Messi con Yamal bambino, la storia dietro la foto che aveva 'previsto' la finale Mondiale

Mondiali

Marco Salami

La foto di Joan Monfort per la campagna Unicef del 2007

Introduzione

Era il 2007 e l'Unicef — al tempo sponsor del Barcellona — pensò a un calendario a scopo benefico, studiando degli scatti in cui i giocatori del club blaugrana posavano con alcune famiglie che negli anni precedenti si erano appoggiate all'ente. Per arrivare a quello scatto c'era pure una lotteria da vincere: il destino volle far incontrare proprio Leo Messi e Lamine Yamal, che domenica si sfideranno da superstar per vincere il Mondiale

 

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Quello che devi sapere

Una foto, due destini incrociati

Carl Gustav Jung parlava di sincronicità, un po' semplificandolo sono le casualità della vita che creano coincidenze. Per esempio: la prima finale dei Mondiali di calcio dove un giocatore — pardon, superstar, uomo simbolo, leggenda — ha fatto il bagnetto a un avversario, che semplice avversario non è, ma l'altra stella. Nascente. Giovanissimo e destinato, sembra, a vincere tutto. Messi e il bagnetto a Yamal neonato è una storia incredibile. Una questione di destino, forse. 

Quando il mondo l'ha scoperta

Intanto, la foto: è diventata celebre quando il papà di Yamal — era l'estate del 2024 — pubblicò lo scatto su Instagram mentre il figlio stava per vincere l'Europeo con la maglia della sua nazionale. "L'inizio di due leggende". Un qualcosa di talmente lontano nel tempo, di precoce, che solo il genitore in questione (non certo Yamal stesso) si sarebbe potuto ricordare. Non lo sapeva, con ogni probabilità, nemmeno Messi. E non lo sapeva di certo nemmeno il fotografo che scattò quella foto.

Il post Instagram del papà di Yamal, Mounir Nasraoui
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La storia della foto cult

Sì, ma perché Messi ha fatto il bagnetto al piccolo Yamal? Ecco, spieghiamo bene la vicenda: era il 2007 e l'Unicef — al tempo sponsor del Barcellona — pensò a un calendario per beneficenza insieme al quotidiano catalano Sport, studiando degli scatti in cui i giocatori del club blaugrana posavano con alcune famiglie che, negli anni precedenti, si erano appoggiate all'ente. Voi direte: una richiesta 'banalmente' accolta, invece c'è di più, perché per selezionare le tantissime domande fu necessaria una lotteria. Sì, la famiglia di Yamal vinse una lotteria per poter fare quel servizio fotografico e, poi, venne abbinata nientemeno che a Leo Messi. Capire quanto ci sia di casuale e quanto di scritto dal destino dipende dalle inclinazioni filosofiche e spirituali di ognuno di voi…

Un tifoso spagnolo ai tempi della finale dell'Europeo 2024: la foto e la scritta 'benedetto dal migliore'

Parla il fotografo: "Messi non sapeva come tenerlo"

Il fotografo dello scatto diventato un cult si chiama Joan Monfort e, fino al momento in cui la foto è diventata virale, non aveva la più pallida idea di cosa avesse davvero scattato, cioè non sapeva che quel piccolo bambino era Lamine Yamal. Peraltro, scattare quella foto fu difficilissimo, parola sua all'Associated Press di qualche tempo fa: "Messi è uno molto introverso, è uscito da uno spogliatoio e si è ritrovato all'improvviso in un altro spogliatoio con una bacinella di plastica piena d'acqua e un bambino dentro". Yamal, appunto. "È stato davvero complicato — ha proseguito Monfort —, all'inizio Messi (20 anni al tempo e non ancora padre, ndr) non sapeva nemmeno come tenerlo in braccio, è stata una foto difficilissima".

