Bosnia, giocatori e precedenti con l'Italia: l'avversaria ai playoff Mondiali
LA SCHEDAIntroduzione
Sarà dunque la Bosnia la squadra che contenderà all’Italia il pass per il Mondiale, in una gara secca che si giocherà martedì 31 marzo alle 20.45, a Zenica, in Bosnia. La Nazionale allenata dal Ct Sergej Barbarez ha in Edin Dzeko il suo capitano, totem e giocatore più rappresentativo. Ma non l’unico elemento da temere in una squadra che è un perfetto mix tra esperienza e gioventù. Con un portiere come Vasilj sarà meglio evitare i calci di rigore; in difesa Muharemovic del Sassuolo sa bene come si fermano Kean o Esposito; e poi c’è il gioiellino Alajbegovic, già decisivo contro il Galles
Quello che devi sapere
Il “vecchio” Edin e il giovane Kerim
Il gol che ha tenuto in vita la Bosnia in Galles riassume al meglio in concetto. A 4’ dalla fine, quando il Galles è avanti 1-0 e inizia ad assaporare la vittoria, Alajbegovic calcia un corner dalla sinistra, con una parabola a rientrare disegnata alla perfezione. In mezzo all’area, più alto di tutti, svettano i 193 cm di Dzeko, che di testa devia all’angolino. Da Alajbegovic a Dzeko, come un testimone: dai 18 anni del primo ai 40 appena compiuti (il 17 marzo) del secondo, sempre più bomber all-time della sua nazionale (73 reti in 147 gare, record anche di presenze)
GLI HIGHLIGHTS DI GALLES-BOSNIA
"Totem" Dzeko a intermittenza: con l'Italia sarà la "partita no"?
Edin Dzeko ormai lo conosciamo bene. Un lungo passato in A tra Roma, Inter e Fiorentina. La parentesi viola è stata l’unica sfortunata in Italia: arrivato la scorsa estate, a gennaio ha lasciato trasferendosi allo Schalke04 dopo 11 spezzoni in campionato senza gol (due reti invece in 7 gare di Conference League). Il meglio in A l’ha dato con Roma (85 gol in 6 stagioni, capocannoniere del campionato nel 2016-17 con 29 reti) e Inter (22 gol in due anni, dal 2021 al 2023, con due Coppe Italia e due Supercoppe italiane e la finale di Champions persa contro il Manchester City). In nazionale la media è presto calcolata: 73 reti in 147 partite vuol dire che va in gol una partita sì e una no. Quasi letteralmente. Nel senso che è curiosa la sua "striscia" nelle ultime 5 gare di qualificazione giocate con la Bosnia: gol, a secco, gol, a secco, gol, a secco, gol. C’è da sperare che avendo segnato al Galles, contro l’Italia sia il turno della “partita no”
DZEKO: "POSSIAMO FARCELA, NON C'È UNA FAVORITA"
"Gioiellino" Alajbegovic: come scoprimmo che è ambidestro
E veniamo al “bambino”, la stellina della squadra, il talento che ha letteralmente ribaltato la sfida contro il Galles, entrando al 62’. Prima l’assist per il pareggio di Dzeko, poi il rigore decisivo segnato con freddezza glaciale l’hanno trasformato nel nuovo “eroe” della Bosnia. Classe 2007 (è nato il 21 settembre), 18 anni, Kerim Alajbegovic gioca nel Salisburgo ma è cresciuto nel Bayer Leverkusen, che lo ha ceduto la scorsa estate per 2 milioni, ma mantenendo un diritto di recompra che - sarà un caso - ha esercitato subito dopo la partita contro il Galles. Gioca prevalentemente come ala sinistra, è praticamente ambidestro, ha dribbling e un gran tiro dalla distanza. Quella in corso, in Austria, è la sua prima stagione tra i grandi e siamo già a 7 gol segnati in 20 partite di campionato. A metterlo in mostra è stata però una doppietta segnata in Europa League, nel 3-1 del Salisburgo al Basilea lo scorso 22 gennaio: prima un sinistro da fuori area, poi una prodezza con il destro, sempre da fuori. Avevamo detto che è ambidestro…
Quanto vale già Alajbegovic
Inevitabile l’impennata del suo valore di mercato, già 20 milioni secondo le quotazioni di Transfermarkt. Così come i sondaggi delle big: Bayern Monaco in testa (con il Leverkusen che quasi certamente eserciterà il diritto di recompra), ma in Italia si parlò anche dell’interesse di Juventus, Milan e Roma dopo quella famosa doppietta. A chi somiglia? Per la precocità e per quella capacità di calciare dalla mattonella nei pressi del vertice sinistro dell’area, qualcuno l’ha avvicinato a Yildiz (posto che anche lo juventino è un giovanissimo e ha solo due anni in più di lui). Per come salta l'uomo invece ricorda Florian Wirtz, cresciuto anche lui nel Leverkusen (nonostante un fisico diverso: Alajbegovic è 185cm, più alto e "allampanato" di Wirtz).
