Premier League, proposta All-Star Game: come sarebbero le due squadre?

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Marco Salami

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Nord dell’Inghilterra contro sud dell’Inghilterra. Lukaku pensa l’idea e la scrive su Twitter: "Perché non fare anche in Premier League un All-Star Game come in Nba?” Lo spettacolo sarebbe garantito. Ma quali sarebbero le due squadre titolari?

LUKAKU, LA PROPOSTA: "ALL STAR GAME IN PREMIER"

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L’idea l’ha lanciata Lukaku: All Star Game, come nel mondo del basket e dalla Nba. Ma nel mondo del calcio e della Premier League. Due leghe che si assomigliano, potentissime e seguitissime in tutto il mondo. Probabilmente i campionati più spettacolari nei relativi sport. Modelli da imitare per altre nazioni e fascino. Tantissimo fascino. Perché allora non accogliere l’idea dell’attaccante del Manchester United, decisivo nell’ultimo match contro il Chelsea? Certo, il calendario britannico è già fitto di impegni di suo. Tra due coppe nazionali (e non una come in Italia, Spagna o Germania) e quei replay in FA Cup che allungano ancora di più le partite. Capitasse poi un infortunio proprio in quel match… sai che polemiche? Eppure in America lo show va sempre avanti. Show must go on, come si dice in una lingua condivisa da entrambi. E allora perché non provare a pensarci? Anche solo per gioco: nord dell’Inghilterra contro sud dell’Inghilterra. Due dream team da far perdere la testa. Sarebbe una partita spettacolare.

Nord-Sud, quante squadre?

In America la distinzione è semplice: est contro ovest. Quindici da una parte e quindici dall’altra. Perché lì i playoff sono divisi proprio in quel modo. Una distinzione assente in Inghilterra, che col sistema delle promozioni e retrocessioni può scombinare il rapporto ogni anno. Sono infatti nove le squadre del nord, contro undici del sud. A capitanare la zona settentrionale dell’Inghilterra Manchester e Liverpool, quattro squadre e due città, che è un po’ come dire Oasis e Beatles. Musica da sogno anche se in epoche diverse. Un concerto insieme? Impossibile, e comunque improbabile, come vedere le due stelle rivali nella stessa squadra. Ma attenzione anche al Leicester di Vardy e Mahrez, l’Everton di Rooney e quel Burnley settimo in classifica. Alle spalle solo delle big six britanniche. Poi però si scende più a sud, nell’altro dream team da All Star Game, e nella Londra capitale. Città di infiniti derby (l’ultimo vinto dal Tottenham sul Palace). Ma casa anche di Chelsea, Arsenal e West Ham. Lì idealmente le star sarebbero i Sex Pistols, ma anche i vari Kane, Aubameyang e Hazard non scherzano.

Nord, tridente supersonico: Salah, Aguero, Sanchez

Guardi davanti e ti stropicci gli occhi. Hai appena finito di farlo e ti hanno già tutti bruciato in velocità. Supersonici, come il singolo di debutto proprio dei fratelli Gallagher. Anche se i razzi sotto i tacchetti li ha montati soprattutto uno dei tre: Momo Salah, che gioca nel Liverpool, e che di gol in stagione ne ha già fatti 31. Numeri pazzeschi, ma Aguero lo segue a ruota con 30. Meno Sanchez, che con lo United non ha ancora ingranato, e che fino a gennaio scorso avrebbe giocato dall’altra parte dell’All Star Game. Ma i nomi degli attaccanti fanno venire i brividi: Gabriel Jesus, Lukaku, Vardy, Sterling, Sané e compagnia. Il centrocampo è ancora più forte: Pogba-De Bruyne-Silva. E chi difende? Forse nessuno, perché la partita sarebbe comunque giocata solo in nome dello spettacolo, e allora ecco che un uomo tattico chiave come Fernandinho potrebbe per una volta sedersi in panchina. Ma in realtà ci sarebbe il vero imbarazzo della scelta, pensando anche a Gundogan, Can o Matic. Tra i pali probabilmente De Gea è forse un gradino sopra gli altri, anche e soprattutto dopo aver tenuto in piedi da solo lo United a Siviglia in Champions. Mentre davanti a lui - tra Stones, Walker, Mendy, Laporte e Van Dijk - ci sarebbe comunque la difesa più costosa della storia del calcio (quasi 300 milioni la somma dei loro cartellini).

Sud, fantasia al potere: Eriksen, Ozil, Hazard

Eleganza e classe, e anche un po’ di anarchia, quella che del Regno Unito ne cantavano i Sex Pistols. E che spettacolo vedere insieme un terzetto di rifinitori così. Tutti alle spalle di Harry Kane, che sta bruciando record su record tra Inghilterra e Europa. L’undici titolare è quello diviso verosimilmente tra le sole big three di Londra. Una città che sta però perdendo il derby nazionale in Premier con Manchester (e metà Liverpool). Spurs, Blues e Gunners sono in fila, una dietro l’altra: ma dal quarto al sesto posto. Eppure in campo ci sarebbe comunque da divertirsi, con finalizzatori anche come Aubameyang, Morata o il Chicharito Hernandez. A centrocampo invece gente come Alli, Fabregas, Kanté o Mkhitaryan. Una difesa niente male tra le punizioni di Alonso e la velocità di Ballerin sulle due fasce. E una porta protetta da Courtois. A sensazione? Sembra comunque più forte il nord.

Allenatori, Mou o Pep?

Sì, bene. Ma adesso chi allena? A sud c’è un veterano come Wenger, sempre però più in partenza, dopo ventidue stagioni consecutive sempre sulla stessa panchina. E allora la scelta forse sarebbe tra Pochettino e Conte, uno che al suo primo anno in Inghilterra ha battuto tutti. Eppure la domanda sembra principalmente rivolta verso l’alto, inteso come nord. Uno come Klopp forse si farebbe una risata, lasciando Mou e Pep litigare. E se è vero che una partita per definizione di intrattenimento sarebbe più nelle corde di Guardiola, o almeno sotto il piano del gioco, sai che spettacolo con uno come Mourinho in panchina? Sarebbe assicurato, come sempre. Uno spettacolo da All Star Game. La partita delle stelle. 

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