Svizzera, il tifoso si trasforma: dalla disperazione alla gioia in un minuto

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Inquadrato sugli spalti durante i minuti finali di Francia-Svizzera, un tifoso della nazionale elvetica è diventato improvvisamente popolare sul web grazie alla sua "trasformazione": dalla disperazione alla 'nuda' estasi nel giro di pochi secondi

FRANCIA-SVIZZERA, GOL E HIGHLIGHTS

Per molti il vero "man of the match" è lui, l’uomo che sugli spalti durante Francia-Svizzera morde nervosamente la maglia che indossa, quella della nazionale elvetica, per poi strapparsela dalla gioia al gol di Gavranovic al 90’

La partita in un'immagine

Un’immagine che, in tempi social, ha impiegato davvero poco a fare “il giro del web”, facendolo diventare meme e idolo di un popolo intero, quello svizzero, che ha vissuto una serata di festa ed emozioni impareggiabili. Un meme che ha un nome e un cognome, Luca Loutenbach, e che ha raccontato di essere stato "sopraffatto da quello che sta succedendo", come ha detto al quotidiano svizzero Blick che l’ha “scovato” e intervistato.

"Sono un tifoso normale"

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"E' surreale - racconta il tifoso 28enne dall'aeroporto di Zurigo, appena rientrato da Bucarest -. Penso che tutte le persone che conosco mi abbiano scritto un messaggio sul telefono!". Una popolarità raggiunta in due semplici mosse: all’89°, con la Svizzera sotto 3-2, le telecamere lo immortalano mentre si contorce per la tensione in una smorfia che sa di preghiera, con il suo cappellino e gli occhialini; un minuto più tardi, raggiunto il 3-3, è lì che urla a petto nudo come un ultrà, sudato e rosso in faccia, la maglia sparita. "Qui dentro c’è tutto quello che rende il calcio lo sport più bello del mondo - dice -. E' stata la partita della vita per molti di noi. Ma io sono un tifoso normale, come tanti. Cosa ho fatto dopo i rigori? Beh, festeggiato con gli amici. Abbiamo bevuto qualche bicchiere con gli amici e poi via subito all'aeroporto, perché avevamo l’aereo alle 5 del mattino… A dormire ci penserò oggi, insieme a rispondere ai mille messaggi".

"Se mi pagate il volo ci sono anche venerdì..."

Reazioni autentiche, nulla di costruito. Il ragazzo non si perde una partita della nazionale svizzera e, dopo aver visto allo stadio tutte le gare di qualificazione, agli Europei ha rinunciato solo a quella contro l’Italia, ma giusto perché “logisticamente era quasi impossibile fare il viaggio di andata e ritorno Baku-Roma-Baku”, spiega quasi scusandosi. Così, dopo aver assistito al pari con il Galles e al successo sulla Turchia, ecco “il giorno più bello della storia del calcio svizzero”. E contro la Spagna nulla vieta di continuare a sognare:  "Anzi, se qualcuno mi vuole pagare il volo - restitrizioni Covid permettendo -, io ci sono anche per i quarti di venerdì!".