Coronavirus, il Tottenham ci ripensa: nessun taglio a stipendi dipendenti

Premier League

Gli Spurs, che in un primo momento avevano annunciato la decurtazione del 20% degli stipendi dei dipendenti per i mesi di aprile e maggio, ci hanno ripensato: a subire un taglio saranno solo i compensi dei membri del consiglio direttivo. Decisivo il ruolo dei tifosi

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Il Tottenham ci ripensa. Il club londinese, lo scorso 31 marzo, aveva comunicato la decurtazione del 20% degli emolumenti per i mesi di aprile e maggio per 550 dipendenti: "Nel tentativo di proteggere i posti di lavoro", come annunciato dagli Spurs con una nota ufficiale. Il Coronavirus si è abbattuto con forza anche sulla Premier League, alle prese con tutte le difficoltà economiche del caso. Tuttavia tale decisione aveva fatto infuriare i tifosi, tanto da fare un netto passo indietro: il taglio riguarderà solo i componenti del consiglio direttivo e non l'intero staff alle dipendenze del club. Con una nuova nota, il Tottenham fa infatti sapere che i dipendenti riceveranno il 100% della retribuzione per i mesi di aprile e maggio. Il presidente Daniel Levy in persona, che lo scorso anno aveva guadagnato 7 milioni di sterline, vedrà ridotto il proprio compenso: "Ci rammarichiamo per qualsiasi preoccupazione causata durante un periodo così angosciante - le sue parole - e speriamo che il lavoro che i nostri tifosi ci vedranno fare nelle prossime settimane, dato che il nostro stadio avrà uno scopo completamente nuovo, li renderà orgogliosi del loro club". Già, il Tottenham Hotspur Stadium verrà utilizzato come base di stoccaggio dalla London Food Alliance per garantire forniture alimentari per le persone più vulnerabili di Londra durante la pandemia di COVID-19. 

La rabbia dei tifosi

Dietro a questo improvviso cambio di rotta c'è dunque la mano dei tifosi, furiosi davanti alla scelta del Tottenham di tagliare, in un primo momento, lo stipendio dei dipendenti: "Siamo profondamente consapevoli del fatto che molti nostri sostenitori erano contrari alla decisione che abbiamo preso in merito al personale che non poteva svolgere il proprio lavoro da casa", hanno precisato gli Spurs. Venerdì infatti il Tottenham Hotspur Supporters Trust (THST) aveva esortato il club a "fare la cosa giusta" e invertire la decisione, affermando che "l'opinione di massa dei sostenitori fosse contro le precedenti decisioni". L'invito è stato ascoltato.

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