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Euro 2020, l’ordine di Rosetti agli arbitri: "Mai Var per episodi grigi"

Europei

Lorenzo Fontani

Contrasto al gioco violento e pericoloso, alle simulazioni, alle proteste scomposte nei confronti degli ufficiali di gara. Sono le parole d'ordine dettate dal responsabile degli arbitri Uefa Roberto Rosetti ai direttori di gara impegnati all'Europeo. Ma c'è molto altro, a cominciare dai temi caldi del Var e del fallo di mano, tra gli spunti emersi dalla video-conferenza tenuta online dall'ex arbitro internazionale italiano

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Fallo di mano: in attacco punito solo il tocco di chi segna

Rosetti ha illustrato i cambiamenti regolamentari che sono stati introdotti dall'ultima riunione dell'International Board lo scorso marzo e che sono in vigore già a Euro2020. Per quanto riguarda il fallo di mano in difesa non è cambiata la sostanza, soprattutto per l'Uefa, quanto la forma: l'Ifab, dopo il tentativo di elencare una serie di parametri per la punibilità, è tornato a un testo più scarno che ribadisce l'importanza dell'intepretazione dell'arbitro rispetto alla "naturalezza" del gesto del giocatore che tocca il pallone. Una riscrittura che - si spera - pur dando più margine di valutazione all'arbitro dovrebbe garantire una maggiore uniformità di giudizio in nome dello "spirito" del gioco.

Importante soprattutto la modifica sulla regola dei gol segnati dopo un tocco di mano accidentale: d'ora in poi verranno annullati soltanto se a toccare il pallone è stato l'autore del gol, o segnando direttamente con un tocco di mano/braccio o immediatamente dopo. Non verrà più punito l'eventuale tocco di un compagno che fa un "assist" per il gol (sempre che si tratti di tocco accidentale e dunque non di un fallo di mano punibile a prescindere).

Calcio di rinvio, vietati i trucchi

Curiosa un'altra novità spiegata da Rosetti: dopo l'introduzione del "rinvio corto", cioè la possibilità su calcio di rinvio per i difensori di stazionare in area di rigore e di ricevere un tocco corto del portiere, qualcuno (tra i primi il Milan con Donnarumma in un'amichevole col Benfica dell'estate 2019, poco dopo l'introduzione della nuova regola) aveva escogitato una furbata approfittando di un vuoto regolamentare. In pratica il portiere "scucchiaia" il pallone per il compagno vicino che glielo restituisce di testa/petto/ginocchio permettendo al portiere di raccoglierlo con le mani. Ebbene ora l'escamotage verrà trattato con lo stesso metro che è previsto in caso di normale azione di gioco: calcio di punizione indiretto e ammonizione per il portiere che innesca la giocata antisportiva.

Possibili i rigori nell'ultima della fase a gironi

Infine una "chicca" che riguarda non il regolamento del gioco ma quello degli Europei: se nella terza partita del girone due squadre che hanno pari punti e stesso numero di gol segnati e subiti dovessero pareggiare, si andrebbe direttamente ai calci di rigore senza supplementari per decidere chi sarà davanti in classifica. Per la prima volta quindi si potrebbe assistere ai tiri di rigore per determinare la vincente in una sfida della fase a gironi.

Centrale Var unica a Nyon con 4 Var a partita

Insieme alle 18 squadre arbitrali (per l'Italia il team sarà guidato da Daniele Orsato e comprende gli assistenti Giallatini e Preti, Massa come quarto ufficiale e Alassio come assistente di riserva) per Euro2020 sono stati designati 22 Var (per l'Italia Irrati, Valeri, Di Bello e Meli). Tutti i Var lavoreranno da remoto presso la sede UEFA di Nyon, dove sono state allestite due sale. Nelle 51 partite il Var principale sarà affiancato da un assistente (Avar), da un assistente per il fuorigioco, da un quarto Var di supporto e da tre operatori.

"Vogliamo che si intervenga soltanto nelle situazioni chiare ed evidenti - ha sottolineato Rosetti - non negli episodi 'grigi' che devono essere lasciati all'intepretazione dell'arbitro in campo". Asticella alta insomma, e poche review come da prassi Uefa. Non a caso le statistiche da quando il Var è stato introdotto nelle competizioni UEFA parlano in media di una correzione ogni 3,25 partite.