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Europei Under 17: chi è Christian Lupo, il portiere protagonista in Italia-Spagna

il profilo

Introduzione

C’è la sua firma, chiarissima, sul successo dell’Italia contro la Spagna che ha proiettato l’Under 17 azzurra in finale agli Europei di categoria. Christian Lupo è l’eroe della semifinale decisa ai rigori. O meglio, decisa dalle sue parate. Tre rigori neutralizzati agli spagnoli e una serata da sogno per un ragazzo di 17 anni… molto studioso. Mettendo in conto l’ipotesi dei rigori, aveva infatti analizzato i tiratori avversari e non è cascato nelle finte del figlio di Marcelo

Quello che devi sapere

Italia di nuovo in finale agli Europei Under 17

Il contesto, innanzitutto. Europei Under 17, a Tallinn la semifinale è Italia-Spagna. Dopo i tempi regolamentari finisce 1-1, con il gol degli Azzurrini di Croci su rigore al 42’ e il pari di Urrestarazu al 77′. Ai rigori vince l’Italia, 5-3, guadagnandosi la finale e facendoci ben sperare sul futuro del nostro movimento. In fondo abbiamo portato un’Under 17 in finale all’Europeo battendo i quotatissimi spagnoli… In finale (la quinta della storia dell'Italia Under 17 dopo quelle del 2013, 2018, 2019 e la vittoria del 2024) ora c’è il Belgio, domenica 7 giugno 2026.

I 3 rigori parati da Lupo (uno al figlio di Marcelo)

In questa cornice si mette in luce Christian Lupo, il portiere della Nazionale allenata da Franceschini, e lo fa fin dal 29’, quando para il primo rigore della sua serata a Christian Imga. La Spagna avrebbe infatti l’occasione per portarsi in vantaggio, ma Lupo chiude la porta volando deciso alla sua destra e respingendo la botta forte e incrociata dello spagnolo. Gli altri due rigori parati arrivano nel corso della “lotteria” finale. Infallibili gli Azzurrini (con Corigliano, Casagrande, Dattilo e Rocca), mentre Lupo torna a volare, stavolta su Ian Mencía e su Enzo Alves. In occasione del primo tiro sceglie ancora la sua destra e, aiutato da una conclusione stavolta meno angolata, non ha problemi a opporsi. Grande freddezza invece quando sul dischetto va Enzo Alves, figlio della ex leggenda del Real Madrid, Marcelo, presente in tribuna: lo spagnolo ritarda fino all’ultimo la conclusione, si concede anche una finta con saltello “alla Jorginho” ma Lupo resta immobile al centro della porta e si muove, alla sua sinistra, solo dopo che l’avversario ha scelto l’angolo, aprendo il piatto destro.

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Il profilo di Christian Lupo

Ma chi è Christian Lupo? Classe 2009, 17 anni compiuti da una settimana (il 29 maggio) è il portiere dell’Under 18 del Lecce, titolare e punto di riferimento della formazione di Fabio Marrocco, con cui ha conquistato la salvezza in questa stagione. Ventinove presenze e, parallelamente agli impegni con l’Under 18, anche le convocazioni costanti nella formazione Primavera, come vice di Plamen Penev (senza però esordire). Al Lecce ci era arrivato nel 2022, prelevato dall’Asd Bari Campioni: gli inizi nell’Under 14 e poi tutta la trafila nel settore giovanile fino all’esordio in Under 17 il 28 aprile 2024, subentrando nei minuti finali a Daniele Bleve. L’anno dopo arriva il debutto in Under 18, il 17 maggio 2025, nella sfida contro il Cagliari, lanciato da Simone Schipa.

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L'approdo in Nazionale (e l'esordio con la Spagna)

Proprio grazie alle prestazioni con la maglia del Lecce è arrivata la convocazione del Ct della Nazionale Under 17, Daniele Franceschini, che il 22 gennaio 2026 lo fa debuttare in Azzurro in un’amichevole, curiosamente proprio contro la Spagna: 66 minuti in campo e poi subito un altro big match, stavolta nell’amichevole di febbraio contro la Francia. A marzo 2026 Franceschini ne fa il titolare della sua Nazionale per le qualificazioni agli Europei, schierandolo nelle sfide contro Portogallo, Islanda e Romania. Fino all’Europeo in corso: già protagonista nelle partite della fase a gironi, mantenendo la porta inviolata nei successi contro la Francia (1-0) e il Montenegro (3-0), dopo l’impresa con la Spagna tutti parlano di lui.

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Un portiere studioso

Diciassette anni ma già un grande senso di responsabilità. L’ipotesi dei rigori finali l’aveva messa in conto e, come fanno ormai tutti i professionisti, anche lui aveva studiato prima della partita il modo in cui i tiratori avversari calciano solitamente dal dischetto. Insomma, voleva arrivare preparato all’esame, e come si fa da ragazzi si era attrezzato con i classici… bigliettini. Su un foglietto gli appunti sui giocatori spagnoli, una sbirciata ogni tanto e poi i voli nella direzione giusta

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