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Mondiali di calcio, accadde oggi: il gol di Roberto Baggio alla Cecoslovacchia a Italia 90

un gol al giorno

Vanni Spinella

La storia dei Mondiali ripercorsa con un gol al giorno. Per tutta la durata del Mondiale 2026 ripeschiamo quotidianamente una rete che è stata segnata nelle passate edizioni, proprio in quel giorno. Oggi vi raccontiamo di... quel gol capolavoro di Baggio a Italia '90 che lo convinse a comprare la sua attuale casa nel bosco

UN GOL AL GIORNO: TUTTE LE PUNTATE

  • 19 giugno 1990
  • Mondiale Italia 1990
  • Italia-Cecoslovacchia 2-0 (gruppo A)
    9' Schillaci, 78' Baggio
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“Ho la fortuna di vivere in un posto incantevole, immerso nel bosco. La nostra casa. L’abbiamo comprata proprio la notte dopo il mio debutto ai Mondiali di Italia ‘90”. Lo racconta Roberto Baggio in “Luce nell’oscurità”, il libro scritto con la figlia Valentina e con Matteo Marani. “Era appena finita la famosa partita contro la Cecoslovacchia, la terza del girone, vinta all’Olimpico di Roma per 2-0. Segnai uno dei gol più belli della mia carriera, che mi proiettò nell’universalità del calcio. Quella rete se la ricordano in tanti. Il tiro di destro con cui chiusi l’azione dopo aver saltato tre avversari, la telecronaca entusiasta di Bruno Pizzul. Ma nessuno sa che nello spogliatoio dell’Olimpico posi le basi della mia vita futura dopo il calcio”. Erano le Notti Magiche di Italia ’90, quelle di Schillaci che faceva gol ogni volta che toccava palla e del suo “gemello” Robi Baggio, appunto. Che si rivela al mondo intero con un gol che ancora oggi non ci si stanca mai di rivedere. Maglia numero 15 sulla schiena, Baggio parte largo a sinistra a metacampo, scambia con Giannini e poi decide di puntare dritto in porta, accentrandosi (il famoso “converge” di Bruno Pizzul). “Una delle mie caratteristiche era proprio l’affondo in verticale – ricorda Baggio – anche se all’epoca i difensori cercavano di fermarti con scarpate che oggi non sono più ammesse”. Baggio li supera tutti, evitando le scarpate del primo e facendo venire il mal di testa all’ultimo, che gira su se stesso mentre Robi chiude l’azione con un tiro sul primo palo, ingannando anche il portiere. “Veramente bravo”, commenta Pizzul. Dopo tanta meraviglia, tornato negli spogliatoi, Baggio prende la grande decisione. È un po’ di tempo che lui e sua moglie Andreina hanno adocchiato quell’area abbandonata in mezzo ai boschi: un edificio fatiscente destinato all’asta che negli anni era stato trasformato in una specie di discarica collettiva, ma in cui loro avevano visto del potenziale. “Chiamai subito: ‘La prendiamo’. Tutti i soldi che avevo guadagnato fino ad allora bastavano a malapena per la caparra, ma la comprammo lo stesso”. Quel posto è ancora oggi il rifugio della sua famiglia. Così come quel gol è un rifugio per chi ogni tanto ha bisogno di tornare a sognare.

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