Egitto, Momo Salah è un caso: non convocato in nazionale

Premier League

"Deve riposare, è una scelta concodata con lui", ha dichiarato l'allenatore della nazionale africana, Hossam El Badry, ma dietro, stando a quanto riportato da France 24, potrebbero nascondersi tante ragioni di rottura tra l'attaccante del Liverpool e la sua federazione.

SALAH CONTRO LA FEDERCALCIO: "POCA SICUREZZA"

FIFA THE BEST, I VOTI DI ALLENATORI E GIOCATORI

Momo Salah e l’Egitto, ancora problemi? Il giocatore del Liverpool non è stato infatti convocato per il prossimo impegno della sua nazionale, un’amichevole contro il Botswana. Una scelta apparentemente giustificata senza problemi da Hossam El Badry, nominato nuovo commissario tecnico dopo il fallimento dell’ultima Coppa d’Africa: "Abbiamo deciso, con una scelta di comune accordo, di non convocarlo per la prossima partita. Ha bisogno di riposare". L’ex attaccante della Roma è reduce da due stagioni in cui ha disputato tantissime partite, sia con la sua squadra di club, arrivata entrambe le volte in finale di Champions, che con l’Egitto stesso, sia per la recente Coppa d’Africa che per il Mondiale del 2018, per cui accelerò il recupero dall’infortunio alla spalla dopo il fallo di Sergio Ramos nella finale persa contro il Real Madrid.

Salah e l’Egitto, un rapporto controverso

France 24 ipotizza però dei problemi molto più seri alla base di questa momentanea separazione. Nonostante Salah abbia sempre manifestato il suo amore verso il proprio Paese, i rapporti con la Federcalcio non sono mai stati altrettanto idilliaci. Poco più di un mese fa, si era lamentato per lo scarso livello di sicurezza garantito nel ritiro durante la Coppa d’Africa, con tifosi, ma anche addetti ai lavori della stessa nazionale, che lo opprimevano nella ricerca di una foto o un autografo a tutti i costi. Un’ulteriore diatriba aveva riguardato la scelta dello sponsor, con il giocatore a lungo rappresentante di un marchio diverso da quello promosso dalla federazione. Ma l’ultimo sgarbo ha riguardato i voti per il premio Fifa The Best. Salah, arrivato quarto, non ha potuto contare sui voti dell’allenatore e del capitano della propria nazionale, Shawki Ghareeb e Ahmed El-Mohammadi, non convalidati dalla Fifa per dei vizi di forma: firme sui moduli di voto non ritenute autentiche, la mancanza della firma del segretario generale della federazione e la mancanza di risposta alla sollecitazione della Fifa di confermare le proprie scelte entro lo scorso 21 agosto. Segnali di un rapporto sempre più complicato: l’agente di Salah in passato aveva minacciato l’addio alla nazionale del suo assistito, ma forse la Federazione si è portata avanti e ha deciso di punirlo dopo le ripetute frizioni.

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