Con largo anticipo sulla data dell'esordio (15 giugno) ed in un clima di permanente incertezza sulla reale partecipazione, l'Iran ha salutato la Nazionale che volerà negli Stati Uniti per il Mondiale di calcio.
- In una cerimonia carica di significati politici più che sportivi, i giocatori hanno sfilato sul palco allestito in Piazza Enghelab (Rivoluzione), nel cuore di Teheran.
- Il tutto sotto l'attenta regia della televisione di stato.
- Presenti l'allenatore Amir Ghalenoei ed il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, al quale di recente il Canada (altro Paese organizzatore) ha vietato il visto d'ingresso - era diretto al Congresso Fifa di Vancouver - in quanto ex membro delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, considerate alla stregua di un gruppo terroristico.
- "I giocatori ai Mondiali rappresenteranno il popolo, i combattenti del Paese, la Guida Suprema (Mujtaba Khamenei) e la nazione", ha scandito lo stesso Taj.
- "La nostra è una nazionale di calcio in tempo di guerra - ha aggiunto in presidente della Federcalcio iraniana -, che sarà un pilastro di autorità e resistenza".
- Parole che hanno scatenato l'entusiasmo della folla, pronta a rispondere con canti e slogan
- Molte le foto dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso negli attacchi israelo-americani che hanno dato il via alla guerra in Medio Oriente, e di quella attuale. "Per il sangue dei martiri, cantate l'inno con fermezza e senza esitazione", recitava un cartello.
- A Tucson - città di 540.000 abitanti a maggioranza democratica -, nel cuore del deserto dell'Arizona sarà la sede del ritiro iraniano. La squadra giocherà le sue gare del girone a Los Angeles e a Seattle.
- L'esordio dell'Iran nel gruppo G è previsto il 15 giugno a Los Angeles contro la Nuova Zelanda. Successivamente la squadra affronterà Belgio ed Egitto.
- Il punto più spinoso riguarda la sicurezza. Polizia locale e agenti federali stanno preparando un "piano adeguato", ha affermato Sarah Hanna, direttrice del Kino Sports Complex di Tucson. Le sessioni di allenamento saranno quasi tutte a porte chiuse.
- Preoccupa soprattutto la comunità iraniana del posto, che non ha dimenticato le migliaia di morti causati dalla repressione delle proteste interne.
- Intanto, l'amministrazione Trump ha sospeso l'obbligo per i visitatori stranieri provenienti da 50 Paesi di versare una cauzione fino a 15.000 dollari se in possesso di un biglietto per i Mondiali. Cinque sono quelli qualificati: Algeria, Capo Verde, Costa d'Avorio, Senegal e Tunisia. La misura era stata imposto lo scorso anno nell'ambito della lotta all'immigrazione clandestina.
- L'Iran al momento non ha ancora ricevuto i visti statunitensi per consentire alla nazionale di entrare in Usa. Lo ha indicato il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, citato dall'agenzia di stampa Irna.
- Secondo il dirigente, i giocatori dovrebbero recarsi nella capitale turca Ankara per il rilevamento delle impronte digitali, procedura necessaria per il rilascio dei documenti d'ingresso negli Stati Uniti.
