Osimhen: "Giuntoli mi voleva alla Juve. Ecco perché è finita col Napoli"
alla gazzettaL’attaccante nigeriano del Galatasaray sfida la Juventus nei playoff di Champions League (in diretta alle 18.45 su Sky Sport Uno e in streaming su NOW). Alla Gazzetta dello Sport esalta Spalletti e racconta l’addio al Napoli e il mancato passaggio in bianconero
A Istanbul Victor Osihmen sfida la Juventus nell'andata dei playoff di Champions League con il suo Galatasaray, di cui è il punto di riferimento offensivo da un anno e mezzo. Nell'estate 2024, quando l'attaccante nigeriano lasciò il Napoli per trasferirsi in Turchia, l'allora direttore sportivo della Juventus Cristiano Giuntoli lo voleva in bianconero. Sotto la guida di Luciano Spalletti ha vinto lo scudetto nel 2023 a Napoli. Alla Gazzetta dello Sport, Osimhen racconta per la prima volta i retroscena dell'addio al Napoli e del mancato passaggio alla Juve.
"Giuntoli mi voleva alla Juve, ma 'lui'..."
"Prima che iniziasse la trattativa con il Galatasaray, Giuntoli mi chiamò per portarmi alla Juve - ha spiegato l'attaccante -. Ho parlato con un paio di persone del club, mi hanno mostrato interesse ma sapevo che ‘lui’ (la Gazzetta spiega che si riferisce a De Laurentiis, ma senza mai citarlo, ndr) non mi avrebbe lasciato partire. Quando ti chiama la Juve, a prescindere da tutto, devi sederti e ascoltare".
"Stimo tanto Spalletti"
"Si diceva che litigassimo - prosegue Osimhen -, però non era vero. Lo stimo tanto. Ha dormito per mesi nel centro sportivo del Napoli, lavorando giorno e notte per convincerci che potevamo vincere lo scudetto. Mi ha portato al top della condizione e ha trionfato con un club che non ci riusciva da decenni. Pretendeva tanto, ma ti dava tantissimo. Certi allenatori ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore".
L'addio al Napoli: "Dopo quel TikTok..."
"Dopo che il Napoli ha pubblicato quel video su TikTok, qualcosa si è rotto definitivamente". Osimhen individua un momento preciso, che ha segnato la frattura per lui insanabile: "Chiunque può sbagliare un calcio di rigore, chiunque può essere preso in giro per questo. Il Napoli l’ha fatto soltanto con me, tra l’altro con allusioni di un certo tipo. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho preso la mia decisione: volevo andare via. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto la palla al balzo per mettermi contro i tifosi. E pensare che mia figlia, per me, è più napoletana che nigeriana… Avevamo un gentlemen agreement in base al quale l’estate successiva sarei potuto partire, ma dall’altra parte l’impegno non è stato mantenuto del tutto. Hanno provato a mandarmi a giocare ovunque, ma io non sono un burattino. Conte? Appena arrivato, mi ha chiamato nel suo ufficio e voleva che rimanessi. Gli spiegai che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui ma ormai avevo fatto la mia scelta: non volevo continuare a lavorare in un posto in cui non mi sentivo felice".
