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16 maggio 2018

Olympique Marsiglia-Atletico Madrid, 7 cose da sapere sulla finale

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Ultimo atto in Europa League tra Marsiglia e Atletico Madrid, avversarie nella finalissima al Parc OL. Un passato a Roma per Garcia e Simeone già vincitore della competizione, un tabù piuttosto per l'OM e le squadre francesi. Non mancano le curiosità tra storia, formazioni e protagonisti. Olympique Marsiglia-Atletico Madrid in diretta alle 20.45 su Sky Sport 1 HD

OLYMPIQUE MARSIGLIA-ATLETICO MADRID: LA FINALE

Va in scena l’incrocio tra quelle che furono le prime regine delle due massime competizioni continentali, rinnovate rispettivamente nel 1993 e nel 2010 nelle loro vesti attuali. Il confronto in panchina tra Simeone e Garcia è solo uno dei temi della finalissima tra Atletico Madrid e Marsiglia, 9° epilogo dell’Europa League dall’avvento della nuova formula. Percorsi diversi per due squadre mai così lontane di fronte al Parc OL, tana del Lione ovvero un’accesa rivale dell’OM in quello che in Francia chiamano "Choc des Olympiques". In realtà la città dei leoni evoca brutti ricordi per i Colchoneros, qui sconfitti nel 1986 in un’altra finale continentale. Solo due i precedenti tra le avversarie risalenti all’edizione 2008/09 dei gironi della Champions (2-1 per gli spagnoli e 0-0 al Vélodrome), quanto basta per scrivere un nuovo capitolo nell’appuntamento decisivo del torneo.

1) Feudo spagnolo

Il più pesante dei trofei UEFA, 15 kg d’argento, è già stato sollevato due volte dall’Atletico Madrid nel 2010 e nel 2012: se in occasione del primo trionfo i protagonisti furono Forlán in attacco e Quique Sanchez Flores in panchina, il secondo titolo premiò il Cholo Simeone grazie ai 12 gol complessivi di Falcao. Non è un caso che la Spagna occupi il gradino più alto del podio in materia di successi in Europa League, 10 totali grazie all’egemonia del Siviglia (5 vittorie, più di tutti) oltre al Real degli anni ’80 e al Valencia di Benítez. I Colchoneros puntano quindi la terza coppa agganciando Juventus, Inter e Liverpool, trofeo che alimenterebbe la dinastia spagnola con 8 affermazioni nel nuovo millennio. Solo una volta l’Atletico è stato sconfitto da un’avversaria francese nella rassegna: ottavi di finale dell’edizione 1999/2000 per mano del Lens.

2) Lione indigesta, finali di gara pure

Simeone lamenta un conto aperto con le ultime finali europee disputate, altro non fosse che la sfida tutta madrilena ha premiato due volte il Real in Champions: arbitrata nel 2014 da Kuipers, fischietto designato anche a Lione, i Blancos di Ancelotti la spuntarono pareggiando al 93' con Sergio Ramos e sfondando ai supplementari prima di sollevare la Décima. Esito analogo due anni più tardi a San Siro, epilogo risolto ai rigori con un errore di Juanfran regalando la festa a Ronaldo e Zidane. Ultimi istanti di gara amari per l’Atletico anche nella Coppa dei Campioni 1973/74, quando un gol di Schwarzenbeck a 40 secondi dalla fine dei supplementari regalò il replay al Bayern (non erano previsti i calci di rigore) poi trionfanti 4-0. Pure in caso di vittoria i Colchoneros hanno sofferto in Europa League, vedi il gol decisivo di Forlán al 116' nel 2010 contro il Fulham. Altrettanto significativo il precedente in Coppa delle Coppe maturato proprio alla Gerland di Lione nel 1986: facile 3-0 della Dinamo Kiev allenata da Lobanovski contro gli uomini dell’indimenticato Luis Aragonés. Insomma, vietato trascurare i minuti conclusivi così come la cornice dell’incontro.

3) Tabù Marsigliese

Se l’Atletico Madrid non s’impone in Francia dal lontano settembre 1961 (3-2 al Sedan in Coppa delle Coppe) ma ha festeggiato due volte in Supercoppa a Montecarlo contro Inter e Chelsea, il Marsiglia ha pagato dazio nelle ultime due finali affrontate. Detto del trionfo a spese del Milan nella prima edizione della Champions League, i francesi hanno perso in due occasioni l’ultimo atto della competizione: 3-0 dal super Parma di Malesani nel 1999, 2-0 dal Valencia guidato da Benítez nel 2004. Europa League quindi off limits per il Marsiglia nonché per le esponenti francesi: mai una squadra a tinte Bleus si è affermata nel torneo, d’altronde l’ultimo atto della competizione penalizzò anche il Bastia (battuto dal PSV nel 1978) e il Bordeaux sconfitto dal Bayern di Beckenbauer nel 1996. I precedenti contro le spagnole non regalano ottimismo all’OM al tappeto 8 volte in 15 confronti diretti, chissà che Garcia non possa cambiare la storia.

