Non perderti dirette, news e highlights
Arrow-link
Arrow-link

Figc, le manovre per il dopo Gravina: Malagò e gli altri scenari

futuro calcio
Fabio Tavelli

Fabio Tavelli

Le dimissioni di Gabriele Gravina, e a cascata quelle di Gigi Buffon, e la risoluzione consensuale di Rino Gattuso hanno aperto una fase nuova e meno "pubblica". Quella in cui a muoversi sarà la politica (sportiva e non), con le sue alleanze e i suoi riti

Al momento, e non potrebbe essere diversamente, non ci sono candidature ufficiali. Se non quella un po' romantica di Gianni Rivera. Abilissimo tessitore di relazioni a tutti i livelli, Giovanni Malagò è uno dei primi nomi entrati in scena subito dopo la sconfitta in Bosnia. Già vincitore in passato di una competizione nella quale non era favorito, la sua prima elezione al vertice del Coni contro Pagnozzi, Malagò, come tutti gli altri, dovrà prima di tutto trovare una componente che lo candidi. Potrebbe essere la Lega di serie A, a maggior ragione dopo il convinto endorsement pubblico di De Laurentiis. Anche Beppe Marotta, presidente dell’Inter e manager di navigata esperienza, dovrebbe essere considerato un suo sponsor. Malagò dovrebbe avere almeno 14 voti per essere il candidato di bandiera della Lega Calcio. E non è detto sia così semplice, visto che tra i presidenti della Serie A un altro grande tessitore come Claudio Lotito potrebbe portare voti altrove. E certamente la sponda politica a livello di governo, non del calcio ma del Paese, non sembra affatto calda su Malagò dopo che l’ex presidente del Coni era entrato in rotta di collisione con il ministro Abodi, che si era opposto a un suo ulteriore mandato. Malagò è, però, un esperto navigatore anche in mari perigliosi e da sempre le sue capacità (e i grandi risultati ottenuti) gli hanno consentito di trovare consensi non scontati. E, cosa da non sottovalutare, conosce e ama il calcio da sempre. A lui, peraltro, potrebbe guardare con favore l’Associazione Calciatori, che ha un peso del 20% nella torta per l’elezione.

Approfondimento

Come funzionano le elezioni per il presidente Figc

Altro candidato "forte" al momento Giancarlo Abete. Sarebbe un presidente in continuità con la gestione Gravina, una scelta certamente conservatrice. La Lega Dilettanti, che Abete presiede, pesa più di tutte le altre componenti: 34%. Quindi è quasi impossibile trovare un presidente senza l’appoggio di Abete. Gravina punta a mantenere il ruolo di vicepresidente Uefa, forte di un rapporto solidissimo con Ceferin. E’ chiaro che una presidenza Abete - anche se non va considerato suo sponsor - sarebbe per lui una garanzia. Ma non è detto che su questo non possa nascere anche un’asse di ferro con Malagò. Altra ipotesi è quella rappresentata da Matteo Marani, già rieletto per acclamazione alla guida della Lega di C. Anche proprio grazie a questa solidità al governo della sua componente, Marani sarà un grande elettore molto ascoltato. Al momento non sembrano ipotizzabili altre candidature, anche se è pur vero che siamo solo all’inizio di una fase che potrebbe portare allo scoperto altri nomi nelle prossime settimane.

Vedi anche

Abete: "Figc? Non mi pongo ora il problema"

Ogni candidato, poi, è probabile che andrà a individuare un uomo di calcio dal profilo inattaccabile per il ruolo ricoperto, fino alle dimissioni, da Gigi Buffon.
Si aprirà poi la partita del nuovo commissario tecnico. Al momento appaiono credibili, pur se di difficile realizzazione, le ipotesi legate al ritorno di Antonio Conte o all’arrivo di Max Allegri. In sottofondo anche la possibilità di un ritorno di Roberto Mancini. Ma, in assenza di candidature ufficiali alla presidenza della Federcalcio, quello dell’allenatore è un tema che diventerà più caldo più avanti.

Potrebbe interessarti

Italia, news sul nuovo ct dopo l'addio di Gattuso

Tutto questo in caso di svolgimento lineare della competizione. C’è poi uno scenario, non probabilissimo, ma da non escludere a priori. È quello che potrebbe verificarsi se nessuno dei candidati riuscisse a raccogliere il necessario consenso da parte delle componenti. Si arriverebbe alla paralisi della Federazione. Condizione che sbloccherebbe la possibilità da parte del Coni di commissariare la Federcalcio. Si aprirebbe, in caso di mancata elezione il 22 giugno, una via che in molti hanno individuato come la principale per attuare le riforme. In questo caso il commissario, di nomina Coni, potrebbe essere lo stesso presidente Buonfiglio, oppure più il Segretario Generale, Carlo Mornati. Eventualità remota, ma esistente, nella grande partita del futuro del nostro calcio.

Segui tutti gli aggiornamenti di Sky Sport

- Segui Sky Sport su Google Discover- Non perderti live, news e video

- WhatsApp - Le notizie che devi sapere? Le trovi sul canale di Sky Sport

- Guarda tutti gli Highlights - Entra in SkyLightsRoom

- Offerte Sky - Scopri le promozioni disponibili e attivale subito

 

CALCIO: SCELTI PER TE