Germania 2006, 12 anni fa Italia campione del mondo: rivivi le emozioni su Sky Sport Football

Mondiali

Mentre la Francia si prepara per tentare l’assalto a una nuova finale, agli Azzurri non resta che il bel ricordo del 9 luglio 2006, quando i Bleus si arresero dal dischetto alla squadra di Lippi. Dopo che Zidane aveva perso la testa. Questa sera, alle 21.45 su Sky Sport Football (canale 202) il racconto delle fasi decisive di quei giorni indimenticabili 

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Per una volta partiamo dalla fine. Da quell’immagine che ritrae Fabio Grosso in primo piano, pochi attimi prima di calciare il rigore che consegnerà il Mondiale all’Italia. L’ultimo rigore di una finale Mondiale: riuscite a immaginare una situazione sportiva con un grado di tensione superiore? Eppure, l’eroe della semifinale contro la Germania e dell’ottavo con l’Australia (o se preferite “l’uomo dell’ultimo minuto”, come lo ribattezzò Lippi mentre gli affidava l’ultimo dei 5 tiri dal dischetto), è apparentemente rilassato.

L'appuntamento su Sky Sport Football

Sono solo alcune delle emozioni che potrete rivivere su Sky Sport Football, canale 202, che alle 21.45 ripropone questa sera il racconto della favolosa partita degli azzurri contro la Germania per poi tornare in campo e rivivere tutta la finale di Berlino contro la Francia.

Il linguaggio della lingua

Sistema il pallone, guarda l’arbitro. Ha gli occhi che brillano, non quelli “della paura” che tante volte accompagnano i rigoristi sul dischetto. Tira fuori la lingua, ma solo per un attimo: un misto di impazienza (come se si stesse già leccando i baffi) e di voglia di tenere a bada quel sentimento (come se volesse immediatamente mordersela per aver soltanto osato pensare a una cosa tanto bella). C’è ancora un rigore da segnare. Poi la rincorsa, con gli italiani in apnea e gli sguardi di tutto il mondo su di lui. Il sinistro forte a incrociare che gonfia la rete, Barthez spiazzato che crolla su un ginocchio: Italia campione del mondo.

Eroi senza tempo

Era il 9 luglio 2006: ebbene sì, sono passati 12 anni. Forse non ci sembra possibile perché 12 anni dopo Buffon para ancora come allora, ma nel Psg, in quella terra nemica quel 9 luglio che ora è la sua casa. Stessa cosa per Zidane, che con quella partita chiudeva la sua carriera da giocatore, e ora da allenatore è riuscito a vincere tre Champions League in fila. Storie di fenomeni in grado di distorcere la percezione del tempo. Noi esseri umani intanto siamo invecchiati, siamo cresciuti, di 12 anni. E ci ritroviamo a celebrare il nostro anniversario con la consapevolezza che, mentre i francesi sono ancora in una semifinale Mondiale come quella che li portò a Berlino nel 2006, noi stiamo guardano la Coppa del Mondo da casa. Tristi e inconsolabili, salvo quel bellissimo ricordo. 

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