Giroud, Theo e Rabiot: la forza della Francia finalista ai Mondiali è nella Serie A

IN QATAR

Silvia Vallini

I gol di Mbappé e la presenza a tutto campo di Griezmann hanno trascinato la Francia alla seconda finale consecutiva ai Mondiali. Nel cammino dei Blues in Qatar però, stanno avendo un peso enorme anche i giocatori della Serie A: Olivier Giroud, Adrien Rabiot, Theo Hernandez. Dopo un periodo non facile con la loro nazionale, ora si sono resi tutti protagonisti con gol, assist e buone prestazioni 

Qualcosa di diverso, molto di più. Lo si poteva capire già alla prima mondiale: un tabellino così chiaro che si poteva leggere il seguito. Gol e assist di Mbappè contro l’Australia, sì, ma l’atteso quasi scompare nella presenza preponderante dei tre partiti dalla Serie A per arrivare lontano: gol e assist di Rabiot, assist di Hernandez, doppietta di Giroud, titolare dopo l’infortunio di Benzema. 

La loro parabola

Nelle ultime 23 partite complessive della Francia, Giroud aveva totalizzato un numero di minuti pari a quattro incontri e mezzo. Poi arriva il mondiale ed eccolo giocare e determinare con la stessa costanza e facilità che lo accompagna da un anno e mezzo al Milan. Quando conta, lui c’è. Più di Leao, più di Martinez che troverà in finale, più di chi, protagonista in Italia, non lo è stato in Qatar. 52 gol per raggiungere Henry contro la Polonia e ancora uno per superarlo contro l’Inghilterra. Nel 2018 in Russia non aveva mai tirato in porta. E Rabiot non era stato nemmeno incluso nei 23 nonostante l’ottima stagione con il Psg, paragonabile agli ultimi 10 mesi con la Juventus. Vicino all’addio in estate, inamovibile poi col Mondiale nei suoi pensieri. “Spero che mi aiuti per il futuro” - ha dichiarato tempo fa. Una speranza pienamente soddisfatta. Ora ha davanti una finale da non perdere dopo aver saltato per influenza la partita contro il Marocco, sbloccata da un Theo Hernandez nella miglior versione milanista. Lui che titolare non lo era prima del Mondiale, che per molto dalla Nazionale è stato escluso e si chiedeva il perché. Lo è diventato dopo 13’ contro l’Australia, prendendo il posto proprio del fratello infortunato per la definitiva consacrazione. Ora al suo nome nel mondo social si accompagna una definizione: “miglior terzino sinistro al mondo”. C’è Griezmann e tanto della Francia campione in carica, ma c’è di più.