Serie A femminile, club divisi su ripartenza. Decisone rinviata all'8 giugno

Calcio femminile

Alessia Tarquinio

Una lunga assemblea, ma nessuna decisione: la Serie A femminile dovrà ancora aspettare per conoscere il suo destino. Otto squadre sono per la ripartenza del campionato, quattro per la chiusura anticipata. Si dovrà attendere lunedì prossimo, oltre non si può andare se si vuole tornare in campo l’11 luglio

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La notizia del giorno non è una notizia. Sapevamo già che l’intenzione della Figc è quella di portare a termine il campionato femminile. Oggi abbiamo scoperto che l’intervento diretto in favore dei club, compresi quelli femminili, si chiama Fondo Salva Calcio. Abbiamo avuto la conferma che dei 21 milioni 700 mila euro, quei 700 saranno destinati alle donne. Per capire quanto avranno a disposizione le società, non serve un algoritmo, ma semplicemente dividere per il numero di squadre, togliere la quota della serie B. Risultato finale: 50 mila euro. Cifra che dovrà servire per gestire la ripresa. Per quello predisposta e che andrà nelle casse dei club solo se si tornerà in campo.

 

Questo uno dei punti trattati in una assemblea infinita nella quale i club hanno esposto le diverse posizioni e le molte perplessità su una eventuale ripartenza. La fotografia che ne esce è di una Serie A cosi divisa: 8 squadre vogliono tornare a giocare, 4 no.

 

Diversi i temi di discussione: la contrarietà dei medici sportivi, palesata attraverso una lettera che esprime tutta la paura nel non riuscire a rispettare i protocolli e gestire la responsabilità - alcuni medici hanno addirittura scelto di dimettersi. Il mercato: si pone una questione con le altre Leghe che hanno chiuso i campionati, con la sola Germania che finirà a breve, quindi entro il normale termine del 30 giugno. Nel caso in cui un club italiano volesse acquistare una straniera, dovrebbe farle firmare accordi preliminari, farla allenare adesso per poi schierarla a settembre. Non una situazione semplice. Come la gestione dei trasferimenti interni con giocatrici che passano da una squadra all’altra, altre alle quali scade il contratto e andranno via.

 

Senza contare la questione forse più importante: in quali condizioni fisiche giocheranno dopo tre mesi e mezzo senza allenamenti. Aspettiamo ancora. Lunedì 8 giugno dovrà essere il giorno della notizia perché se si vuole giocare la prima partita l’11 luglio, come previsto, non ci si può permettere il lusso di altri rinvii.

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