Euro 2020, il Ct della Danimarca e il braccialetto per Eriksen. VIDEO

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Dopo la vittoria contro il Galles, il Ct danese mostra con orgoglio il polso: "Mi hanno regalato questo braccialetto con un pallone, rappresenta il calcio e io non conosco una persona che ami il calcio più di Christian. Lo terrò fino a fine torneo, è il mio modo di portarlo sempre con noi. È un giocatore fantastico, ma soprattutto una splendida persona"

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La Danimarca continua a sognare a Euro 2020 e, grazie al successo per 4-0 contro il Galles, ha conquistato la qualificazione ai quarti di finale. E pensare che una settimana prima la squadra di Hjulmand era a un passo dall'eliminazione, dopo le prime due sconfitte contro Finlandia e Belgio. Un inizio da incubo, tra risultati negativi e il terribile episodio che ha coinvolto Eriksen. Poi il risveglio di Christian e quello sportivo dei suoi compagni: le vittorie contro Russia e Galles, 8 gol segnati in due partite e qualificazione ai quarti di finale. L'ultima impresa in quella che è stata la casa di Eriksen per ben quattro anni: l'Ajax prese l'attuale interista giovanissimo per poi rivenderlo nel 2013 al Tottenham. 

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A fine gara il Ct della Danimarca ha mostrato all'inviato di Sky Sport Gianluigi Bagnulo un braccaletto e ne ha spiegato la storia: "Mi è stato regalato questo braccialetto, rappresenta il calcio e io non conosco una persona che ami il calcio più di Christian – le parole dell'allenatore -. Non l'ho mai visto più lontano di uno-due metri da un pallone, lo ama. L'ho visto giocare a calcio da quando era un bambino, quindi questo braccialetto col pallone mi ricorda Christian, è il mio modo di portarlo sempre con me in tutto il torneo. È un giocatore fantastico, ma soprattutto una splendida persona. La vittoria mi dà una grande sensazione, devo ringraziare la popolazione danese per il modo in cui ci ha messo le ali in questo torneo. Ci hanno riempito d'amore, ci sono stati vicini dopo quello che è successo a Christian. Stavolta abbiamo giocato nella prima casa di Christian, il primo posto che lo ha accolto quando è andato via dalla Danimarca a 16 anni. Ha giocato tantissime partite qui ad Amsterdam. È stata una prestazione fantastica, per i tifosi e per la squadra, sono orgoglioso". Nei difficili giorni successivi alla prima partita dell'Europeo, Hjulmand si è trasformato un po' in un padre di famiglia per i giocatori. Lo stesso portiere Schmeichel ha dichiarato che ormai il Ct è "uno di noi", a dimostrazione di come il gruppo Danimarca si sia unito ancor di più nelle difficoltà.