Dietro c'è Muharemovic: il bilancio con i "9" Azzurri
Ma sarebbe scorretto ridurre la Bosnia a due giocatori. La squadra di Barbarez si è dimostrata gruppo compatto con tante ottime individualità, di cui un paio che giocano nell’attuale Serie A. Anche qui, esperienza e gioventù. Per un Kolasinac dell’Atalanta che con i suoi 32 anni è un veterano c’è Tarik Muharemovic (23 anni) che si sta mettendo in mostra in questa stagione con la maglia del Sassuolo. Arrivato dalla Juventus Next Gen (che ha il 50% sulla futura rivendita, molto probabilmente redditizia), la sua valutazione ha avuto un’impennata negli ultimi mesi, raggiungendo i 20 milioni di euro. Centrale mancino, fisicamente strutturato (187 cm), è stato accostato anche all’Inter. Intanto, in questa stagione, è sempre uscito vincitore dalle sfide personali contro Moise Kean e Pio Esposito (i “9” azzurri fronteggiati in Serie A). Nel 3-1 del suo Sassuolo contro la Fiorentina, non solo ha fermato Kean (rimasto a secco) ma si è concesso anche il lusso di un gol e un assist. Due invece i duelli con Esposito, per un totale di 90’ più recupero: 77’ all’andata in Inter-Sassuolo, a settembre, quando fu protagonista di un autogol, e 15’ nel disastroso 0-5 incassato al ritorno dai nerazzurri. Pio, però, non ha segnato.
Il "caso" Tahirovic: arriva riposato o fuori forma?
C'è anche una meteora della A nel centrocampo della Bosnia: Benjamin Tahirovic, ex Roma, che fece il suo esordio con Mourinho allenatore collezionando 11 presenze nel 2022-23. Passato all’Ajax, oggi gioca nel Brondby ed è stato protagonista di un curioso "caso" prima della partita contro il Galles. Caso vuole infatti che l'allenatore del Brondby sia gallese (Steve Cooper) e che negli ultimi tempi non abbia visto molto Tahirovic (una delle "colonne" della squadra), escludendolo spesso dall'undici iniziale della squadra danese. Appena 13' giocati nelle ultime quattro partite prima dei playoff, e il Ct della Bosnia, Barbarez, che avanzò il sospetto che ci fosse dietro la volontà da parte di Cooper di far arrivare il giocatore fuori forma alla partita contro il Galles. Accuse rispedite al mittente dal Brondby, che ha parlato di "esclusioni per provvedimenti di natura disciplinare"; il confine tra "fuori forma" e "più riposato" è comunque sottile...
Vasilj e i rigori "italiani"
E arriviamo al portiere della Bosnia, Nikola Vasilj, anche lui tra gli eroi della partita con il Galles: dopo aver ipnotizzato Brennan Johnson (alto) ha parato il tiro a Neco Williams, fornendo così al compagno Alajbegovic la palla del match-point. Proprio i rigori sono la specialità del portiere bosniaco del St Pauli: un anno fa in Bundesliga ne ha fronteggiati 5. Quattro li ha parati. Ma c’è di più. Due di questi li ha parati a un italiano, Vincenzo Grifo del Friburgo, in due partite diverse: uno all’andata e uno al ritorno, che fece rapidamente il giro del web (un cucchiaio mal riuscito che Vasilj agguantò senza nemmeno muoversi). Quest’anno invece è già a due rigori parati su 4, numeri che nelle ultime due stagioni ne fanno il miglior pararigori in Europa (meglio anche di Milinkovic-Savic). In totale in carriera, in partite ufficiali tra club e nazionale, ha numeri mostruosi: 9 rigori parati su 30, quasi uno su tre.
Bosnia squadra "tedesca"
Vasilj e Dzeko sono solo due dei nazionali bosniaci che giocano in Bundesliga. Considerando l'undici di partenza schierato contro il Galles, 4 giocatori della Bosnia vengono dal campionato tedesco, 2 dalla Serie A. Gli altri 5 da campionati europei minori, ma giocano in squadre abituate comunque a giocare le coppe: Benfica, Psv Eindhoven, Pafos, Brondby, Viktoria Plzen
I precedenti: il bilancio
E veniamo ai precedenti tra Italia e Bosnia, 6 in tutto con 4 vittorie azzurre, un pareggio e una sconfitta. In Bosnia un ko (che merita un capitolo a parte) e due vittorie (con 5 gol segnati nessuno subìto). Dzeko contro l'Italia ha giocato 3 volte, segnando in due casi (anche qui con un'alternanza che fa ben sperare: gol, a secco, gol...)
