Non solo Matic, tutti i 'bigliettini' spediti in campo da Mourinho

Premier League

Il foglietto inviato da Mourinho a Matic nell’ultimo United-Chelsea è solo l’ultimo caso di questo espediente. Lo Special One usò i bigliettini già al Real e nell’Inter del triplete. Non è l’unico allenatore ad averlo fatto. E in passato c’è anche chi da avversario è riuscito a rubare le informazioni spedite in campo… 

MESSAGGIO DI MOU, MATIC NE RIVELA IL CONTENUTO

Entra Bailly esce Sanchez. Il minuto è il numero 81 dell’ultima super sfida tra United e Chelsea in Premier. Il difensore ivoriano ha però con sé un foglietto: lo passa a Matic, e Willian cerca di sbirciarne le indicazioni. Il centrocampista serbo rivelerà il giorno dopo il contenuto: “Hai tre giorni liberi”. Uno scherzo, forse, ma fatto sta che il bigliettino mandato in campo per dare indicazioni tattiche è tutt’altro che una novità per Mourinho. Uno che quei foglietti li ha sempre fatti girare quando c’era qualche indicazione top secret da dare ai suoi giocatori. Fin dai tempi dell’Inter e ora a Manchester, passando però anche dalla sua avventura in Spagna a Madrid.

Dalla tribuna allo spogliatoio

Mourinho è uno che scrive. Quasi a creare intorno a sé una figura affascinante, uno scrittore del calcio che in panchina prende appunti su appunti, soprattutto nel primo tempo. Un classico del portoghese, che però ogni tanto quei foglietti li spedisce anche in campo. Successe anche nella stagione 2009-10, quella del tripete nerazzurro. Anche se in quelle circostanze servirono più che altro per lanciare un messaggio dalla tribuna, dove era squalificato. A Bergamo era il 13 dicembre del 2009, e lo Special One era lontano dalla panchina dopo l’espulsione rimediata una settimana prima a Torino contro la Juventus. Prima della fine del primo tempo tre bigliettini partono dalla sua penna per finire nello spogliatoio a dare le giuste indicazioni nell’intervallo. La scena si ripeterà anche sugli spalti di Udine, in una partita che l’Inter vincerà 3-2 nel girone di ritorno. Dalla tribuna Mou manda l’assistente José Morais verso la panchina con i soliti foglietti tattici. Un modo per aggirare la lontananza dal campo.

Quando la Uefa gli proibì i bigliettini

Quella dei fogli di carta non fu però una tattica sempre vincente. L’antefatto è nella semifinale di andata della Champions 2010-11, quella terminata col celebre sfogo in conferenza stampa: Porqué? Quel match a Madrid lo vince il Barcellona 2-0 con la doppietta di Messi. Ma prima che l’argentino decidesse la partita Mourinho viene espulso e si sistema a bordocampo dietro un cancelletto arancione, dove sembra ancora di più un leone in gabbia. Mou allora rispolvera il vecchio metodo: carta e penna, e indicazioni dirette verso la panchina, anche se evidentemente insufficienti per battere quel Barça di Guardiola. Al ritorno la storia cambia, ma di poco: 1-1 e catalani comunque in finale. Mou per la partita è squalificato, ma quella volta il regolamento Uefa gli impone di non avere contatti con la squadra durante il match, potrà scendere negli spogliatoi un quarto d'ora dopo il fischio finale ma niente di di più. E quella sera per Mou non ci fu nessuna corrispondenza epistolare. 

Mou e i suoi fratelli

Il bigliettino spedito a Matic nell’ultimo turno di Premier non è però l’unico caso dello stesso espediente utilizzato in Inghilterra. Anche nell’ottobre del 2016, espulso e in tribuna contro il Burnley, Mourinho riutilizza il suo vecchio metodo cartaceo. Ma non c’è solo lui tra i precedenti illustri. Basti pensare infatti a Roberto Mancini, anche lui seduto sulla panchina dell’Inter, quando nel gennaio del 2015 in una partita contro la Juventus, lascia tra le mani di Podolski un messaggio da mandare in campo. Di mano in mano: prima Kovacic, poi Medel, e infine Ranocchia, il destinatario finale. Stessa scena poi rivista anche in un Inter-Fiorentina di qualche mese dopo con Campagnaro. Passa una stagione e anche a Roma decidono di esportare il metodo. Dove? In Germania. Sul campo del Leverkusen Rudi Garcia manda in campo Dzeko anche come postino: il messaggio è per De Rossi che inizia a scrutare il foglietto. Indicazione sfortunata quella: di lì a poco i tedeschi pareggeranno la partita. Ancora più recente è invece il biglietto Spalletti-Cancelo. La stagione è quella in corso, nell’ultimo derby di Milano (ormai prossimo al suo match di ritorno). Dentro Cancelo e dentro anche il bigliettino. Nel post partita lo stesso Spalletti dirà: “Non riuscivo a comunicare con la squadra, ho dato quel biglietto di indicazioni da portare a Gagliardini, e da lì in poi ci siamo sistemati meglio in campo".

Il Willian che ce l’ha fatta

Di esempi ce ne potrebbero essere molti altri, per una pratica resa celebre da Mourinho e riproposta - prima e dopo - da anche altri allenatori. Eppure il messaggio può sempre essere arma a doppio taglio, con qualche “spione” sempre nei paraggi. Willian non è riuscito a decifrare il messaggio di Matic, ma c’è chi è riuscito nella missione di spionaggio. Ottobre 2016, partita di Championship (la seconda divisione inglese) tra Sheffield Wednesday e Huddersfield. L’allenatore degli ospiti manda in campo un bigliettino di cui se ne impossessa però Ross Wallace, centrocampista degli avversari. La partita la vincerà proprio lo Sheffield, 1-0. Merito del bigliettino rubato?

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