Ucraina, Junior Moraes oriundo irregolare? Shevchenko rischia doppio ko a tavolino

Europei

Il Lussemburgo, sconfitto 2-1 dall’Ucraina nelle qualificazioni a Euro 2020, ha chiesto chiarimenti all’Uefa per la presenza in campo di Junior Moraes, attaccante brasiliano dello Shakhtar Donetsk naturalizzato ucraino: il giocatore non rispetterebbe i requisiti Fifa per poter giocare con una nazionale diversa da quella del Paese d’origine

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Junior Moraes, attaccante dello Shakhtar Donetsk, sta vivendo, a 31 anni, la sua stagione della vita. Ventuno gol complessivi tra campionato ucraino, coppa nazionale, Champions League ed Europa League e la nazionale raggiunta. Non la Seleçao, ma quella del suo Paese d’adozione, l'Ucraina. Un rendimento che ha convinto i dirigenti della federazione ad avviare le pratiche per consegnare al centravanti carioca la cittadinanza ucraina. Missione compiuta in tempo per l’inizio delle qualificazioni a Euro 2020. Moraes ha così giocato 104 minuti con la maglia gialloblù, ma è subito diventato un caso. Tanto che la nazionale allenata da Andriy Shevchenko rischia di subire due sconfitte a tavolino.

Il regolamento Fifa e le proteste del Lussemburgo

Come confermato dal quotidiano Record nella sua edizione online, il presidente della Federcalcio lussemburghese, Paul Philipp, farà un reclamo all’Uefa per la presenza di Junior Moraes nella sfida di qualificazioni a Euro 2020 di lunedì 25 marzo. Il commissario tecnico Shevchenko lo aveva già fatto esordire nello 0-0 in casa del Portogallo, schierando l’attaccante negli ultimi 14 minuti. Il centravanti ha poi giocato 90 minuti nella vittoria con il Lussemburgo (2-1). La nazionale del Granducato è convinta: la naturalizzazione di Junior Moraes è irregolare, perché non rispetterebbe i requisiti Fifa. Il regolamento del massimo organo calcistico mondiale prevede, infatti, che un giocatore, dopo aver compiuto i 18 anni, debba vivere ininterrottamente per cinque anni nel Paese in questione per poter giocare con la sua nazionale. Moraes ha vissuto in Ucraina, senza interruzioni, per 4 anni e 8 mesi. Arrivato nel 2012 dal CSKA Sofia, ha vestito la maglia del Metalurh Donec’k, club poi fallito per bancarotta, prima di passare alla Dinamo Kiev. Quindi il trasferimento in Cina, al Tianjin, nel 2017. Una comparsata di 6 mesi in Asia che, da regolamenti, rischia di mettere in dubbio il futuro di Moraes con la sua nazionale d’adozione. L'attaccante ha poi fatto ritorno alla Dinamo Kiev, prima di essere acquistato, nel 2018, dallo Shakhtar.

La risposta dell’Ucraina

La notizia è stata subito ripresa dai media portoghesi, con Maisfutebol che ha riportato l’opinione di un giudice del Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport. Tale Nogueira da Rocha ha confermato al sito portoghese che, secondo le norme Fifa, la naturalizzazione di Junior Moraes sarebbe illegale. Il segretario generale della federazione ucraina, Yuri Zapisotsky, ha comunque assicurato che la naturalizzazione del 31enne brasiliano ha rispettato tutte le scadenze. “Per la legge ucraina – ha commentato Zapisotsky -. Ha vissuto per cinque anni nel nostro Paese”, facendo riferimento alla normativa a livello locale che prevede come criterio per ottenere la cittadinanza la permanenza nel territorio nazionale per 180 giorni l’anno. Insomma un groviglio burocratico, che presto potrebbe vedere l’intervento della Fifa. E l’Ucraina, che ha conquistato 4 punti nelle prime due partite del girone di qualificazione, rischia di perdere entrambi i match a tavolino.

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