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Maximo Perrone, chi è il talento argentino del Manchester City paragonato a Busquets

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©IPA/Fotogramma

Debutto per l'unico acquisto del City nell'ultima sessione di mercato: Maximo Perrone, argentino classe 2003, ha giocato i suoi primi 18 minuti da Citizen nella vittoria per 4-1 contro il Bournemouth. Raccomandato a Guardiola da Mascherano, secondo molti è il nuovo Sergio Busquets

GLI HIGHLIGHTS DI PREMIER LEAGUE

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La vittoria del City col Bournemouth non verrà solo ricordata per i 3 punti e il testa a testa con l'Arsenal che continua. Ha segnato anche il debuttutto di Maximo Perrone. 18 minuti giocati per il mediano argentino, classe 2003, arrivato nell'ultima sessione di gennaio per 11 milioni di euro: unico acquisto del City, con Guardiola che ha deciso di non mandarlo in prestito ma di tenerlo a Manchester per poterlo  formare e valutare.

Mi manda Mascherano

Consigliato da Mascherano a Pep e argentino proprio come l'ex Liverpool e Barcellona, ha stregato da subito Guardiola. "Mi identifico in Busquets - ha dichiarato in passato Perrone -. Cerco di essere completo e di scegliere quando giocare a uno o due tocchi e quando invece tenere palla. Ma ho ancora molte cose da migliorare”. 

Il soprannome

Possiede un'aggressività e un'intensità fuori dal comune, tanto che i compagni lo  hanno soprannominato "Perro" (cane in spagnolo, ma anche abbreviazione del suo cognome). E' anche un giocatore molto elegante e dotato di grande intelligenza tatticaottima visione di gioco. Grande capacità di lancio e un mancino finissimo.

Primi passi

C’è un ragazzo nella squadra dell’Accademia che è spettacolare. Non voglio ancora promuoverlo perché è ancora molto giovane, ma è stata una decisione difficile da prendere”. Così nel 2020 parlava Gabriel Heinze, ex difensore di Real Madrid, Man Utd, Psg e Roma, e allora allenatore del Velez. Perrone è cresciuto calcisticamente nelle giovanili de 'El Fortin', società che lo aveva già notato quando aveva appena sei anni. Nelle giovanili ha ricoperto diversi ruoli, da esterno d’attacco fino a terzino, per poi trovare la sua posizione ideale come mediano: “È stato il tecnico Cristian Gómez che mi ha messo come ‘doble cinco’, dove gioco oggi. È il ruolo che mi piace di più perché la palla passa spesso attraverso i miei piedi. Sto davanti alla difesa, ma ho la libertà di raggiungere l’area avversaria", aveva dichiarato al sito ufficiale del Velez. In patria è stato paragonato ad altri grandi "numeri 5" del calcio albiceleste: Fernando Gago, anche lui ex Velez, e Fernando Redondo.

I numeri in Argentina

Nel Velez ha collezionato 35 presenze e 3 gol diventando anche capitano della prima squadra a soli 19 anni. Uno dei suoi 3 gol è stato fondamentale nel cammino del Velez in Copa Libertadores dell'ultima stagione, conclusosi in semifinale (ko contro il Flamengo, poi campione). Nel match della fase a gironi contro il Nacional ha segnato il suo primo gol da professionista con uno stacco di testa al 94’ che ha deciso la gara. La corsa del Velez è proseguita fino alla semifinale contro il Flamengo (terminata complessivamente 6-1 per i brasiliani) dove Perrone non ha potuto giocare a causa di un polmone perforato. Non ha ancora fatto il suo debutto nella nazionale maggiore, menter con l'under 20 vanta 5 match giocati con un gol segnato, al Paraguay, durante il Campionato sudamericano U23.