Bosnia-Italia, Florenzi: "Questa nazionale è la squadra più divertente in cui ho giocato"

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Insieme a Florenzi, è intervenuto in conferenza stampa anche il ct Evani: "Sarebbe brutto non finire al primo posto, ma dovremo fare grande attenzione. Mancherà Dzeko, ma non è un solo giocatore a fare una squadra. Battiamo la Bosnia e poi cercheremo di capire a che punto siamo arrivati"

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La vigilia di Bosnia-Italia è l'occasione per fare il punto sulla nazionale con Alessandro Florenzi, capitano in occasione della sfida contro la Polonia: "Dovremo meritarci la vittoria contro un avversario non semplice, che ci ha già messo in difficoltà altre volte. Dobbiamo metterci in testa che sarà una battaglia, ma siamo carichi e vogliosi di fare risultato. Ogni partita deve essere affrontata come una finale ed è questo il messaggio che Mancini ed Evani ci trasmettono da due anni a questa parte. Non dovrà esserci un calo di concentrazione, questa partita per noi vale molto. C'è solo un risultato". L'ex giallorosso ha parlato poi di un suo compagno ai tempi della Roma. Edin Dzeko, che non sarà della partita a causa della positività al Covid-19: "L'ho sentito per sapere come stava. Edin fa gran parte del loro lavoro di squadra, all'andata spesso si appoggiavano su di lui, essendo un grande campione. Dovremo fare subito gol, come fatto con la Polonia". Infine, Florenzi ha analizzato il momento attuale della nazionale, paragonandola a quella allenata da Antonio Conte: "Mi ricorda la squadra del 2016. Come gioco forse siamo più spettacolari, ma la solidità è la stessa. Sicuramente è la squadra più divertente nella quale ho giocato. Abbiamo l'orgoglio di cantare l'inno anche in uno stadio vuoto, per mandare un messaggio anche a tutti gli italiani e a chi sta soffrendo per il Covid".

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Due vittorie in altrettante partite. E' questo il ruolino di marcia con il quale Alberico Evani si presenta alla sua terza partita da commissario tecnico ad interim della nazionale. Roberto Mancini non è infatti ancora guarito dal coronavirus e in occasione della sfida di Nations League contro la Bosnia sarà ancora una volta il suo vice a guidare la squadra. Evani ha analizzato così in conferenza stampa la sfida che attende gli azzurri: "Sappiamo di affrontare una squadra forte, che ci ha sempre dato grossi problemi. Mancherà Dzeko, ma un calciatore non fa mai una squadra e ci saranno altri a sostituirli. Dovremo essere superiori e limitare questi rischi per vincere la gara. Formazione? Stiamo valutando il recupero dei giocatori. Forse cambieremo qualcosina, ma non penso ci saranno stravolgimenti rispetto alla Polonia. Florenzi e Belotti si sono allenati a parte tutta la settimana, ma se non dovessero esserci particolari problemi saranno della gara".

"Brutto non arrivare primi, ma stiamo attenti"

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Evani ha provato anche svelare alcuni segreti di questa nazionale, tra cui un grande lavoro di Roberto Mancini e di tutto il suo staff: "Stiamo lavorando da due anni, c'è stata una crescita importante, ma ci aspettiamo di fare ancora molto. Sarebbe brutto non arrivare primi nel girone, ma dovremo stare attenti perchè tutti vogliono fare del proprio meglio quando giocano contro l'Italia. Mancini? E' lui il primo a essere dispiaciuto di non essere con noi, cercheremo di non far sentire troppo la sua mancanza. E' un allenatore coraggioso, che trasmette sicurezza e propone un tipo di calcio offensivo, tutte caratteristiche che piacciono al gruppo. E' un piacere lavorare con lui e con tutto lo staff e i calciatori quando arrivano in ritiro sono contenti".

"Pensiamo alla Bosnia, poi vedremo a che punto siamo"

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Infine, Evani si è proiettato in avanti, pensando a un eventuale fase finale della Nations League: "Intanto pensiamo alla Bosnia, poi vedremo di affrontare queste grandi squadre e vedere a che punto siamo. Magari siamo alla pari, magari anche sopra. Sicuramente questa squadra è proiettata in alto e non credo che domani ci sia un rischio appagamento, sappiamo che il tempo dei complimenti è finito e conta solo quello che si fa in campo. Per arrivare al livello delle migliori servono dei passi in avanti, ma la fiducia che abbiamo in questi ragazzi ci fa ben sperare". Evani ha concluso rivolgendo una battuta ai club, spesso condizionati dai numerosi giocatori convocati nelle varie nazionali: "Noi non siamo fatti per fare polemica, ma credo che alla fine sia un vantaggio per tutti perchè è il movimento calcistico a trarne beneficio. E' vero, si rischia qualche infortunio o affaticamento, ma i giocatori dei club assumono maggior valore quando vengono in nazionale".

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