Mondiali 2018 Russia, Sergio Ramos apre le porte della propria stanza nel ritiro della Spagna: VIDEO

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Una panoramica della "casa" di Sergio Ramos in Russia: tra foto di famiglia, santini, musica e anche un peluches con le sue sembianze. Il capitano della Spagna è reduce da un mese di clamorose attenzioni mediatiche, tra il fallo su Salah, la Champions vinta e Kiev e l'inno della Roja che lo ha trasformato in un cantante

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Prima un poster di se stesso sopra il letto, poi una panoramica di quella che sarà la “casa” di Sergio Ramos per la durata dei Mondiali. Da un minimo di 18 giorni guardando all’ultima partita del girone, fino a un massimo di un mese e un giorno nella finalissima del 15 luglio a Mosca. Lo spagnolo apre le porte della sua stanza ai suoi follower di Instagram, nel ritiro di Kranodar nel centro costato oltre 450 milioni e finanziato da Sergey Galitskiy, il trentesimo uomo più ricco della Russia, con una passione proprio per il calcio e la Spagna (in particolare Bilbao). Dunque la telecamera si sposta sui comodini: pc, smartphone, e anche le foto di famiglia. Prima quella con la moglie Pilar Rubio, conduttrice tv, e i figli Sergio Ramos Jr, Marco e Alejandro (nati rispettivamente nel 2014, nel 2015 e nel 2018) con l’ultima decimotercera di Kiev. Poi dei santini, una tv, un pupazzo di peluche che lo rappresenta, altre foto dei piccoli di casa e il poster della squadra, proprio di fronte al suo letto. “Questa è la mia camera, un grande saluto e un bacio” - sono le sue parole, mentre: “La mia famiglia, sempre con me” - è la didascalia del video. Con la musica di Alejandro Sanz in sottofondo.

¡Gracias! 🇪🇸

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Il clamoroso mese di Ramos

Proprio la musica è uno dei campi in cui Ramos si è recentemente allargato. Non solo calciatore, ma anche pop star, cantando l’inno spagnolo con l’artista Demarco Flamenco che accompagnerà la squadra per tutto il cammino in Russia: “Otra estrella en tu corazón”. Ma sarebbe riduttivo chiudere qui il capitolo su Sergio Ramos, uno da sempre noto, e tra i calciatori più vincenti di sempre, che recentemente ha però alzato l’asticella fino a diventare uno dei personaggi più chiacchierati di tutto il mondo dello sport (e non solo). Prima un singolo rap chiamato “SR4” composto prima della finale di Champions, poi il ben noto fallo su Salah, la nuova coppa alzata al cielo. La richiesta di risarcimento (di 1 miliardo!) da un avvocato egiziano per danni alla nazione. La federazione europea di judo che si schiera contro di lui (“quella mossa è vietata anche da noi”), le minacce per telefono per cui è costretto a cambiare numero, i risultati degli esami di Karius a Boston che confermano una commozione cerebrale del portiere prima delle due papere in finale proprio per uno scontro con Ramos. E ancora, lui che se la ride: “Ora mi incolperanno anche del raffreddore di Firmino”. Salah che, a sua volta, ride di lui e il bomber XXL Akinfenwa che lo minaccia sul web. Insomma, Sergio Ramos è una superstar, che continua a vincere e che continua a far notizia, pronto però ora a tornare a quello che gli riesce meglio: giocare a calcio, e nient’altro. 

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