Kiricocho, cos'è la parola "porta sfortuna" urlata da Haaland a Bono in Champions League

CHAMPIONS

Il faccia a faccia tra il portiere del Siviglia e Haaland è noto: prima il rigore sbagliato dal norvegese a cui segue la provocazione di Bono, poi il penalty ripetuto, il gol e la rivincita dell'attaccante. Ma cosa si sono detti davvero? Kiricocho! Una parola "iettata" nata in Argentina e diventata leggenda in Spagna, tanto che ci vinsero il Mondiale del 2010…

¡Kiricocho!, scritto anche col punto esclamativo al contrario come fanno in Spagna. Una sorta di "maledizione", una parola iellata. Insomma, che quando viene detta porta sfortuna. L'episodio che ne ha rinnovato la leggenda - e che ha raccontato (e spiegato) Mundo Deportivo sulle proprie pagine - è avvenuto durante Borussia Dortmund-Siviglia, ritorno degli ottavi di Champions. La scena era già balzata agli occhi di tutti: a inizio secondo tempo Haaland si presenta sul dischetto, il portiere Bono para il suo rigore e poi urla qualcosa al norvegese. Ma ecco il Var: si calcia di nuovo. Haaland questa volta segna e ricambia la provocazione stuzzicando lui l'avversario. "Ho solo ripetuto quello che mi aveva detto prima" - confesserà nel post gara. Sì, ma che cosa? Ovviamente, Kiricocho.

La storia di Kiricocho, il tifoso porta sfortuna

HIGHLIGHTS

Il Dortmund va ai quarti, col Siviglia finisce 2-2

Ma qual è il senso della parola iellata? E da dove nasce? Non mancano le risposte: la sua origine è in Argentina. Anni Ottanta. L'inventore è Carlos Bilardo, l'uomo al comando della Selección nel leggendario Mondiale di Maradona del 1986. Leggenda narra che Kiricocho fosse un tifoso "menagramo" dell'Estudiantes. E che ogni qualvolta si presentasse all'allenamento della sua squadra del cuore arrivasse poi, puntuale come un orologio, un infortunio. Ne "L'allenatore del Pallone" il panchinaro Fulgenzio Crisantemi costringeva Lino Banfi a grandi lanci di sale alle proprie spalle per scacciarne la iettatura. Totò, del tipico iettatore, ne vestì i panni al cinema. L'Estudiantes aveva lui. Ma Bilardo trovò ben presto una soluzione, cerando di trasformare la sfortuna in fortuna, mandando Kiricocho - si dice - a seguire tutte le squadre rivali. Risultato? In quel 1982 l'Estudiantes vinse il Metropolitano perdendo una sola partita in tutta la stagione, contro il Boca, l'unico club a cui Kiricocho non riuscì a far visita…

La Spagna ci vinse un Mondiale

Leggenda o meno, il suo nome si è tramandato nel corso dei decenni, fino ad arrivare in Spagna - ovviamente - insieme a Carlos Bilardo, che nel 1992 si sedette proprio sulla panchina del Siviglia. Nel club, e non solo, la storia di Kiricocho ha continuato ad aleggiare su allenamenti, sessioni di tiro, negli istanti prima dei rigori e negli spogliatoi. Fino al Mondiale 2010. L'aneddoto porta la firma di Joan Capdevila, terzino sinistro titolare di quella squadra (non ex Siviglia ma comunque a conoscenza del sortilegio), che ne parlò al programma della Movistar+ "El Día Después". Ricordate il clamoroso errore di Robben sullo 0-0 nella finale contro la Spagna? Minuto 62: l'olandese vola verso la porta con un solo uomo alle spalle, proprio Capdevila, che in quel momento fa l'unica cosa in grado di poter evitare la rete che, con ogni probabilità, avrebbe consegnato la coppa agli olandesi: urlare ¡Kiricocho! Il resto è storia, nota: gol sbagliato e poi Spagna che diventerà campione del mondo. Insomma, come a dire che su quella coppa c'è anche il nome dello sfortunato tifoso dell'Estudiantes. Esattamente come sul rigore di Haaland. E chissà su quanti altri errori clamorosi…

Finale dei Mondiali 2010: l'errore di Robben che avrebbe potuto dare la coppa all'Olanda. Guardate dietro: c'è Capdevila pronto a urlare la "maledizione" Kiricocho
Finale dei Mondiali 2010: l'errore di Robben che avrebbe potuto dare la coppa all'Olanda. Guardate dietro: c'è Capdevila pronto a urlare la "maledizione" Kiricocho - ©Getty

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