Premier League, no a quarantena per tutta la squadra in caso di positivi al coronavirus

DI F. COSATTI
Francesco Cosatti

Francesco Cosatti

Al contrario di quanto richiesto dal governo ai club di A, le squadre di Premier League non saranno costrette a mettere in quarantena per 14 giorni l'intero gruppo se un calciatore risulti positivo durante gli allenamenti di gruppo. Si cerca l'intesa sui protocolli medici per l'ok definitivo alla ripresa delle attività

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La Premier segue la Bundesliga. Il modello tedesco per la gestione dei possibili giocatori positivi durante gli allenamenti di gruppo fa scuola. E la Premier League lo segue. In caso di una positività riscontrata all'interno del centro sportivo, il calciatore contagiato sarà isolato per il periodo necessario, mentre il resto del gruppo potrà continuare a lavorare dopo tutti i controlli sanitari del caso. Intanto nelle prossime ore la Premier incontrerà i calciatori senior di ogni squadra e l'associazione allenatori. Al centro delle discussioni i protocolli medici per garantire la massima sicurezza possibile. Si arrivasse a un'intesa - che ancora non c'è - i club potrebbero ricominciare ad allenarsi la prossima settimana su piccoli gruppi e con controlli sanitari molto severi. Anche il governo inglese e le forze dell'ordine stanno continuando i colloqui e c'è una nuova apertura per la possibilità di far giocare le squadre ciascuna nei loro stadi, ed evitare così i campi neutri. Non c'è ancora una data ufficiale per il via al campionato inglese ma il governo ha dato l'ok per eventi sportivi e culturali a porte chiuse dopo il 1 giugno, nel caso in cui l'emergenza coronavirus fosse rientrata. 

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