4) Sfida Capitale

In serata s'incrociano da avversari, allenatori dal passato italiano senza tratti in comune eccezion fatta per la permanenza a Roma. Quattro anni da centrocampista della Lazio per Simeone, energico protagonista e goleador nello scudetto biancoceleste del 2000. Privo di titoli invece il triennio giallorosso dello sviolinante Rudi Garcia, allenatore che al primo impatto in Serie A inanellò una striscia record di 10 vittorie di fila. Squalificato in virtù dell’espulsione in semifinale contro l’Arsenal, il Cholo ha già trionfato in Europa League nel 2012 (unico tecnico non europeo a riuscirvi) e si appresta a disputare la quinta finale europea del suo mandato a Madrid. Un’impronta inconfondibile quella di Diego sull’Atletico, lontano 4 anni dall’ultimo trofeo eppure favorito della vigilia dinanzi a Garcia a caccia del primo exploit internazionale. L’ex romanista guida il Marsiglia dall’ottobre 2016, gestione che prima ha restituito l’Europa al club e attualmente riserva una battaglia in Ligue 1 per un posto nella prossima Champions. E se l’ingresso arrivasse proprio dalla porta principale sbaragliando i Colchoneros?

5) Vecchie conoscenze

Oltre al braccio di ferro in panchina, il campo concede la ribalta a pezzi della Serie A avvistati nelle ultime stagioni. In ballottaggio con Juanfran sulla destra c’è Sime Vrsaljko, espulso all’Emirates ma nuovamente a disposizione di Simeone che l’aveva prelevato dal Sassuolo nel 2016 per 16 milioni di euro. Solo un assaggio nel nostro campionato invece per Fernando Torres, un gol in 10 presenze nel Milan di Inzaghi. Più nutrita la colonia di "italiani" nel Marsiglia a partire da Rolando, ex difensore di Inter e Napoli nonché autore del gol decisivo in semifinale contro il Salisburgo. Un infortunio muscolare gli negherà la finale di Lione a differenza del partner difensivo Adil Rami, un anno e mezzo in forza al Milan prima della cessione al Siviglia senza incrociare in rossonero Lucas Ocampos. Classe 1994, jolly argentino emerso nel Genoa, si trasferì in prestito agli ordini di Montella senza tuttavia brillare. Una sorta di rivincita per entrambi, scaricati dal Diavolo eppure sotto i riflettori d’Europa.

6) Plurititolati ovunque, El Niño ai saluti

La presenza di Rami, fidanzato di Pamela Anderson a beneficio delle cronache rosa, inaugura l’elenco dei protagonisti che hanno già trionfato in Europa League. Il centrale francese si assicurò il titolo nel 2016 in forza al Siviglia, autentica corazzata nella competizione che decorò addirittura per tre volte consecutive Vitolo e Gameiro oggi in forza all’Atletico. Proprio i Colchoneros vittoriosi nel 2012 disponevano già in gruppo dei vari Godín, Juanfran, Filipe Luís, Koke e Saúl tutt’ora intoccabili, spazio che viceversa è centellinato per il 34enne Fernando Torres prossimo all’addio. La bandiera madrilena, 15 anni complessivi tra giovanili e prima squadra, ha festeggiato la coppa nel 2013 durante la parentesi al Chelsea sebbene non abbia mai conquistato titoli con la maglia più amata. Quale migliore occasione per spezzare la maledizione prima di congedarsi dall’Atletico?

7) Payet-Griezmann, talento al potere

Tattica e filosofia agli antipodi per Garcia e Simeone, allenatore quest’ultimo sospeso tra organizzazione e pragmatismo attraverso il carattere dei propri uomini: a dispetto della "retrocessione" dalla Champions, Oblak ha mantenuto inviolato la porta in 6 partite come il solo Karius del Liverpool è riuscito in stagione. Meno ermetico sebbene più tecnico e intraprendente il Marsiglia, squadra lontana per atteggiamento eppure accomunata dalla colonia di nazionali francesi: eccezion fatta per l’eterno Mandanda e il ritrovato Thauvin, la sfida ravvicinata è quella tra Payet e Griezmann ovvero i due migliori interpreti dei Bleus di Deschamps nell’ultimo Europeo casalingo. Re degli assist (7) in Europa League nonché coinvolto in 34 reti (10 gol e 24 passaggi vincenti) nella stagione dell’OL, il trequartista 31enne ha ritrovato lo smalto perduto nella parentesi finale al West Ham. Di fronte troverà Le Petit Diable, originario di Mâcon che dista solo 60 km e 45 minuti da Lione, quasi un paradosso per chi non ha mai giocato in club francesi ma che da ragazzino tifava proprio OM. Griezmann viaggia a 27 centri stagionali, bottino dal peso specifico determinante in Europa dove ha accumulato 6 gol e altrettanti assist. Fu lui ad archiviare il 2-1 della Francia contro l’Irlanda a Euro 2016, match disputato proprio al Parc OL accanto all’amico Payet. Si ritroveranno da compagni ai Mondiali in Russia, un mese prima sono destinati a illuminare la finale allo Stade des Lumières.

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