Arsenal, Wenger: "L'addio? Non ho deciso io i tempi. Non so cosa farò quando lascerò"

Europa League

Nella conferenza stampa di vigilia della semifinale contro l'Atletico Madrid, l'allenatore francese parla del suo futuro e del possibile successore sulla panchina dei Gunners: "Sarò ancora nel mondo del calcio, ma non ho preso impegni. Il mio successore? Non voglio influenzare nessuno", ma su Luis Enrique aggiunge: "Ho un'alta considerazione di lui"

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La semifinale di Europa League contro l'Atletico Madrid, "un match più da Champions League", e il proprio futuro diventato un'incognita dopo l'annuncio nei giorni scorsi che la decennale esperienza sulla panchina dell'Arsenal si concluderà a fine stagione. Arsene Wenger ha parlato nella conferenza stampa di vigilia del match che all'Emirates vedrà opposti i suoi Gunners e l'Atletico del Cholo Simeone, anch'egli indicato, con smentita, come possibile suo erede. Wenger ha fatto capire di essere stato in qualche modo forzato ad andare via: "Lasciare l'Arsenal? I tempi non sono stati una mia decisione. Ma in questo momento sto pensando solo al mio lavoro, alla mia routine. Sono concentrato su quello che devo fare ogni giorno e nel preparare la partita. Il mio sostituto? Non ci ho pensato. Luis Enrique? Non voglio influenzare nessuno, posso solo dire che di lui ho un'alta opinione". Sul proprio futuro, invece, l'unica certezza è che non lascerà il mondo del calcio: "Onestamente non so cosa farò quando lascerò l'Arsenal, sicuramente continuerò a lavorare. Nel mondo del calcio? Quello è sicuro. Voglio fare il mio meglio per onorare il mio contratto - prosegue Wenger - sono concentrato solo su quello".

"L'Atletico Madrid? La seconda miglior squadra di Spagna"

Wenger parla poi dell'avversario che si troverà di fronte, l'Atletico Madrid di Simeone, in quella che di fatto è una finale anticipata: "Una squadra molto forte, la seconda migliore di Spagna. Dobbiamo essere disciplinati e fare il nostro meglio per fare risultato: non hanno punti deboli - continua Wenger - e approfittano al massimo delle debolezze dell'avversario. Senza dubbio - conclude - sono la squadra più forte della competizione: sarà più una partita di Champions League che di Europa League".

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