Souaré guadagna 1.5 milioni l'anno, ma ora rischia il fallimento

Premier League

Il terzino del Crystal Palace era rimasto coinvolto in un incidente stradale quasi due anni che ne avevano compromesso la carriera. Da allora sono iniziati una serie di processi e ora è entrato in un accordo volontario di insolvenza per ripianare i suoi debiti, sebbene percepisca uno stipendio da 30 mila sterline a settimana

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Guadagnare 30 mila sterline a settimana dovrebbe bastare a vivere agiatamente, senza preoccuparsi più di tanto dei soldi. Non sempre tuttavia le cose vanno per il meglio. Per informazioni chiedere a Pape Souaré, difensore del Crystal Palace, che dallo scorso 5 marzo è entrato in un accordo volontario di insolvenza, un metodo per pagare tutti o una parte dei debiti nei confronti dei creditori. Il giocatore, arrivato dal Lille nel 2015 per una cifra vicina ai 3.5 milioni, ha infatti grossi problemi nel ripagare il suo debito, in particolare con l'HMRC, il dipartimento governativo del Regno Unito responsabile della riscossione delle imposte. Quattro mesi fa era emersa la notizia che il senegalese fosse stato perseguito privatamente per un incidente d'auto che ha rischiato di comprometterne la carriera. A settembre 2016 infatti, il terzino si era schiantato con il suo veicolo dopo aver accompagnato un amico all'aeroporto di Heathrow, porcurandosi una serie di ferite alla coscia destra e alla mascella.

Sembrava costretto al ritiro, ma alla fine con una serie di terapie è riuscito a tornare in campo per tre match di coppa, mentre si è accomodato in panchina nell'ultima partita di Premier contro il Liverpool. A novembre invece Souaré ha dovuto affrontare un processo intentato da Darshan Dube, accusato dalla polizia di negligenza alla guida in occasione dell'incidente del 2016. In quel caso il giocatore si è presentato come testimone dell'accusa, mentre successivamente è stato convocato dal tribunale per rispondere di guida pericolosa, ma non ha presentato alcuna difesa e il 16 luglio è stata fissata una nuova udienza.

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