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Infantino: "Visto negato all'arbitro somalo? Non controlliamo tutto"

Mondiali

Il presidente della Fifa ha parlato del visto negato all'arbitro somalo: "Abbiamo cercato di trovare una soluzione, ma non possiamo controllare tutto - ha detto -. A volte cui si riesce e altre no. Siamo riusciti a portare l'Iran al Mondiale nonostante le circostanze, non so quanti altri ce l'avrebbero fatta. Prezzi dei biglietti alti? I più bassi rispetto a tutti gli sport americani..."

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"È un peccato quello che è successo all'arbitro somalo, ma la verità è che noi non abbiamo potere su queste cose". Ha parlato così in conferenza stampa il presidente della Fifa, Gianni Infantino, a proposito del visto negato a Omar Artan. "Ci possiamo provare, discuterne, parlarne, ma non possiamo controllare tutto - ha aggiunto -. Abbiamo provato a trattare e risovlere questa situazione, ma non siamo i re del mondo che possono comandare sui governi. Siamo un'organizzazione sportiva. A volte è bene calmarsi, rilassarsi, lavorare su tutto e cercare di risolvere ogni problema. Spesso mettendosi subito a urlare si ha l'effetto contrario rispetto a quello di trovare una soluzione. Quello che chiedo al mondo intero è promuovete l'unione del calcio. Noi dobbiamo rispettare le decisioni, che non vuol dire non fare niente, perché abbiamo cercato di trovare una soluzione positiva, ma a volte si riesce e altre no. Abbiamo portato l’Iran al Mondiale, non so chi altro l’avrebbe fatto. Non viviamo sulla luna, ma sulla Terra, e noi abbiamo fatto il possibile. Rimpianti per averlo organizzato qui? No, i problemi e le questioni erano differenti nella conferenza stampa che ebbi tre anni fa e a volte anche le piccole questioni si possono trasformare in grandi questioni. Le affrontiamo con spirito positivo, facendo del nostro meglio".

"Iran ai Mondiali, non so chi altro sarebbe riuscito a garantirlo"

E proprio a proposito dell'Iran ha aggiunto: "Sono molto felice, quando sono andato a trovare nei mesi scorsi la nazionale ad Antalya qualcuno diceva che era impossibile, ma avevo promesso che l’avrei reso possibile. Sicuramente non è stato facile, non so chi altro sarebbe riuscito a garantirlo in queste circostanze, ma ero pronto a guidare personalmente il bus da Teheran. Non è stato necessario, l'hanno guidato da soli. E speriamo che allo stadio ci sia una bella atmosfera, perché questo è il calcio. Sono orgoglioso del lavoro del mio team e grato all’amministratore dei tre Paesi per aver collaborato".

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"Prezzi biglietti? Più bassi rispetto a tutti gli sport americani"

Conferenza che si era aperta con l'omaggio al giornalista francese Christophe Gleizes (condannato in Algeria a 7 anni di reclusione per 'apologia del terrorismo', sebbene sul caso e la detenzione ci siano molte ombre) e all'argentino Enrique Macaya Marquez che racconterà da cronista il 10° Mondiale della sua carriera giornalistica (il primo quello del 1958). Poi il presidente della Fifa si è soffermato sulla questione dei biglietti e dei prezzi alti: "Ne abbiamo venduti finora più di 6 milioni, la domanda è stata senza precedenti e anche di tanto - ha detto -. Il nostro prezzo di partenza, 60 dollari, è il più basso di tutti gli sport americani nelle fasi dei playoff e anche il prezzo medio di 500 dollari è il più basso tra gli sport americani. Inoltre sono stati venduti 800 mila biglietti per le partite in California e a Los Angeles e solo tre persone si sono lamentate. Ogni dollaro che generiamo rientra nel mondo del calcio e non c'è nessuno che investe quanto noi nel mondo".

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L'idea degli inni nazionali: "Ecco da dove nasce"

Una curiosità, infine, sulla nuova cerimonia degli inni nazionali prevista a partire da questo Mondiale, dove entreranno in campo tutti i giocatori delle due squadre (compresi quelli della panchina), accolti dalle due bandiere nazionali e si schiereranno intorno al cerchio di centrocampo, uno di fronte all'altro. "Nacque da una conversazione con Del Piero - ha raccontato -. Qualche mese fa mi disse: «Perché non mettere tutti al centro del campo, anche quelli della panchina? Siamo tutti della stessa squadra». Non so se l'ha detto perché quando segnò contro la Germania era entrato dalla panchina, ma aveva ragione. Mi sembrava interessante come idea e ne abbiamo parlato con altri addetti ai lavori e tutti hanno pensato che fosse una buona idea. Nel calcio di oggi abbiamo 11 giocatori, 5 sostituzioni più una, e nell’arco del Mondiale tutti hanno la possibilità di giocare. Credo sia un quacosa di positivo per tutti i giocatori e i tifosi, lo speriamo".

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