Mohamed Alì Zoma convocato dall'Italia, chi è l'attaccante del Norimberga
l'identikitIntroduzione
Una vita di formazione all'Albinoleffe, poi l'accelerata tra i grandi in Zweite Liga agli ordini di Miro Klose. Mohamed Alì Zoma è uno dei volti nuovi dell'Italia di Roberto Mancini: esterno, poi diventato ala (dove presumibilmente giocherà in Nazionale) e seconda punta, ha intrecciato il suo destino con un altro neo-azzurro, Doumbia, e come lui vuole ora consacrarsi a livello europeo. Per gli interessati: il suo prezzo di mercato è già fissato...
Quello che devi sapere
Chi è Mohamed Alì Zoma
Il suo nome non poteva che presagire qualcosa di buono. Mohamed Alì, come il leggendario pugile, nome scelto dal papà originario del Burkina Faso. Padre che è mancato qualche anno fa e questo l'ha portato a maturare ancora prima del previsto, dovendosi occupare della madre e della sorella. Dotato anche di passaporto ivoriano, Zoma è nato il 15 dicembre 2003 a Merate, in provincia di Lecco, e nonostante le avances ha deciso alla fine di indossare i colori azzurri dopo aver saltato la trafila con le selezioni Under. "Voglio scegliere con calma - diceva qualche tempo fa a Bergamo News -, la pazienza per fare i passi giusti non mi manca".
Una vita all'Albinoleffe e il cambio di ruolo
Se c'è una squadra che può chiamare 'famiglia' finora è quella dell'Albinoleffe. Il club lo accoglie ancora ragazzino e dai Pulcini alla Primavera vi trascorre tutte le giovanili, facendosi amare dai compagni e iniziando a mettere in mostra il suo talento. Corre e ha un guizzo particolare negli scatti, ma la prima parte della sua esperienza lo vedono impiegato come un esterno di centrocampo a sinistra che può dare tanto in termini di velocità e fisicità nell'uno contro uno. Poi arriva l'intuizione ai tempi del Berretti: è dell'allenatore del tempo, Giuseppe Biava (ex difensore da 284 presenze in Serie A con le maglie di Palermo, Genoa, Lazio e Atalanta), che intravede qualità - dribbling, velocità e capacità d'inserimento su tutte - da sfruttare in avanti e lo sposta esterno d'attacco. È la svolta per Zoma.
Un esordio da sogno e i 3 anni da pro
Zoma fa benissimo tra i pari età e Michele Marcolini, mister dell'Albinoleffe, capisce che è il momento di farlo confrontare con i grandi: prima uno scampolo di partita nella Coppa Italia Serie C, poi il 14 novembre 2021 (con 18 anni ancora da compiere) arriva il debutto in campionato. E che debutto: entra ancora dalla panchina, la squadra va sotto 2-1 contro il Lecco e lui la ribalta con due gol tra l'85' e il recupero. Doppietta, 3-2 e giornata da incidere nella memoria per sempre. Ma il successo non gli dà alla testa: prosegue la gavetta tra i giovani ed entra in pianta stabile in prima squadra solo a partire dalla stagione successiva. In tre anni accumula 26 gol e 20 assist in 111 presenze, ma nessuno in Italia sembra ancora pronto a puntarci sul serio.
Dalla C al Norimberga di Klose
Nell'estate del 2025 il suo ciclo all'Albinoleffe conosce la parola fine. Dalla Germania, lato Norimberga (in Zweite Liga), arriva un'offerta da un milione e mezzo che fa felici tutti e per il giovane Mohamed Alì inizia una nuova esperienza. Agli ordini di una vecchia conoscenza del calcio italiano, quel Miro Klose fino a pochi mesi fa goleador all-time dei Mondiali (poi superato da Mbappé, l'idolo di Zoma), decisivo nella scelta di Momo e che oggi se lo coccola, cercando di non caricarlo troppo di responsabilità e facendo leva sulla sua umiltà per continuare a crescere. "Qui si fa pochissima tattica" dichiara il giocatore sulle differenze con la C italiana, e - sebbene inizialmente senza gol - ha un impatto positivo col calcio tedesco. Merito anche dell'italiano di Klose e l'accoglienza di ex Serie A che ne facilitano l'ambientamento.
