Lione, Ferland Mendy obiettivo del Real Madrid. Dal ritiro alla rinascita: la sua storia

Ligue 1

Il terzino del Lione è uno degli obiettivi dei Blancos in vista della prossima stagione. Ma la sua non è una storia come tutte le altre: a 15 anni è stato costretto a ritirarsi, con sacrificio e passione ha costruito la sua rinascita

REAL, ZIDANE NON VUOLE PIU' BALE E CEBALLOS

Come una fenice che risorge dalle proprie ceneri. Ferland Mendy ha vissuto un'adolescenza travagliata, con tutti i suoi sogni pronti a sgretolarsi in pochi secondi. La sfortuna, però, non è riuscita a buttarlo giù e a farlo arrendere. Ha sofferto, ha resistito e poi si è rialzato in piedi, consacrandosi come uno dei giocatori più talentuosi e promettenti nel suo ruolo. Terzino sinistro di spinta, Mendy nasce a Meulan-en-Yvelines l'8 giugno del 1995 e a nove anni entra nelle giovanili del Psg. Tutto sembra procedere per il meglio ma, a 15 anni, arrivano i primi guai. L'artrite all'anca non gli dà tregua e lo costringe ad abbandonare il calcio, trascorrendo le successive settimane all'ospedale pediatrico Necker di Parigi. "Sono rimasto lì tre mesi con il gesso - ha raccontato in un'intervista al canale tematico del Lione un paio di stagioni fa -. Poi sono andato a Bullion e sono rimasto altri sei mesi. Mi hanno rimosso il gesso, ma ero su una sedia a rotelle e poi con un deambulatore. Dovevo imparare a camminare lentamente". Un calvario lungo, lunghissimo, che non gli impedisce di riprovarci. "Ho dovuto ripartire da zero: migliorare i passaggi, i controlli per imparare a giocare di nuovo".

All'ombra della Tour Eiffel, però, non c'è più spazio per lui. I parigini lo liberano a costo zero e lui firma per il Mantois, club di quarta divisione. Poi il passaggio nel 2013 al Le Havre - prima tra i dilettanti con la seconda squadra e poi in Ligue 2 - e, quattro anni, dopo il grande salto al Lione. Qui arriva la graduale e definitiva esplosione, premiata nello scorso novembre con la convocazione in Nazionale da parte di Deschamps (con tanto di debutto contro l'Uruguay). Una notizia completamente inaspettata per lui. "Quando mi sono svegliato, ho visto quattro o cinque chiamate perse dal club - ha spiegato nella conferenza stampa con i Bleus a Clairefontaine -. Ho pensato: cosa ho fatto? Sono in ritardo per l'allenamento?". Difficile, infatti, per Mendy credere che, dopo quello che ha passato e dopo aver saltato tutta la trafila delle categorie inferiori transalpine, potesse arrivare una simile opportunità. Quest'anno ha collezionato 41 presenze in tutte le competizioni con il Lione, mettendo a referto 3 gol e 3 assist. Prestazioni che - come riportato da Marca - hanno attirato l'attenzione di Zidane, pronto a investire parte del budget estivo per portarlo alla Casa Blanca. Recuperarlo dall'infortunio all'anca per i medici è stato un miracolo. Ma Mendy nei miracoli non crede. La sua carriera è frutto di sacrificio e mentalità, gli stessi ingredienti che è pronto a mettere in mostra al Real per quello che diventerebbe l'ennesimo straordinario traguardo della sua giovane carriera.

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