Kai Havertz, chi è il centrocampista del Bayer Leverkusen lodato da Sarri

Champions League

Classe '99, trequartista mancino, una serie di record di precocità già battuti. “Di sicuro diventerà uno dei giocatori più importanti d'Europa”, ha detto Sarri di lui. Ecco come gioca il talento tedesco che affronterà in Champions la Juventus. Diretta martedì 1 ottobre su Sky Sport Uno dalle 21

LE PAROLE DI SARRI SU HAVERTZ

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Venti anni e già una sfilza di record alle spalle tipica dei predestinati: Kai Havertz è alla sua quarta stagione da titolare in Bundesliga (parliamo di un classe ’99, meglio ripeterlo), campionato in cui conta già 94 presenze e 26 gol; è stato il più giovane debuttante nella storia della Bundes, il più giovane ad aver raggiunto le 50 presenze (ormai è a pochi passi dalla centesima), il più giovane marcatore nella storia del Bayer Leverkusen, il club che oggi si gode tutto il suo talento.

L'elogio di Sarri

Il futuro della nazionale tedesca (ha naturalmente già debuttato in quella maggiore, dopo essere stato capitano dell’Under19), dicono in Germania, passa soprattutto dai suoi piedi, ed è naturale che uno così catturasse anche l’occhio esperto di Maurizio Sarri, che lo avrà come avversario nella sfida di Champions tra la sua Juventus e il Bayer Leverkusen. “Di sicuro diventerà uno dei giocatori più importanti d'Europa”, ha detto Sarri in conferenza stampa, tracciandone anche un breve profilo: “È un giocatore che unisce grandi qualità fisiche a grandi doti tecniche. Lo stanno usando dietro l'attaccante centrale o esterno. Vedendolo giocare viene da pensare che possa fare anche il centrocampista”.

Come gioca Havertz

Mancino, 1.88m di altezza, Havertz appartiene in effetti a quella categoria di trequartisti che oggi definiamo “atipici”: capaci sì di collegare i reparti, innescare gli attaccanti, inventare l’ultimo passaggio come si chiedeva al trequartista classico, ma portatori anche di una fisicità “nuova”, tanto da trovarsi perfettamente a proprio agio anche a centrocampo. A voler ben vedere, forse uno così lo immagineresti meno da esterno, eppure anche lì ha messo in mostra tutto il suo talento. Utilizzato come attaccante di destra nel tridente del 3-4-3 con cui il Bayer ha giocato un paio di partite a inizio stagione, Havertz è partito fortissimo con due gol nelle prime due partite giocate quest’anno, in Coppa contro l’Aachen e in Bundes con il Paderborn. Ma è nel 4-2-3-1, modulo di riferimento delle “Aspirine”, che Havertz ha trovato la sua collocazione definitiva, centrale o – più spesso – sulla destra nei 3 dietro al centravanti.

Lì, il nostro trequartista atipico si esprime al massimo. “La visione di gioco di Havertz, in realtà, è visibile prima della trequarti, quando si abbassa sulla propria mediana o a centrocampo per facilitare la risalita del pallone, fungendo sostanzialmente da enganche”, scrive Dario Saltari su “L’Ultimo Uomo”. “Il giovane centrocampista del Leverkusen sembra essere un maestro del third-pass, cioè il passaggio che precede l’assist, più che del passaggio chiave (ovvero quello che precede il tiro)”.

E non gli manca certo la capacità di andarci da solo, in porta: i 26 gol fin qui realizzati in Bundesliga assumono tutto un altro significato alla luce – oltre che dell’età – del ruolo: 17 nelle 34 partite della scorsa stagione, in gol una gara sì e una no come alcuni ottimi centravanti di mestiere, frutto di perfetti tempi di inserimento e di un’abilità da veterano nei movimenti senza palla. La stessa che Maurizio Sarri ha già notato e che dovrà arginare martedì sera.