Mondiali 2018 Russia, tiqui-taca Spagna col sonnifero: eliminati ai rigori dopo più di mille passaggi

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Sempre in orizzontale. E sempre lentissimi: così la Spagna è uscita dal Mondiale, con l'incubo dei rigori e con più di mille passaggi tutti per lo più sterili e senza efficacia. De Gea non deve parare nemmeno un tiro, e nemmeno il 79% di possesso palla è di consolazione per la squadra di Hierro

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A destra e a sinistra. Ramos. Piqué. Busquets. Poi Isco che si abbassa e prova a inventare. Tutto chiuso. E allora: Ramos. Piqué. Busquets. Questa volta la Spagna prova ad allargarsi: c’è Jordi Alba. Che però deve ritornare indietro e ripartire. Così, per 120 minuti. Estenuanti. Un muro invalicabile, che gli spagnoli non hanno soprattutto saputo superare. Non un piano B. Nessuna novità. Con il nuovo record assoluto di passaggi in un Mondiale stabilito, e un possesso palla pazzesco, quasi intorno al 79%. Il risultato? Che ai rigori hanno festeggiato i russi, e la Spagna lascia per la seconda volta una Coppa del Mondo senza aver perso nemmeno una partita. Come nel 2002, out sempre dal dischetto e out sempre coi padroni di casa. Dalla Corea alla Russia, una squadra, quella di Cherchesov, che ha scelto di non giocare, volontariamente, senza regalare spettacolo ovvio, ma i 70mila sugli spalti a fare il tifo, contro i 3mila spagnoli, hanno capito che andava bene così. Che quello fosse probabilmente l’unico modo per portare una squadra inferiore sotto molti punti di vista ai quarti di un Mondiale per la prima volta nella sua storia. Inutili allora i mille e cento quattordici passaggi tentati dagli spagnoli. Sì, più di mille! Mai così tanti in una Coppa del Mondo. Dei quali mille e e sei andati a buon fine, con un’ovvia precisione del 90%. Perché spesso tutti orizzontali, senza mai trovare il varco. Lenti. E alla fine la tattica della Roja è stata una sorta di suicidio.

De Gea senza voto

“La fine di una generazione” è il titolo di As sulla sua prima pagina. "¡Qué pena!” Scrive invece Sport. Dello stesso avviso è poi anche Mundo Deportivo, che aggiunge anche “máxima” alla sentenza di prima. Marca lapidario: “A casa camminando”. Già, come per tutta la partita. Perché i russi saranno anche stati stanchissimi alla fine dei supplementari, dopo una rincorsa continua del pallone. Ma gli spagnoli decisamente di meno. Tantissimi tocchi. Pochi scatti. Poca profondità. Quasi un continuo e lentissimo giro palla. Sempre uguale come il movimento dei tergicristalli di un’automobile. Sempre su Marca tra “I 10 errori della disfatta spagnola” tra i punti in esame ci sono anche i “molti passaggi ma senza mai profondità”. Perché alla fine ai padroni di casa di tocchi ne sono bastati 290, tentati, e 191 andati a buon fine, per strappare il pass per i quarti di finale. Freddi, come il loro inverno, dal dischetto. De Gea ne intuisce (e sfiora) soltanto uno, il primo. Poi sempre spiazzato. Uno dei rigori lo segna anche Ramos, che aveva già completato 184 passaggi nella sua partita (leader davanti a Koke, Alba e il predicatore nel deserto Isco): un record per il Gran capitan tutt’altro che utile. 24 a fine partita saranno i tiri spagnoli. 9 in porta. Quelli russi? Sei, appena, di cui solo uno nello specchio, il rigore di Dzyuba del pari. Così anche David De Gea ha stabilito un proprio primato “straordinario”: 6 gol subiti in Russia, e una sola parata fatta: il record negativo di sempre nei Mondiali. E se si continua a considerare valido quell’adagio per cui un portiere è sempre incolpevole sui rigori subiti, allora il numero 1 di Spagna e Man United ha praticamente chiuso la partita senza voto. 

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