Raiola attacca Guardiola: "È un codardo, come uomo vale zero. Ecco perché"

Premier League

Il 50enne procuratore si scaglia contro l'allenatore del Manchester City: "Con Ibra e Maxwell si è comportato malissimo. È il classico prete: fai quello che ti dico, ma non fare quello che faccio". Poi su Pogba svela: "Lo United ha risparmiato 100 milioni dal suo acquisto"

"Pep Guardiola? È un codardo, un cane". Mino Raiola non è mai banale e quando può ci va giù pesante. Questa volta il bersaglio della sua intervista, rilasciata al giornale olandese Quote, è l'attuale allenatore del Manchester City: "Come allenatore è fantastico, ma come uomo vale zero - sostiene l'agente -. Diceva che dovevamo schierarci al suo fianco se ci fossero state delle polemiche, ma poi Ibrahimovic non fu più preso in considerazione e lo ignorò. Non si permise nemmeno di salutarlo. Guardiola è il classico prete: fai quello che ti dico, ma non fare quello che faccio. Ho consigliato a Zlatan di andare a lavorare con la Ferrari e di parcheggiarla al suo posto. Ha poi fatto la stessa con Maxwell che è un ragazzo d'oro. Andai a Londra per la finale di Champions League e notai allo stadio che non era nella lista dei titolari. Il suo posto era stato garantito ad Abidal ed è facile spiegare il perché, ma onestamente mi infuriai tantissimo. Servì l'intervento di Adriano Galliani per calmarmi. Credo che quest'anno il Manchester City potrà vincere la Champions, ma spero che non succeda, anche perché non ha giocatori miei in rosa".

"L'Uefa uccide la competitività"

Guardiola non è l'unico nel mirino di Raiola. Il 50enne procuratore si scaglia anche contro l'Uefa: "È un mostruoso monopolista - spiega - . Ci combatto contro perché forma un cartello insieme ai grandi club, mentre non c'è alcun rispetto per quelli con una disponibilità economica inferiore. È strano che la Commissione Europea non faccia nulla contro Uefa e Fifa. Io sono contro ogni forma di protezionismo. I protezionisti sono pigri, cercano di catturare la loro posizione e una volta che ce l'hanno fanno di tutto per tenersela. I grandi club, riuniti nell'European Club Association, hanno ucciso il calcio olandese. L'ECA ha assegnato quattro posti a Germania, Italia e Spagna e non vinceremo mai più la Champions League. Il KNVB (la Federcalcio olandese) ha fatto le regole in modo che sia quasi impossibile diventare allenatore se prima non sei stato un grande giocatore. Questo è protezionismo. Cruyff, ad esempio, in questo modo ha rovinato l'Ajax. In Germania invece hanno una struttura aperta. Julian Nagelsmann, a 30 anni, è allenatore dell'Hoffenheim, Domenico Tedesco a 32 anni guida lo Schalke. Non hanno giocato a calcio, ma possono allenare in modo fantastico. Il campionato tedesco è molto competitivo e la squadra nazionale è piena di talento. Un club deve essere gestito come una società, dove il proprietario porta gli onori e gli oneri delle sue buone e cattive azioni. Tutto ciò che dicevo dieci anni fa sta succedendo adesso. Sono il Rasputin del calcio". 

"Lo United ha risparmiato 100 milioni per Pogba. Su Balotelli..."

Non ci sono ostacoli o tabù per Raiola. L'unica cosa che lo spinge in avanti è migliorare la posizione dei suoi ragazzi, indipendentemente da come si comportino gli altri uomini dall'altra parte della scrivania: "La mia chiave è il mio giocatore - afferma l'italiano -. Puoi mentire finché i tuoi giocatori non rappresentino un certo valore, ma allora dovranno comunque appoggiarti. Un trasferimento non è altro che una compensazione per l'acquisto di un contratto. La maggior parte delle persone non lo capisce. In linea di principio è come se tu li quotassi in borsa. Hai un investimento di cui puoi analizzare l'andamento ogni volta guardando la partita. Tutto sommato sono un hedge fund per conto mio. Determino il valore del giocatore in quel campo di forza. Più speciale li rendo, più valgono. E finché i diritti televisivi continueranno a diventare sempre più costosi, penso che gli attori andranno a guadagnare di più. Non sono io ad aumentargli il prezzo. Con Pogba, ad esempio, penso che se non ci fossi stato io il Manchester United lo avrebbe pagato 200 milioni. Paul era un giocatore a buon mercato perché aveva incluso nel suo contratto con la Juventus una clausola che gli permetteva di decidere dove andare a giocare. Poteva anche andare al Real Madrid per 200 milioni. Il Manchester potrebbe aver risparmiato 100 milioni". Raiola si ferma poi a cercare un uomo al telefono che sostiene di poter trasferire Mario Balotelli dal Nizza al Fenerbahçe, ma in seguito dichiara: "Se lo porto in Turchia lo farò da solo. Abbiamo un contatto diretto con il club, senza intermediari."

"Ibra un grande uomo d'affari"

Il procuratore non si occupa solo della parte calcistica, ma cerca di consigliare i giocatori a tutto tondo sulle questioni economiche: "Cerco di proteggerli da possibili errori finanziari - racconta nella parte conclusiva dell'intervista -. Quando finiscono di giocare non devono avere meno potere rispetto a quando hanno iniziato. Ibra in questo è molto intelligente e preparato. Le cose gliele devo spiegare una sola volta. È un grande uomo d'affari, ce l'ha nel sangue. Ha già venduto partecipazioni a fondi speculativi che nessuno conosce, guadagna più soldi al di fuori del calcio che grazie a esso. Se dovessi andare in una zona di guerra lo porterei con me perché saprei di tornare vivo. Quando chiudo un accordo lui scherza sempre e mi dice «stai per rubarmi ancora tanti soldi» e io allora gli rispondo «prima ti faccio ricco però. Non posso rubare a qualcuno che è povero»". Raiola parla infine del suo rapporto con le donne del calcio: "Con la maggior parte di loro ho un rapporto spiacevole all'inizio perché sono molto selettivo - conclude -. Ma sta diventando molto più facile lavorare con me. L'atteggiamento è passato dallo scetticismo al rispetto".

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