La Liga in America: giocatori pronti anche allo sciopero: "Non siamo merce"

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David Aganzo, presidente dell'Associazione dei calciatori spagnoli (AFE), annuncia una dura presa di posizione da parte dei giocatori contro la decisione di giocare alcune partite di Liga in America: "I capitani sono contrari, pronti ad andare fino in fondo"

LA LIGA A STELLE E STRISCE, PARTITE NEGLI USA

Un caos che potrebbe addirittura, come soluzione più estrema, portare a uno sciopero da parte di calciatori della Liga. E' questo infatti quanto emerge dalle parole di David Aganzo, presidente L'Associazione dei calciatori spagnoli (AFE) al termine dell'incontro tra tutti i capitani delle squadre delle formazioni spagnole. Al centro della vicenda infatti c'è l'accordo tra La Liga e US Relevant, multinazionale che mira a promuovere il soccer negli Usa e in Canada, per far disputare almeno una partita del campionato spagnolo (già a partire da questa stagione) sul suolo americano nei prossimi 15 anni.Aganzo inoltre ha annunciato che tra fine settembre e i primi giorni di ottobre incontrerà il presidente della Liga Javier Tebas per esporre tutto il malcontento da parte dei capitani delle squadre spagnole nei confronti della decisione di disputare alcune partite in America. Soluzione questa che garantirebbe sicuramente notevoli entrare alla Liga, ma che – stando alle parole di Aganzo – potrebbe essere boicottato dai giocatori.  

La posizione ufficiale dell'AFE

"AFE e i giocatori non capiscono le decisioni unilaterali. La Liga ha ufficializzato un accordo raggiunto con una multinazionale, per i prossimi 15 anni, in base al quale è prevista una partita di campionato negli Stati Uniti. I giocatori hanno manifestato la loro sorpresa e indignazione per il fatto che la loro opinione non sia stata presa in considerazione in un accordo che riguarda direttamente gli stessi. Con le sue decisioni, La Liga sta prendendo le distanze dai tifosi e dai giocatori, qualcosa che danneggia lo spettacolo e l'essenza stessa del calcio", il comunicato diramato dall’Associazione dei calciatori spagnoli. "Siamo tutti sulla stessa barca - aggiunge Aganzo - tutti i capitani delle prime squadre sono coesi verso un'unica volontà e in contrasto con le decisioni che non rappresentano nella maniera più assoluta il calcio spagnolo, che fonda la sua identità nel valore di ogni singola città e nel calore dei proprio tifosi. I giocatori non sono merce, e non sono in vendita".

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