Atletico Madrid, Burgos lascia dopo 10 anni: farà l'allenatore in proprio

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Novità dalla prossima stagione sulla panchina dei Colchoneros: come annunciato sui profili social del club, chi saluta è German Burgos. Storico vice di Simeone, lui che aveva affiancato il Cholo al Catania e al Racing e soprattutto all'Atletico dal 2011, El Mono ha deciso di mettersi in proprio da allenatore: "Penso di essere in grado di guidare una squadra. Il mio non è un addio: il calcio dirà se ci rivedremo"

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I rumors si rincorrevano da tempo, ora è arrivata l’ufficialità. Dopo quasi 10 anni nello staff tecnico dell’Atletico Madrid, dove è stato lo storico vice di Diego Simeone, chi saluta i Colchoneros al termine della stagione è German Burgos. Una figura fondamentale negli ultimi anni quella del Mono, spalla del Cholo che aveva già affiancato in precedenza al Catania e al Racing in Argentina. Innegabile il suo contributo alla squadra nell’ultimo decennio, periodo che ha visto imporsi il club in Spagna (lo scudetto nel 2014, ma anche una Copa del Rey e una Supercoppa) e a livello continentale con due Europa League (2012 e 2018) con altrettante Supercoppe europee. Si profila una nuova vita per Burgos, lui che ha annunciato il desiderio di mettersi in proprio in panchina come annunciato sui profili social dell’Atletico.

Burgos: "Il mio non è un addio"

"Voglio ritirarmi dall'Atletico come campione - ha spiegato il Mono nel video condiviso dai Colhoneros -, ci sono ancora molti sogni da realizzare e sono un sognatore. Al termine di questa stagione inizierò il mio percorso come capo allenatore, d’altronde con più di dieci anni di esperienza nella massima serie penso di essere pienamente in grado di guidare il destino di una squadra". Tanti i ringraziamenti alle persone che hanno collaborato con lui negli ultimi anni, abbraccio rivolto in particolare a Simeone: "È un amico, ci conosciamo da molto tempo. Ci capiamo con segni, senza segni, con sguardi, senza sguardi. Con segnali da 50 metri so cosa mi dice. Ho pranzato e cenato più con il Cholo che con la mia famiglia perché otto anni con l'Argentina, più gli anni nell'Atletico come giocatori, più altri otto anni sempre nell'Atletico... È molto tempo. Intendersi in questo modo è meraviglioso". Tanti i ricordi dell’avventura a Madrid dove ha visto crescere veri campioni, ma il suo potrebbe essere un arrivederci: "Questo non è un addio, il calcio dirà se ci incontreremo di nuovo".

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