Premier League, paura Brexit: scenari e rischi per i giocatori europei

Premier League

Con l’uscita del Regno Unito dalla UE sarà molto più difficile ottenere il permesso di lavoro per chi arriva dal resto dell’Europa. Quanto peserà tutto questo sul calcio? Stando al Telegraph la Premier chiede di abolire le restrizioni per non perdere stelle come Fabregas, Mahrez o Kanté

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La Premier League ha paura, e ciò che rischia di minacciare la popolarità e lo spettacolo del campionato inglese si chiama Brexit. A poco più di sei mesi dall’effettiva uscita dalla UE del Regno Unito sono ancora tante le questioni irrisolte circa l’accesso in patria dei lavoratori europei. Cosa succederà al calcio inglese quando la Brexit sarà effettiva? Quali restrizioni ci saranno sull’acquisto dei giocatori con passaporto europeo? Quanti giocatori inglesi dovrà registrare ogni squadra di Premier? La richiesta della FA, in attesa che il governo si pronunci in materia, è allora chiara, come scrive nella propria esclusiva il Telegraph: chiedere una revisione per tutte le nuove regole che limitano l’accesso dei lavoratori europei. “Il calcio deve essere un’eccezione” - è la principale motivazione che la FA (la federazione inglese, ndr) sta cercando di far valere allo stesso governo britannico. La Premier League genera oltre 3 miliardi di sterline per il Tesoro e dà lavoro a dodicimila persone, ecco perché limitare la loro possibilità di firmare giocatori europei sarebbe un danno gravissimo non solo per il calcio inglese ma per tutta la nazione.

Fabregas, Mahrez e Kanté

Il punto principale della questione è molto chiaro, come continua proprio il Telegraph: “La Premier League teme che le attuali restrizioni sui permessi di lavoro per i giocatori al di fuori dello Spazio economico europeo saranno estese - a Brexit completata - anche a tutti i giocatori provenienti dal resto dell’Europa”. Tradotto: stop ai grandi colpi di giocatori francesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi e così via. Ma come riuscire a ottenere quel permesso di lavoro? Due le piste principali: nel proprio incarico si deve ricoprire una “alta carica internazionale”, oppure tramite, citando sempre il giornale britannico, una “considerevole tassa al fine di essere autorizzati a lavorare nel Regno Unito”. Il che (la seconda opzione) sarebbe devastante per la casse dei club, soprattutto quando si tratterà dell’acquisto di giocatori ancora all’inizio della propria carriera, e dall'investimento tutt'altro che certo. Effetti collaterali? Devastanti. Sopratutto considerando le ricerche condotte da Laurie Shaw, scienziata dei dati presso l'Università di Harvard, e analizzate dalla stessa Premier League. I numeri mostrano come, dal 1992 (anno di nascita della Premier, ndr) al 2018, 591 dei mille e ventidue giocatori firmati dai club di massimo livello con passaporto europeo - oggi - non avrebbero avuto la qualifica per un permesso di lavoro. E tra i citati ci sono anche i nomi di autentiche superstar che fanno tutt’oggi grande il campionato inglese come Cesc Fabregas, Riyad Mahrez, che è algerino ma detiene un passaporto francese, e N'Golo Kanté.

Maggiori e minori di 18

Il gioco a questo punto diventa di sottile diplomazia. Pretendere e concedere, come è pronta per il Telegraph la Premier per tutti i giocatori europei al sotto dei 18 anni. La FA potrebbe lì fare un passo indietro, concedere nuove restrizioni post Brexit a patto però che al di sopra della maggiore età tutto resti invariato, e i club possano firmare ogni giocatore europeo senza problemi di permesso di lavoro. Certo, una limitazione per i minorenni renderebbe per il futuro impossibili alcuni colpi del passato come quelli dell’Arsenal coi giovani Fabregas e Bellerín o dello United con Piqué e Pogba, ma sarebbe comunque il male minore a fronte di un potenziale terremoto sulle possibilità di mercato. “Come molte altre organizzazioni dipendenti da una combinazione di talenti nazionali e internazionali, stiamo ancora aspettando di capire quale sarà il panorama politico e normativo dopo che il Regno Unito avrà lasciato l’Unione europea” - ha detto al giornale britannico un portavoce della Premier League: “La possibilità di acquistare calciatori di talento provenienti da tutta Europa ha giocato un ruolo chiave nella crescita in tutti questi anni della Premier League. Ed è fondamentale che i nostri club possano continuare ad acquisire giocatori europei con la libertà di cui attualmente godono”. Il governo ha confermato che sta ancora valutando le sue opzioni.

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