Manchester United, Mourinho "zeru tituli": è la terza stagione senza trofei degli ultimi 5 anni

Premier League

Contro il Chelsea è sfumata la coppa che avrebbe potuto salvare la stagione. Per Mou è la prima finale persa in Inghilterra, appena la terza su quindici giocate, ma soprattutto la terza stagione senza nemmeno un trofeo nelle ultime cinque annate... E dire che nelle passate unidici era capitato soltanto una volta

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Il giorno era il 3 marzo del 2009, e quelle due parole diventarono uno degli slogan e dei tormentoni di Mourinho contro tutti i suoi detrattori. Zero titoli, o meglio, zeru tituli, con la cadenza un po’ portoghese che ha sempre accompagnato una lingua parlata perfettamente in ogni nazione, anche se spesso molto molto affilata. Ai tempi Mou era sulla panchina dell’Inter, e nel mirino dello Special One ci erano finite Roma, Milan e Juve: “Perché nessuno parla di loro? Tanti campioni, -11 in classifica, errori arbitrali e favore, eppure… zero titoli”, con l’Inter che a fine stagione ne avrebbe vinto solo uno, vero, prima però della grande festa dell’anno successivo con un triplete storico e ancora unico in Italia. Ebbene la storia, ora, sembra essersi ribaltata, e come una maledizione gli zeru tituli stanno perseguitando Mou, campione d’Europa (League) al suo primo anno United, ma anche alla terza stagione senza nemmeno un trofeo alzato in cielo nelle ultime cinque annate. Una ricorrenza capitata, in passato, soltanto una volta in undici anni, ovvero da quando Mou iniziò a vincere col Porto (2003) fino al 2014. Cosa sta succedendo allo Special One ?

Mago della panchina

Da quando aveva iniziato a vincere José Mourinho si era abituato a fare soltanto una cosa: vincere, ancora ancora e ancora. L’anno del primo trionfo fu nel 2003, col Porto, alla sua seconda stagione seduto su quella panchina, e già con un mini triplete in tasca. Quella stagione i titoli furono campionato più coppa nazionale più Coppa Uefa, mentre l’anno successivo sarebbe arrivata addirittura la Champions League, clamorosa, vinta contro il Monaco in finale, e che lo fece salire alla ribalta del calcio europeo. Poi? Tituli, tantissimi. Perché in Inghilterra col Chelsea vince subito: due campionati in due anni, una coppa di Lega, un Community Shield e anche una FA Cup, l’unica della sua carriera, vinta sempre dal Chelsea sul Manchester United, ma con lui dalla parte giusta dell’arco di Wembley. Quel giorno del 2007 decise un gol di Drogba nel recupero, capace di regalargli l’ultima gioia in Inghilterra. La stagione 2007-08 sarà infatti quella del suo primo esonero (dopo 6 partite di campionato) e l’unica senza titoli (in 11 anni) prima dell’ultimo lustro da dimenticare.

Parabola discendente

Anno 2008, Mou arriva a Milano. Trofei nell’Inter? Troppo facile la risposta: due campionati, una Supercoppa italiana, una Coppa Italia e la Champions League del 2010 sotto il cielo di Madrid, quella che poi diventerà anche la sua nuova casa. In Spagna i trofei per Mou sono tre, equamente divisi nei suoi tre anni nella capitale: coppa nazionale, supercoppa nazionale e Liga, prima dell’attuale ritorno in Inghilterra. Qui iniziano i tre anni senza titoli nelle ultime cinque stagioni. Nel 2013-14 il portoghese torna al Chelsea e getta soltanto le basi per un nuovo trionfo in Premier, puntuale nella stagione successiva. Nel 2015-16 ancora nessun trofeo, e in più c’è un nuovo esonero per lui dopo 16 partite. La strada di Manchester, sponda United, porta allora subito l’Europa League, ma senza alcun bis e risultati totalmente da dimenticare nella stagione attuale. Persa la Supercoppa Europea contro il Real Madrid e persa la finale di FA Cup - la prima in assoluto in Inghilterra (esclusi i Community Shield) della sua carriera. In Premier lo Special One ha chiuso al secondo posto, ma sempre lontanissimo dal City dell’eterno rivale Guardiola, mentre non sono arrivate gioie nemmeno dalla Coppa di Lega (fuori ai quarti contro il piccolo Bristol) e dalla Champions, ko addirittura agli ottavi sul non irresistibile Siviglia settima forza della Liga. Il risultato è un quadretto da dimenticare. Perché Mourinho rimane sempre un vincente: per filosofia, pensiero e passato, anche se ultimamente quei trofei che l’hanno fatto grande, grandissimo, sono stati pochissimi. (Anche) quest’anno… zeru.

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