Manchester City, Guardiola difende Mourinho: "Se alleni a quel livello vuol dire che sei un top allenatore"

Premier League

L'allenatore del City sostiene il collega, sempre più al centro delle critiche: "Se arrivi ad allenare un grande club di Premier vuol dire che sei un grande manager. Nel nostro lavoro contano i risultati"

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"È un top manager". La definizione è una dedica per José Mourinho e a proferirla è niente meno che il suo più grande rivale, Pep Guardiola. Il catalano, durante la conferenza stampa di vigilia al match contro il Newcastle, si espone a difesa del suo collega, al centro ormai delle critiche e vicino come mai prima d'ora all'esonero. Lo Special One paga caro, oltre a una serie di problemi con giocatori e dirigenti, il pessimo inizio di stagione, caratterizzato da due sconfitte in tre giornate. Il prossimo turno contro il Burnley è a questo punto decisivo per salvare la panchina dello United: "Sfortunatamente è il nostro lavoro e dipende dai risultati - dichiara Guardiola -. Quando vinciamo siamo bravi, quando perdiamo non siamo più buoni a nulla. Ma se arrivi ad allenare a quel livello, un grande club della Premier League, vuol dire che sei un grande allenatore. I Red Devils rimangono una grande squadra. Siamo solo ad agosto, ci sono ancora tanti punti in palio e la vera stagione inizierà solo dopo la pausa perché si comincierà a giocare ogni tre giorni, con una serie di viaggi e poco tempo per preparare le sfide".

L'ex Barça si sofferma poi sul match che attende il suo City, di scena all'Etihad contro i Magpies: "Aprire il gioco a tutto campo è una delle chiavi per dominare l'incontro - spiega -. Se non ti allarghi allora tutti andranno nello spazio più libero. È quello che succede se ti stringi troppo, invece devi saper allargare il gioco. È questione di spazi, molto semplice". Non c'è preoccupazione invece per come giocherà la squadra di Benitez: "Possiamo immaginare come si disporranno, ma non lo potremo mai sapere con certezza - aggiunge chiudendo subito anche il caso Aguero, immortalato in compagnia di una ragazza a fumare dal narghilé -. Contro l'Huddersfield ci aspettavamo cinque difensori, invece hanno giocato a quattro dietro. Analizziamo le nostre di partite, i nostri schieramenti e le nostre situazioni di gioco per migliorare. I giocatori ovviamente devono adattarsi, sapere le caratteristiche degli avversari, ma è più produttivo concentrarsi su noi stessi, su ciò che possiamo fare. L'80% del tempo parliamo solo di noi".

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