Tottenham, Kane fa 100 in Premier League e ricorda: "Quando l'Arsenal mi rifiutò..."

Premier League

Harry Kane entra nel ‘club dei 100 gol’ in Premier League. E solo ad Alan Shearer sono servite meno partite per raggiungere il primato. I suoi record e la sua storia in un’intervista lunga e piena di aneddoti rilasciata al The Players’ Tribune, a partire da quando a 8 anni fu scartato dall’Arsenal...

LIVERPOOL-TOTTENHAM, LA PARTITA

PREMIER LEAGUE, RISULTATI E CLASSIFICA

One of our own. Tradotto: uno dei nostri. Perché la storia di Harry Kane è inevitabilmente anche quella del Tottenham. Così come lo sono tutti i record messi in fila nel 2017, tutti con tre punti di sospensione in attesa di essere riempiti. Contro il Liverpool nella 26^ giornata di Premier ha segnato, ancora, e il gol è quello numero 100 nel massimo campionato inglese. Su rigore, all’ultimo minuto, dopo averne sbagliato uno pochi secondi prima. Già, in una partita che aveva più i tratti del romanzo: Liverpool avanti con Salah, pareggio di Wanyama a dieci minuti dalla fine. Rigore sbagliato all’87’, nuovo vantaggio Salah al 91’ e ancora Kane, al 95’ per il 2-2 finale. Con questa rete l’Uragano - prossimo avversario della Juventus in Champions League - diventa il ventiseiesimo giocatore a entrare nel club dei 100. Il secondo per minor numero di partite giocate a strappare quel pass d’ingresso tutto speciale. Meglio di lui - manco a dirlo - solo l’immortale Alan Shearer: l’uomo di tutti i record della Premier, almeno fino all’arrivo di Kane. 124 le partite servite all’ex Newcastle e Blackburn per il primato. 141 quelle dell’attaccante degli Spurs. Lo stesso Shearer, come già in passato, ha scelto Twitter per battere le mani al suo più degno erede nei gol: “Harry, tante congratulazioni per essere entrato nel ‘club dei 100’. Hai dimostrato grande carattere tirando il secondo rigore dopo aver sbagliato il primo”. 

Da zero a 100

E Twitter è anche lo stesso luogo dove proprio Kane ha condiviso un’intervista del Players’ Tribune. Il titolo è esemplare “Zero to 100”. Da zero a cento, in pratica: come Harry Kane è diventato un mito, nel Tottenham e nel calcio inglese. Nato a Londra, classe 1993. Un ragazzino che amava il calcio e tifava per la squadra della città. Già, ma quale, viste le tante della capitale? Risposta tutt’altro che scontata: l’Arsenal. Da grande tifoso a… giocatore, perché da piccolo nel 2001 finisce proprio lì. In uno di quei vivai più talentuosi dell’intero paese. Vero, ma lì ci gioca soltanto fino a quando i Gunners non decidono di scaricarlo. Da quel momento la storia di Kane è anche quella di una rivalsa, e del dimostrare qualcosa soprattutto a se stesso: “Ricordo che la notizia me la diede mio padre. Eravamo a Chingford - quartiere londinese di Waltham Forest - quando mi mise una mano sulla spalle e mi disse che l’Arsenal ci aveva lasciato”. Kane prosegue: “Mi disse anche di non preoccuparmi, che avremmo lavorato ancora più duramente e trovato un’altra squadra”. Vero, quella squadra sarà il Tottenham, e da quel momento in poi il derby del nord di Londra contro l’Arsenal non sarà mai una partita come le altre per Harry Kane.

Flashback

“Avevo solo 8 anni quando fui rifiutato dall’Arsenal - prosegue l’attaccante sul Players’ Tribune - ma ogni volta che gioco contro di loro penso sempre: ‘Adesso vedremo chi dei due aveva ragione e chi aveva torto’ “. Il ricordo poi passa al primo derby in Premier, la prima occasione di un vero e proprio faccia a faccia col suo passato, tormentato. La data è il 7 febbraio del 2015, e sono passati poco più di dodici anni dal grande rifiuto: “Mi stavo allacciando gli scarpini per quel mio primo derby quando ho avuto un flashback: ho pensato alla mia prima partita contro l’Arsenal nelle giovanili, avevo 11 anni. Un déjà vu: feci due gol, li ricordo ancora. Prima un sinistro a giro nell’angolo basso della porta, dunque una volée di destro in rete. Riesco sempre a visualizzare perfettamente quei due gol nella mia testa”. E quel giorno di febbraio del 2015 le cose non andranno diversamente: 2-1, vittoria Tottenham, e Kane ne fa due. Il secondo di testa, decisivo, al minuto numero 86: “Probabilmente il più bel gol di testa della mia carriera”. Una rivincita personale. Un grido fortissimo per un giocatore che quell’anno di gol ne farà 21, con Aguero capocannoniere a 26. Da quel momento in poi è iniziata l’era di Kane: due titoli di bomber dell’anno. Quello di goleador dell’anno solare 2017 e un futuro ancora da scrivere. Il motto del suo pezzo sul Players’ Tribune? “La vita non ti regala niente, non è vero? Sei tu che ti devi conquistare tutto”. Firmato: Harry Kane. 

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