14 marzo 2017

Roma-Lione, rimonta possibile. Lo dice la storia

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Contro la squadra francese i giallorossi sono chiamati a rimontare il 4-2 subito all'andata. Un'impresa complicata, ma non impossibile, come insegnano alcuni precedenti della storia europea della squadra della capitale

Che sia una rimonta possibile lo dice la storia. 9 novembre 1988, sedicesimi di finale di Coppa Uefa. La Roma di Liedholm è chiamata a ribaltare il 4-2 dell'andata contro il Partizan Belgrado, dove si era giocato in un clima infernale. All'Olimpico ci pensa Voeller a riaccendere la speranza, prima dell'espulsione di Mandredonia che complica ulteriormente la situazione. A completare la rimonta poi Beppe Giannini, simbolo di quella squadra e di quella sfida visto che in Serbia era stato colpito e ferito da un accendino. La Roma perse il ricorso ma vinse sul campo. Come contro il Boendby quandò nel 1995, Totti, Balbo e Carboni al 90esimo riuscirono a rovesciare il 2-1 in Danimarca, portando la squadra di Mazzone ai quarti. Ecco perché Spalletti non dovrà per forza evocare i 6 gol del Barcellona al PSG per caricare lo spogliatoio. Basta guardare al proprio passato. All'incredibile semi-finale di Coppa Campioni 83-84 contro il Dundee United. 2-0 in Scozia e 3-0 al ritorno, prima della finale persa contro il Liverpool. Oppure alla Coppa Uefa 95-96 quando, contro lo Slavia, un gol di Vavra a pochi respiri dal 120esimo, infranse il sogno di una semifinale Uefa soltanto accarezzata ma di certo meritata. Un 3-1 insufficiente, è vero, per ribaltare il 2-0 subito all'andata nel gelo della Repubblica Ceca, ma che giovedì basterebbe per eliminare il Lione. E scrivere un altro pezzo di storia. 

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