I suoi numeri in terra tedesca
I gol faticano ad arrivare solo inizialmente. Utilizzato sempre più da seconda punta, si sblocca nella passata stagione alla 9^ giornata, nell'1-1 contro l'Holstein Kiel. Da lì non si ferma più e conclude il campionato con 14 centri e 5 assist, facendone un idolo assoluto della tifoseria che gli dedica cori, striscioni e lo elegge il migliore dell'annata 2025-26. Prestazioni e gol che, tuttavia, non bastano a rientrare nel giro promozione. Obiettivo idealmente solo rimandato per Zoma che si allena duramente in estate e si ripresenta nel migliore dei modi: prima giornata e subito tripletta contro la Dynamo Dresda, bottino poi aumentato a 5 reti in 5 giornate. Numeri che ne aumentano gli estimatori e convincono anche il nuovo Ct della Nazionale, Mancini. Momo è pronto a dare il suo contributo agli Azzurri.
Qual è il ruolo di Momo?
Esterno di centrocampo, ala d'attacco e seconda punta. Tre versioni differenti di cui il classe 2003 ha vestito tutti i panni, accompagnandolo progressivamente negli step della sua giovane carriera. La sua posizione sulla corsia di centrocampo - che lo ha visto protagonista durante i primi anni delle giovanili - gli stava evidentemente stretta e, pur mostrando già lì qualità interessanti, è solo spostandosi nel reparto offensivo che ha trovato la sua definizione. Definizione ancora non in alta definizione, visto che tra i professionisti si è poi distinto in entrambe le situazioni: benissimo da ala, ancora più prolifico da seconda punta ("giova alle mie caratteristiche") dove ormai gioca col Norimberga. Ruolo quest'ultimo tecnicamente non previsto nel 4-3-3 ipotizzato da Mancini, motivo per cui il Ct è pronto a utilizzarlo come esterno offensivo di piede destro a sinistra.
Il destino comune con Doumbia
Prima convocazione anche per Issa Doumbia che, così come Zoma, è finito lontano dall'Italia per continuare il suo percorso e consacrarsi nel grande calcio. Non è solo questa storia ad accomunarli, ma una profonda amicizia che li lega fin da bambini. Sono cresciuti insieme all'Albinoleffe, entrambi con una famiglia arrivata da lontano e con un profondo desiderio di ripagarne i sacrifici attraverso il calcio. Il centrocampista ha salutato il club lombardo un anno prima di Momo, attratto dal Venezia con cui ha assaggiato la Serie A. Una prima stagione culminata con la retrocessione, ma che gli ha permesso di affermarsi poi in B e finire nel mirino dello Sporting, che lo ha acquistato in estate. Nessuna società italiana ha pareggiato la proposta dei portoghesi, così per entrambi l'estero è diventata la miglior vetrina per esprimersi ai massimi livelli.
L'extra-Momo tra famiglia ed esultanze
Famiglia, dicevamo. Punto focale di Mohamed Alì che ha fatto della fame e della voglia di alzare sempre l'asticella il mantra della sua vita da sportivo e non solo. Aiutarla resta sempre il suo primo obiettivo, ma ha avuto la lucidità e maturità di integrarsi fin da subito a Norimberga. Come ai tempi dell'Albinoleffe, ha saputo far gruppo, ma restando lontano da eccessi. L'unico lusso che si è concesso è l'acquisto di un auto con i primi stipendi della C e le sue passioni e i suoi sentimenti li tramuta spesso in campo, sotto forma di esultanze: dalla mano sul volto a quella in omaggio alla serie anime Blue Lock.
Fissato il prezzo di mercato
Le ambizioni non gli sono mai mancate - "L'obiettivo è giocare la Champions" sognava già da piccolo -, ma ora la domanda che si fanno tutti i tifosi del Norimberga è: resterà o andrà via? Le attenzioni (anche di top club) non mancano di certo e c'è già un prezzo minimo fissato dalla dirigenza in estate. "Non si muove per meno di 20 milioni" ha dichiarato il Ds, Chatzialexiou, aggiungendo poi che per un club come il Norimberga "nessuno è incedibile, ma non abbiamo bisogno di vendere" e anche Klose ha confermato di non aver avuto sensazioni contrarie dal giocatore. I tedeschi mancano dal 2018-19 nella massima serie e vogliono puntare sul neo-azzurro per centrare la promozione in Bundesliga, ma chissà che l'immediato futuro non riservi altro vista la continua crescita del giocatore, culminata con la prima chiamata in Nazionale.
