Inter-Shakhtar Donetsk, Chivu: "Cosa cambiare in Europa? Devo migliorare io"
L'allenatore dell'Inter ha presentato su Sky la gara di Champions contro lo Shakhtar, in programma mercoledì alle 21. "Sarà una partita difficile, non hanno tanto da perdere e hanno un certo tipo di valore. Servirà la determinazione giusta per portarla a casa. Cosa cambiare in Europa? Parlavo di me stesso, del modo di approcciarmi ai ragazzi, di dire determinate cose. Mi prendo sempre le responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare"
Partirei da questa partita contro lo Shakhtar Donetsk. Qual è l'insidia principale? Che tipo di avversario è? Che partita ti aspetti?
"Come tutte in Champions, sono difficili. Affrontiamo avversari preparati, evoluti, che sanno giocare, che hanno un certo tipo di ambizione, di determinazione, perché vengono a San Siro e vogliono essere protagonisti. Non hanno tanto da perdere e hanno anche un certo tipo di valore, quindi siamo consapevoli che le partite in Champions non sono mai semplici. D'altronde nessuna partita è semplice, perché bisogna avere la voglia giusta, l'atteggiamento giusto, la determinazione giusta per portarla a casa, cosa che noi vorremmo avere anche domani sera o a partire da domani sera".
Dopo il Brugge analizzando la situazione ha detto 'Qualcosa dovrò cambiare in Champions League, visti gli ultimi risultati'. Non le chiedo concretamente che cosa cambierà, ma che cosa vuole vedere di diverso in questa partita rispetto alle ultime in Europa?
"Parlavo di me stesso, parlavo del modo di approcciarmi ai ragazzi, di dire determinate cose, spiegarmi meglio. Mi riferivo a me stesso, non mi riferivo ad altro. Mi prendo sempre le responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare, sono molto preoccupato di questo, sono molto preoccupato di come trovare la chiave giusta nel fare le cose giuste o cose che sono funzionali a quella che è la nostra identità, il nostro progetto, quindi mi riferivo a quello".
Un'ultima cosa, un po' provocatoria, vediamo se accetta la provocazione. Le piacerebbe domani una vittoria anche brutta? Perché di solito lei chiede alla sua squadra anche un determinato tipo di gioco, dominante, di personalità che magari ci sarà anche, ma le andrebbe bene domani anche una vittoria sporca, brutta, fortunata?
"Io voglio che i miei siano consapevoli dell'importanza delle partite, come me si devono prendere la responsabilità senza perdere di vista quello che è il gioco calcio. Io voglio che i miei si divertano nelle difficoltà, si divertano anche nelle avversità, che le capiscano, che reagiscano e quindi queste cose ti danno più possibilità di portare a casa quelli che sono i desideri di una squadra quando gioca in Champions, cioè vincere".
"Si parla troppo di cosa non funziona"
Successivamente Chivu è intervenuto in conferenza stampa: "Siamo consapevoli che abbiamo perso due partite, vogliamo ritrovare energia e sensazioni. Si parla troppo di quello che non abbiamo fatto, ci dobbiamo concentrare su cosa fare per vincere. Mi fa piacere che i calciatori si prendano le responsabilità di ciò che accade, ma il responsabile sono io che non riesco a trasmettere quello che serve. Lo scorso anno abbiamo vinto perché tutti si sono presi le responsabilità. Vincere la Champions? Abbiamo sempre detto che è un sogno. L'ha detto anche Bastoni ma dopo due sconfitte bisogna pensare solo a domani e vincere la partita". A Chivu viene poi chiesto come spieghi il fatto che l'Inter sia andata in svantaggio sei volte in stagione, riuscendo in quattro occasioni a ribaltare il risultato: "La presunzione è l'unica cosa che non ho. Si parla troppo di cosa non funziona. Io sono ottimista, guardo anche il lato positivo, la reazione a questi gol subiti. Devo analizzare nel profondo anche il perché e trovo mille motivi di cui non voglio parlare. Mi prendo la responsabilità, sono io il colpevole di tutto quello che non funziona perché è giusto così. Poi è merito loro che capiscono come reagire. L'ideale è non subire gol, ma non siamo perfetti, abbiamo anche noi dei problemi. Quello che mi interessa è che il gruppo faccia di tutto per portare a casa il risultato. Non voglio vedere che se l'Inter perde una partita diventa un dramma nazionale, perché non lo è. Ho la sensazione che noi abbiamo l'obbligo e gli altri no, e non va bene. Questo gruppo fa del suo meglio, poi possiamo perdere, vincere o pareggiare".
Bastoni: "Le finali sono il passato, piedi per terra"
Anche Alessandro Bastoni è intervenuto in conferenza stampa accanto al suo allenatore: "Siamo obbligati a fare risultato, sennò entrare nelle prime otto diventa abbastanza proibitivo. Dobbiamo guardare di più la realtà, ormai le finali che abbiamo fatto sono il passato. Non è che non siamo più quella squadra, ma quello che ci stanno dicendo il calendario e le partite fatte recentemente deve riportarci un po' con i piedi per terra. Come hanno detto sia i miei compagni che il mister, la Champions è un sogno non è un obiettivo. Vorrei ridimensionare quello che è il nostro pensiero perché ad oggi è così, da domani dobbiamo dare già una risposta importante".