- 06.11.1996, Amichevole, Bosnia Erzegovina-Italia 2-1
- 11.06.2019,Qualificazioni Europei,Italia-Bosnia Erzegovina 2-1
- 15.11.2019, Qualificazioni Europei, Bosnia Erzegovina-Italia 0-3
- 04.09.2020, Nations League, Italia-Bosnia Erzegovina 1-1
- 18.11.2020, Nations League, Bosnia Erzegovina-Italia 0-2
- 09.06.2024, Amichevole, Italia-Bosnia Erzegovina 1-0
La storica amichevole del 1996 (ultima di Sacchi)
L'unica sconfitta dell'Italia contro la Bosnia risale al primo confronto tra le due nazionali, un'amichevole del 1996 "storica" perché giocata a Sarajevo, in una città devastata dalla guerra fino a pochi mesi prima. Una partita che divenne il simbolo di una "rinascita" nazionale e che segnò il capolinea sulla panchina azzurra di Arrigo Sacchi. Al gol di "Brazzo" Salihamidzic (grande ex Bayern Monaco passato anche dalla Juventus) rispose Chiesa padre, Enrico; il gol di Bolic regalò alla Bosnia una vittoria di prestigio e una giornata di festa
- La formazione di quella Italia: Toldo (46' Marchegiani), Carnasciali, P. Maldini, Torricelli (70' Apolloni), Zola, Di Matteo (46' Giunti), Albertini, Baggio D. (46' Lentini), Casiraghi (46' Ravanelli), Chiesa E. (46' Simone). Ct: Arrigo Sacchi
L'ultima Italia-Bosnia decisa da Frattesi
Anche il più recente confronto tra Italia e Bosnia è stato un'amichevole, giocata a Empoli il 9 giugno 2024 e vinta dagli Azzurri grazie a un gol di Frattesi. Spalletti era il Ct, in attacco si alternarono Scamacca e Retegui, Chiesa figlio, Federico, giocò.
- ITALIA: Donnarumma, Darmian, Buongiorno, Calafiori, Bellanova (65' Dimarco), Jorginho (65' Pellegrini L.), Fagioli (65' Cristante), Cambiaso, Frattesi (76' Folorunsho), Chiesa F. (76' Raspadori), Scamacca (84' Retegui). Ct: Luciano Spalletti
- BOSNIA ED ERZEGOVINA: Piric, Ahmedhodzic, Katic (89' Muharemovic), Bikakcic, Gazibegovic, Hajradinovic (67' Burnic), Tahirovic B., Saric (67' Huseinbasic), Mujakic (81' Hadzikadunic), Gigovic (89' Sosic), Demirovic. Ct: Barbarez
Perché la Bosnia ha scelto il "fortino" di Zenica
Dopo la vittoria sull’Irlanda del Nord, i giocatori dell’Italia si sono fermati a guardare in tv l’esito dei calci di rigore tra Galles e Bosnia, capace di andare a vincere al Cardiff Stadium. Vero che gli Azzurri in Galles avrebbero trovato un ambiente infernale, ma allo Stadion Bilino Polje di Zenica non troveranno di certo un tifo meno caldo. Anzi. La Bosnia ha preferito lo stadio di Zenica a quello di Sarajevo (che ha una capienza doppia) proprio per il fatto che lì, in quel fortino da 16.500 posti con tribune che danno direttamente sul campo (e senza la pista di atletica di mezzo), i tifosi si possono far sentire molto di più.
Come è arrivata al playoff
La Bosnia ha chiuso il suo girone di qualificazioni Mondiali al secondo posto alle spalle dell’Austria, con due punti in meno rispetto a Arnautovic e compagni (19 a 17). Cinque vittorie, due pareggi e una sola sconfitta in 8 partite, 17 gol fatti e 7 subiti (di cui 4 in casa). L’unica sconfitta è arrivata proprio in casa, nella gara di andata contro l’Austria (1-2). Al ritorno, ultima gara del girone, fu un vero e proprio scontro diretto per la qualificazione diretta: l’1-1 finale regalò il pass all’Austria costringendo la Bosnia al playoff. Da segnalare come, nel girone, la Bosnia abbia anche battuto due volte (andata e ritorno) la Romania, appena eliminata dalla Turchia