Il fotografo… fotografato: Joan Monfort con la sua foto più assurda
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E Yamal diceva: "Magari sarà la foto della finale…"

Ecco, Leo non ne ha mai parlato apertamente di quella foto, ma forse lo farà nei giorni pre finale dove la domanda sarà lecita. A Yamal, invece, ci aveva pensato DAZN Spagna a mostrare quello scatto incorniciato: "Una foto allucinante aveva detto Lamine sorridendo  diciamo che sono cresciuto un po', e pure Leo… Se può essere la foto della finale Mondiale? Magari…". Previsione azzeccata.

Il filo azzurro che li lega

Della realizzazione della foto ne abbiamo parlato, così come del suo 'disegno' del destino. Resta il significato profondo di quello scatto, cioè quello che ha voluto sottolineare il portavoce dell’Unicef Italia Andrea Iacomini: "C'è anche un filo azzurro Unicef che unisce entrambi, ancora oggi — le sue parole —. Tutti e due sono Ambasciatori di Buona Volontà dell’Unicef (Goodwill Ambassador). Messi lo è da anni, e il giovane Lamine Yamal lo è diventato ufficialmente proprio quest'anno, a giugno 2026. È la metafora perfetta di quello che facciamo ogni giorno. Quando l’Unicef entra nella vita di un bambino vulnerabile, in un quartiere difficile come lo era quello di Mataró per Yamal, non sta solo offrendo un aiuto immediato: sta seminando futuro". 

 

"Sta dando a quel bambino la possibilità di crescere, di giocare, di sognare e, in questo caso, di diventare uno dei calciatori più forti del pianeta e un paladino dei diritti dell'infanzia per le nuove generazioni". La foto, ha proseguito Iacomini, "è un promemoria per tutti noi, chissà quanti altri Messi o Yamal stiamo aiutando a crescere oggi nei teatri di guerra, nei campi profughi o nelle periferie dimenticate del mondo. Domenica vincerà il migliore sul campo, ma per l'infanzia e per l’Unicef il miracolo è già compiuto".

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E quella foto con Olmo, altra star della Spagna

Ma non finisce qui, perché c'è pure un altro scatto che — visto oggi — sembrava già presagire la finale Mondiale tra Spagna e Argentina; forse meno evocativo, ma pur sempre con un altro protagonista assoluto della roja, Dani Olmo.

 

Anno 2006, uno prima che nascesse Yamal e che Messi lo 'battezzasse'. Dani Olmo ha solo 8 anni e accompagna il papà allenatore a Castelldefels per una partita. Lui se ne sta da solo a palleggiare, quando arriva la chiamata: "Ehi, Dani, vieni qui che ti scatto una foto con Messi!" — gli fa un amico del papà, che aveva visto in tribuna Leo. Risposta: "No grazie, voglio continuare a giocare". Fu allora che, raccontava lo stesso Dani Olmo, venne letteralmente costretto alla posa: "Mi bloccarono contro la mia volontà accanto a Messi e scattarono la foto. Non gli dissi nemmeno niente. Aspettai solo il clic per poi tornare a giocare, come se gli avessi fatto un favore".

La foto di Messi-Yamal come quella di Maradona… col Qatar?

Poi i tantissimi altri punti in comune tra Leo e Lamine: cresciuti nel Barcellona, il numero 10 blaugrana, il piede sinistro, lo stile di gioco, i record di precocità, il dribbling affilatissimo come arma segreta. 19 anni uno, 39 l'altro, vent'anni (quasi) esatti a separarli. Messi è nato nel giugno 1987, Yamal nel luglio 2007. Yamal ha sempre definito Messi un suo punto di riferimento. Durante il Mondiale del 2022 c'era una foto che aveva ugualmente fatto presagire a una sorta di segnale divino: Maradona portato in trionfo dopo la vittoria del Mondiale 1986: nella mano destra aveva la coppa, la sinistra (quella de Dios) era aperta in segno di giubilo, sullo sfondo lo stadio Azteca decorato con le bandierine dei Paesi di tutto il mondo. Quale campeggiava proprio sopra la mano aperta del Diego? Sì, quella del Qatar, il Paese dove Messi lo ha raggiunto. Sarà forse un'altra foto a scrivere la storia e un passaggio di consegna?

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