25 agosto 2017

Patrick Cutrone, una "scintilla" nel cuore dei milanisti

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Ancora un gol del baby rossonero allo Shkendija (che significa proprio scintilla), il terzo in 4 partite ufficiali con la maglia del Milan. Cresciuto a Parè, nel comasco, legatissimo alla famiglia (tatuata simbolicamente sull'avambraccio) è il  "prodotto" di una nuova generazione di fenomeni che potrebbero fare anche la fortuna della Nazionale

Se passate da Parè chiedete di un certo Giuseppe Leoni, l'illusionista. Quando David Copperfield non era ancora un romanzo - men che meno un tizio che affetta in due le fidanzate, Claudia Schiffer ne sa qualcosa - il mago comasco stupiva già l'Europa con i suoi roventi numeri a base di piombo fuso e olio bollente, cerchi di fuoco e carboni ardenti, così da essere ribattezzato "l'uomo incombustibile", una specie di Uomo Torcia ante-Marvel del 1800. A Milano si parlava più di lui che di autorevoli sperimentazioni scientifiche, urtando e non poco la suscettilità illuminata di Alessandro Volta ("ahimè, questo sedicente uomo incombustibile va eccitando maggiore stordimento e ammirazione delle scoperte del Davy..."). Sono trascorsi oltre 200 anni dai tempi di Monsieur Lionnet (il nome d'arte di Leoni) e altrettanti dall'invenzione della pila, ma quant'è vero che Shkendija vuol dire scintilla e che quella finta ai macedoni riveli l'opera di un mago, Parè ha il suo nuovo supereroe: Patrick Cutrone è il fenomeno che elettrizza e incendia i cuori dei milanisti, senza trucchi e senza inganno, wireless e low cost, a chilometro zero (o quasi): un diavolo, degno della maglia che indossa.


L'avvocato del diavolo

Ha scelto la 63 in omaggio al padre Pasquale, avvocato di origini molisane (nato a Campobasso nel 1963, appunto), il numero 1 nella lista dei suoi idoli, che comprende(va) Mattia Destro, van Persie e Pippo Inzaghi (che lo ha lanciato nella Primavera), e che oggi annovera Morata e Belotti (e Montella, naturalmente...). Proprio lo spagnolo e il Gallo, che insieme a Aubemayang erano stati i primissimi oggetti del desiderio dell'accoppiata Fassone-Mirabelli in questa infuocata estate sull'asse Italia-Cina. Prima che questo ragazzino classe 1998, cresciuto all'oratorio del paesino in provincia di Como e bomber del settore giovanile rossonero e delle varie under azzurre, non tornasse a Milanello con lo "scalpo" di Carlo Ancelotti e del suo Bayern, tanto da ammettere: "Spero di rimanere al Milan".

 

Emozione indescrivibile...MILAN 4 Bayern 0! Doppietta 😍⚽️⚽️🔴⚫️ #acmilan #dream

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Il debutto in società

Un mese e 3 gol dopo (uno al Craiova, uno al Crotone, che l'ha corteggiato "spudoratamente" e l'ultimo allo Shkendija nel ritorno dei playoff di Europa League) quello "spero di rimanere" è diventato un "contentissimo di essere considerato incedibile" nella serata in cui rossoneri volano ai gironi della manifestazione continentale. Un premio al 5° posto rincorso e ottenuto anche grazie al contributo di Cutrone, all'esordio proprio nella vittoria con il Bologna che il 21 maggio sanciva la matematica qualificazione ai preliminari. Cinque minuti indimenticabili...

Cinque minuti che hanno convinto le nonne Pina e Mafalda a presentarsi al Meazza, anche loro al debutto assoluto. Insieme a papà Pasquale e mamma Eleonora, che hanno seguito passo passo la carriera di Patrick e quella del fratello Christopher, portiere del Castello nella Seconda Lega svizzera. Il bacio sull'avambraccio ad ogni gol è per loro, rappresentati da un tatuaggio. Cinque minuti in cui Cutrone ha fatto anche in tempo a prendere un giallo, a dimostrazione del temperamento e della fortissima personalità che caratterizza il giovane attaccante, entrato in pianta stabile nella rosa di Montella con la partenza di Luiz Adriano nel mercato di gennaio. Luiz Adriano... chi?

Un passo alla volta

Certo, con l'arrivo di Kalinic e un posto da titolare "sicuro" per André Silva in futuro gli spazi per "Cutro" potrebbero ridimensionarsi, ma dalla sua giocano diversi fattori: il triplice impegno (campionato, Europa League e Coppa Italia); la fiducia totale dell'allenatore e del club, che ha già provveduto al suo rinnovo fino al 2021; la "benedizione" di capitan Bonucci; la possibilità di esprimersi con l'Under 21 di Gigi Di Biagio nel biennio che porterà all'Europeo di casa nostra e che qualificherà alle Olimpiadi di Tokio 2020, con il ragazzo che sembra avere tutte le carte in regola per provare a viverli da protagonista. Per l'Italia "dei grandi" ci sarà tempo, c'è ancora un po' di strada da fare...

Around Anversa 🇧🇪 #nazionale #europeo

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Generazione elettrica

E poi l'intesa con Manuel Locatelli, amici dentro e fuori dal campo. Il centrocampista - anche lui della leva magica del '98, come il più quotato Hachim Mastour, di cui si sono perse le tracce - conosce a memoria i suoi movimenti, va a nozze con i suoi velocissimi e letali inserimenti da una decina d'anni ormai, tra Milan e Nazionale, compreso l'argento agli Europei Under 19. Basta rivedere il lancio per il gol allo Shkendija, uno schema che parte da lontano, dai giovanissimi, passando per la Primavera e dalle mani di Gigio Donnarumma, di un anno più giovane ma della stessa "crew". Generazione social, generatori di scariche elettriche: degni eredi di Alessandro Volta, il mago della scintilla.

#Repost @locamanuel73 (@get_repost) ・・・ Il destino, a volte, ci regala delle favole 🔴⚫️

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