Dopo la nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico della Nazionale italiana, il presidente federale Giovanni Malagò ha spiegato al TG2 Post i motivi della scelta dell'ex capitano del Milan e di Leonardo come advisor. L'accordo avrà una durata di quattro anni e sul nuovo ct Malagò afferma: "Non ho parlato con nessuno e non ho voluto sentire nessuno: è giusto condividere la scelta insieme"
Intervenuto al TG2 Post, il presidente della Figc Giovanni Malagò ha illustrato il nuovo progetto tecnico della Nazionale italiana, spiegando le ragioni che hanno portato alla nomina di Paolo Maldini come direttore tecnico e quella di Leonardo nel ruolo di advisor. "Sin da subito ho pensato che Paolo Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere a quello che è il settore tecnico della Federcalcio, che poi implica non solo la Nazionale maggiore ma tutta la filiera delle nazionali giovanili. In due settimane abbiamo portato avanti idee, progetti, e Paolo da subito mi ha detto che sarebbe stato non solo felice, ma sarebbe stato giusto coinvolgere Leonardo come consulente, come advisor. Io sono molto contento anche di questo perché ho stima profonda nei suoi confronti. Sono due facce della stessa medaglia. C'è un impegno di quattro anni che ci deve portare, da qui al 2030, al Mondiale prossimo, passando per l'Europeo".
"Nuovo ct? Da oggi iniziamo a ragionare"
Malagò ha poi affrontato il tema del prossimo commissario tecnico della Nazionale, chiarendo che, almeno per il momento, non è stato avviato alcun contatto. "Da ora cominciamo a ragionare", ha spiegato il presidente federale, sottolineando di non aver parlato con nessun candidato perché ritiene corretto condividere la scelta con Paolo Maldini. "L'ultima responsabilità sarà mia - conclude Malagò - e del Consiglio federale, ma credo sia giusto e rispettoso individuare insieme il nuovo commissario tecnico".
