeles: "Erano sorpresi? No, loro sanno esattamente come sono". Non manca l’ironia alla bella Kinsey, protagonista di un episodio che tuttavia non doveva verificarsi.

Stadi e invasioni, qualcosa non funziona

Al centro dell’attenzione mondiale durante l’invasione di Madrid, Kinsey ha seguito le orme del fidanzato Vitaly Zdorovetskiy a sua volta protagonista di un’irruzione in campo durante la finale dei Mondiali del 2014 tra Germania e Argentina: a petto nudo con la scritta Natural Born Prankster ("Nato per fare scherzi"), Vitaly promosse la propria attività su YouTube scatenando il provvedimento della Fifa che lo bandì dalle principali competizioni calcistiche mondiali. Ciò nonostante lo stesso Zdorovetskiy era presente al Wanda Metropolitano come ammesso su Instagram tra un video alla fidanzata e un post dal taglio provocatorio: "Siccome sono bandito da tutti gli stadi, sono dovuto venire in incognito a vedere la mia ragazza". Nient’altro che un’abitudine per Vitaly, invasore sgradito pure in NBA nel 2016 e nelle World Series di baseball nel 2017. E non si parla di invasioni votate a messaggi di solidarietà, bensì a spot illegali che fanno le fortune dei diretti interessati: obbligatorio alzare il livello di controllo negli stadi, d’altronde questo fenomeno mediatico è sfruttato per monetizzare le proprie attività in maniera scorretta. Kinsey ha confidato che i tifosi del Liverpool intorno a lei hanno apprezzato il gesto: "Uno di loro ha persino preso il mio telefono e ha detto che avrebbe registrato il video per me, cosa che ha fatto prima di restituirmelo quando sono uscita dalla prigione". Dopo la sospensione temporanea del suo account Instagram e un paio di messaggi maliziosi che avrebbe ricevuto dai giocatori del Liverpool, Kinsey si gode il momento e una vita stravolta dalla notorietà. La riflessione è invece d’obbligo in materia di stadi e livelli di sicurezza più elevati, imperativo per scoraggiare un fenomeno sempre più allarmante.

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