Tutte le (impensabili) imprese azzurre viste dalla generazione senza Mondiali di calcio
Come nel giorno della marmotta ogni quattro anni l'Italia del calcio ritorna al punto in cui ha fallito l'obiettivo Mondiale. Un'intera generazione di bambini (che ora del 2030 saranno diventati uomini e donne) non ha mai visto gli azzurri a una Coppa del Mondo. Sì, ma hanno visto qualcosa di impensabile fino a pochi anni fa: come un italiano che vince Wimbledon o un italiano che vince i cento metri alle Olimpiadi
di Marco Salami
- Partiamo da questa premessa: quelle che troverete qui non sono tutte le imprese dello sport azzurro — più o meno — dal 2014 in poi, ma solo quelle che, fino a pochi anni fa, sembravano impensabili, assurde, solo frutto di un bel sogno o, magari, di un pesce d'aprile. Come quello a cui oggi — beffardo primo aprile — non avremmo mai voluto credere: noi fuori dal Mondiale di calcio. Ancora.
- Sì, perché il Mondiale di calcio non è, e non sarà mai, solo calcio. È un metronomo che scandisce le nostre vite. È ricordarsi esattamente con chi eri e dove eri. Sono le partite insieme, la pizza sul divano, sono le piazze e i giardini e la gente nei bar che cantava Dalla. Oppure nulla di tutto questo, ma solo un ricordo filtrato da papà, zii e fratelli maggiori. Di chi ha visto il rigore di Baggio, l'Italia del 2006 o magari anche solo il gol di Balotelli contro l'Inghilterra nel 2014 che, a proposito, resterà ancora a lungo l'ultimo a un Mondiale.
TRIPLETTE
- Però c'è dell'altro. Eccome se c'è dell'altro. Perché se, da una parte, la nazionale di calcio ha infilato la tripletta di fallimenti, nei nostri occhi c'è ancora una tripletta "vecchia" appena di due giorni: un pilota italiano di F1 che vince il suo secondo GP di fila come non accadeva da più di settant'anni. Kimi. La tripletta tutta personale su due ruote da Buriram ad Austin, su moto italiana. Bez. L'ennesimo trionfo (Miami) di chi, presto, può tornare numero uno al mondo. Jannik. Sì, c'è decisamente dell'altro.
LE IMPRESE AZZURRE (IMPENSABILI) DELLA GENERAZIONE CHE NON HA MAI VISTO L'ITALIA AI MONDIALI
- E allora: sì, il Mondiale del 2006 sarà anche stato solo un racconto, ma un'intera generazione di bambini (che ora del Mondiale 2030 saranno diventati uomini e donne) ha visto le proverbiali cose che voi umani non potreste immaginarvi. O almeno quelle che 'noi italiani' non ci saremmo mai immaginati almeno fino a una decina di anni fa: facciamo dodici, come gli anni trascorsi dall'ultimo Mondiale. Ad esempio…
UN ITALIANO CHE VINCE WIMBLEDON
- Ecco, ai tempi in cui Cannavaro alzava la coppa a Berlino, l'avreste mai immaginato che un tennista italiano avrebbe vinto il trofeo più bello di tutti? L'azzurro della sciarpa, il verde dell'erba più prestigiosa del gioco.
UN ITALIANO NUMERO UNO AL MONDO NEL RANKING ATP (E IL DOMINIO DAVIS)
- L'essere numero uno è solo diretta conseguenza di tutti quei trionfi: perché se ci sono state generazioni e generazioni di fenomeni, da Federer-Nadal fino ai Borg-McEnroe, quella di oggi parla italiano. La generazione del presente, del tennis, di Jannik Sinner numero uno al mondo. Dei record di italiani in top 20 o in top 100. E anche rivincere la Davis targata '76 sembrava impossibile: lo abbiamo fatto di nuovo. Per tre volte. Di fila.
UN ITALIANO CHE VINCE I 100 METRI ALLE OLIMPIADI POCHI ISTANTI DOPO UN ALTRO ORO STORICO...
- E poi quell'abbraccio, chi se lo scorda? Gimbo Tamberi ha appena vinto un clamoroso oro nell'alto che profuma di gioia e di riscatto: è ancora incredulo e festante con la sua bandiera tricolore al collo, quando il suo vagare senza meta si incrocia con Marcell Jacobs: l'italiano che ha appena vinto i cento metri alle Olimpiadi. Roba da non credere: non c'era mai riuscito nessuno. Questo sì che se lo ricorda anche la generazione senza Mondiale di calcio.
L'ATLETICA ITALIANA MAI COSÌ COMPETITIVA
- È un unico filo rosso. Anzi, azzurro, e parte tutto da quel 2021 e da quell'abbraccio Jacobs-Tamberi nell'Olimpiade della rinascita. Se oggi c'è tutta una nuova 'golden generation' che incanta e tiene l'Italia sempre nel proverbiale odore di medaglie si deve a quel momento e a quell'ispirazione: da Furlani a Dosso, Iapichino e tanti altri.
I RECORD DI MEDAGLIE ITALIANE ALLE OLIMPIADI
- È, poi, anche la generazione delle Olimpiadi fantastiche: delle quaranta medaglie a Tokyo 2021 e Parigi 2024 (record) e delle trenta di Milano-Cortina (record). Degli exploit di intere discipline, di primati su primati.
UN ITALIANO CHE VINCE DUE GP DI FORMULA 1 DI FILA
- E anche questo chi se lo aspettava? Kimi Antonelli — anche se non su una Ferrari — sta facendo impazzire tutti. Se una vittoria azzurra in un GP mancava "solo" da vent'anni (Fisichella nell'anno di grazia 2006), una doppietta di Gran Premi di un pilota italiano mancava da più di settanta (!), erano i tempi di Alberto Ascari nel 1953. E un italiano leader del Mondiale (che non fosse leader solo dopo la prima gara) mancava dal 1985 con Michele Alboreto.
UN PILOTA ITALIANO CHE VINCE IL MOTOMONDIALE SU MOTO ITALIANA
- Altro capitolo non inedito, ma sicuramente impensabile per intere generazioni. Pilota italiano: Pecco Bagnaia. Moto italiana: Ducati. Sia nel 2022 che nel 2023, una doppietta che mancava da cinquant'anni e dai tempi di Giacomo Agostini con la MV Agusta nel 1972.
L'ITALIA DELLA PALLAVOLO CHE VINCE L'ORO OLIMPICO
- E sì, a proposito di generazioni, non c'era riuscita neanche quella di fenomeni allenata da Julio Velasco, l'uomo che ce l'ha fatta con la nazionale femminile nel 2024 a Parigi. E poi, per non dimenticare: Italia maschile e femminile sul tetto d'Europa nello stesso anno (2021) e pure sul tetto del mondo nello stesso anno (2025).
L'ITALIA CHE BATTE L'INGHILTERRA NEL RUGBY
- Qui si è fatta la storia, per davvero. Perché non è stato un ritorno dopo cinquanta o settant'anni, ma una primissima volta, di quelle da libri di storia. Battere gli inventori del gioco, dopo trentadue tentativi. Farlo magnificamente e farlo nella capitale.
L'ITALIA CHE BATTE GLI USA NEL BASEBALL
- Una dopo l'altra, dal rugby al baseball, in quelle discipline per troppi anni derubricate sotto il pallone da calcio. World Baseball Classic: 8-6, a casa loro. Non una prima storica volta (la quinta in generale, l'ultima nel 2007), ma pur sempre la prima contro la nazionale statunitense in versione "Dream Team". Questa volta il dream team siamo noi. E niente lo porterà via alla generazione senza Mondiali.
