Tottenham-Liverpool, le chiavi della sfida

Premier League

Francesco Lisanti

Due delle grandi incompiute del calcio inglese negli ultimi anni si sfidano per iniziare a capire se davvero sono diventate delle contendenti credibili per la vittoria del campionato

TOTTENHAM-LIVERPOOL LIVE

PREMIER, CALENDARIO E ORARI DELLA 5^ GIORNATA

Sono passati ormai quasi tre anni dall’arrivo in Premier League di Jürgen Klopp. Nella sua gara d’esordio optò per un 4-3-2-1 molto stretto con cui mise in crisi la basculante circolazione di palla del Tottenham, che solo pochi mesi prima aveva assunto Mauricio Pochettino per realizzare le ambizioni della dirigenza. La partita finì 0-0.

Da allora sono cambiate molte cose, il Liverpool ha giocato (e perso) due finali europee, il Tottenham ha conteso un titolo fino a poche giornate dalla fine ed è stabilmente tra le prime quattro squadre della Premier da ormai tre stagioni. Klopp e Pochettino sono però rimasti fedeli a sé stessi e anno dopo anno hanno aggiunto un tassello alla volta per arrivare il più vicino possibile alla sublimazione della loro idea di gioco.

Osservare in parallelo i percorsi dei due allenatori è particolarmente interessante perché entrambi sono alla quarta stagione. Le due squadre sono molto simili, nella struttura e nell’impianto tattico, a quelle che si affrontarono ancora acerbe nell’ottobre del 2015, ma rappresentano ormai due credibili candidate alla vittoria della Premier League. All’epoca Klopp prometteva che entro quattro anni avrebbe portato ad Anfield almeno un titolo. Come Pochettino, è consapevole che la scadenza del termine si avvicina.

Dove si deciderà la partita?

Il lunch match di sabato rappresenta quindi il teatro ideale, lo scontro diretto al vertice tra le grandi incompiute del calcio inglese, per sancire quale delle due sia più pronta al salto dimensionale. La classifica dice che entrambe ci sono vicine: il Liverpool ha vinto in scioltezza le prime 4 partite, il Tottenham ha vinto le prime 3 ma poi è franato sul campo del Watford per mano di due colpi di testa su calcio piazzato.

Oltre a Salah, anche Milner e Robertson sono nella top ten della Premier League per expected assist: Klopp ha scoperto insospettabili poli creativi.

Assieme al Chelsea, Liverpool e Tottenham sono le due squadre che in proporzione conducono più attacchi nella zona centrale del campo (29%) e curiosamente utilizzano le due fasce con una frequenza perfettamente simmetrica (35%). Nonostante la marcata identità tattica sono due squadre prevedibili fino a un certo punto, hanno un ampio parco attaccanti dentro il quale distribuire le responsabilità e conoscono molte sfumature in cui declinare la fase offensiva.

Come ha notato anche Statsbomb, gli equilibri della partita potrebbero decidersi sulla fascia destra del Tottenham, una zona di campo in cui la squadra di Pochettino tende a concedere in media più occasioni sia per volume che per pericolosità. Su quella fascia il Liverpool schiererà l’onnipresente Mané e l’infaticabile Robertson, che in questo inizio di stagione ha confermato il notevole exploit iniziato nella seconda metà della precedente.

Capire come si schiererà il Tottenham è più difficile, perché l’applicazione dei princìpi di gioco di Pochettino prescinde dall’adozione di un modulo base. Al contrario, trae vantaggio proprio dalla versatilità con cui la squadra riesce a cambiare forma per esporre i punti deboli degli avversari.

L’anno scorso Pochettino si schierò all’andata con il 3-5-2 e fu un trionfo, 4-1. Al ritorno propose il più classico 4-2-3-1 e ne ricavò un soffertissimo 2-2 strappato in pieno recupero. Il blocco centrale di sei giocatori (i tre difensori e i tre centrocampisti) è ovviamente molto utile a chiudere gli spazi in cui il Liverpool ci mette un attimo a infilarsi, ma lascerebbe ulteriormente scoperte le fasce laterali, che sono il punto debole degli Spurs in questo inizio di stagione.

Lo spettacolare 2-2 di qualche mese fa, con uno straripante Salah e una caparbia reazione degli Spurs.

Per questo Pochettino potrebbe pensare di sacrificare Trippier per Aurier, che è atleticamente più pronto a contenere Mané ma non smette di concedersi quelle cinque/sei azioni in cui perde il senso di quello che sta facendo. In alternativa può cambiare a livello tattico, abbassare il baricentro, stringere i denti, e sperare che in campo aperto Kane vinca il duello individuale con van Dijk.

Come si fa a fermare il Liverpool?

Il problema è che proprio l’acquisto di van Dijk ha reso il Liverpool sempre più impermeabile alle fragilità proprie del suo sistema di gioco. Insieme all’olandese sono esplosi Robertson, Gómez, Alexander-Arnold, difensori esplosivi col sangue agli occhi che permettono a Klopp di iniziare la fase di pressing fin dalla rimessa del portiere avversario.

In attacco, se Klopp potrà contare sui tre dragoni al massimo della loro potenza di fuoco, Pochettino avrà gli uomini contati. Son è appena rientrato da un lungo periodo con la Nazionale e potrà al più subentrare dalla panchina. Dele Alli si è infortunato proprio nel momento in cui era chiamato a dare risposte sul suo status da fuoriclasse, su cui i Mondiali di Russia e il deludente avvio di stagione hanno gettato qualche ombra.

Poi bisogna capire come sta Harry Kane, che dopo l’infortunio alla caviglia occorso a marzo non è più stato lo stesso, e in queste prime partite ha diminuito drasticamente il volume di conclusioni tentate rispetto alla passata stagione (e il numero di gol segnati, di conseguenza). Il protagonista potrebbe essere ancora Lucas Moura, la minaccia principale per la difesa alta di Klopp oltre che la più bella notizia dell’estate di Pochettino, eletto miglior giocatore della Premier del mese di agosto dopo l’incontenibile prestazione a Old Trafford.

L’agosto di Lucas Moura nel segno dell’emoji “alta tensione”.

Sarà una partita piena di duelli individuali esaltanti in ogni angolo del campo, ma è a centrocampo che si detteranno i ritmi, ed è sempre a centrocampo che Klopp ha gettato qualche seme del rinnovamento rispetto alla passata stagione.

Wijnaldum ha preso più o meno stabilmente il posto di Henderson davanti alla difesa, che gli ha dato quella centralità tecnica necessaria a scacciare gli atteggiamenti indolenti. Così si è liberato un posto da mezzala per Naby Keita, un giocatore disegnato su misura per le idee di Klopp, che proviene dalla stessa scuola tattica e può fare le fiamme nella fascia centrale del campo.

Il Tottenham si giocherà le sue carte difensive soprattutto nella compressione dello spazio tra difesa e attacco, auspicando in una partita fisica e disciplinata di Dier e Dembélé per chiudere ogni tasca in cui le ali e le mezzali del Liverpool possono andare a infilarsi. Pochettino potrebbe anche avere la tentazione di lanciare nella mischia Winks e Wanyama, appena di ritorno da un infortunio.

La prima cosa che ci si aspetta da Liverpool e Tottenham è l’intensità folle, ma chissà che la prospettiva della Champions non porti i due allenatori a usare un approccio più conservativo. Come Klopp e Pochettino hanno ormai imparato, la conquista dei trofei passa dalle vittorie negli scontri diretti, ma soprattutto dalla gestione delle energie.

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