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Barcellona, Iniesta: "Il mio futuro? Ho già deciso"

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Il centrocampista blaugrana, 34 anni a maggio, rivela di aver preso già una decisione in merito a cosa farà l'anno prossimo: "Non cambierò idea, ma lo dirò quando sarà il momento opportuno"

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Il futuro di Iniesta rimane uno dei grandi punti interrogativi del Barcellona per la prossima stagione. Dopo aver salutato Xavi, lasciar andare anche un altro caposaldo della Cantera diventata grande in Europa di questi anni, sarà un colpo duro per la dirigenza blaugrana. Il presidente Bartomeu sta spingendo, insieme ad alcuni giocatori, affinché Don Andres rimanga almeno un'altra stagione, ma è difficile che quest'ultimo si faccia influenzare da qualcuno di loro. La decisione finale infatti dipenderà esclusivamente dalla sua volontà, anche se a quanto pare il centrocampista la sua scelta l'ha già fatta. "So cosa ho intenzione di fare - ha dichiarato al termine della vittoria per 2-1 sul Valencia, successo che ha decretato la più lunga striscia d'imbattibilità di sempre in Liga (39 giornate) -. Quando sarà il momento di dirlo, lo dirò. Prima al club, poi all'allenatore e infine al mondo intero. Tutti, in un modo o nell'altro, possono capire le mie parole". Nessuno riuscirà a mettere pressione allo spagnolo, 34 anni a maggio, neanche il suo amato pubblico: "L'amore e il rispetto delle persone che ho ora ci saranno sempre - ha continuato Iniesta -. Non è qualcosa che possa farmi cambiare idea. Sono grato a loro, questa è casa mia. Anche oggi (ieri ndr) il loro supporto è stato fondamentale".

"La sconfitta con la Roma è stato un brutto colpo"

Il giocatore blaugrana, che in carriera ha indossato 669 volte la maglia del Barcellona e 129 volte quella della Nazionale maggiore delle Furie Rosse, con un palmares che vanta otto campionati vinti, quattro Champions, un Mondiale - deciso da un suo gol in finale ai supplementari contro l'Olanda - e due Europei in mezzo ai tanti trofei, è poi tornato sulla romantada subita martedì contro la squadra di Di Francesco: "È stato un brutto colpo - ha spiegato il capitano del Barça -. Loro non avevano nulla da perdere e noi non sapevamo come adattarci al loro gioco. Abbiamo sbagliato tante cose, sono situazioni inspiegabili come successe a noi lo scorso anno contro il Psg. Non ci sono comunque problemi nello spogliatoio, remiamo tutti dalla stessa parte. La responsabilità principale della disfatta è nostra, dei giocatori. È stato un ko che fa male all'anima. Le delusioni mi feriscono molto, ma assaporo tanto le vittorie quando arrivano, per cui se trionferemo in Liga e in Coppa del Re sarò l'uomo più felice al mondo".