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Manchester United, via anche Amorim: come sono andati gli allenatori dopo Alex Ferguson

Premier League

Introduzione

Ruben Amorim non è più l'allenatore del Manchester United e si aggiunge alla lunga lista degli esonerati sulla scottante panchina di Old Trafford: dall'addio dello storico Sir Alex, considerando ora anche il portoghese, si sono alternati dieci diversi allenatori, sette ufficiali e tre ad interim, vincendo in totale sette trofei in tredici stagioni, ma senza più mettere in bacheca una Premier League o (men che meno) una Champions League. Ferguson ne aveva vinti la bellezza di 38 in 27 annate (1,4 di media a stagione), tra cui tredici Premier e due Champions. Ma chi è andato meglio (e chi peggio) dopo di lui? Chi ha vinto cosa? Il migliore di tutti per numero di trofei vinti e per media punti è… José Mourinho. Amorim, invece, il peggiore per media punti

 

UNITED, UFFICIALE L'ESONERO DI AMORIM

Quello che devi sapere

L'era Sir Alex Ferguson

Un'epopea, un kolossal cinematografico. Leader e riformatore per trent'anni. Il padre lavorava nei cantieri navali nel sobborgo di Govan, il giovane Alex nasce da un background da working class. Gioca in Scozia da attaccante, diventa allenatore e porta il suo Aberdeen a vincere tre campionati. Firma con lo United a inizio novembre 1986 con la squadra 19^ in classifica e inizia la sua rivoluzione. Primo punto: il settore giovanile; secondo: un nuovo spirito. Quindi riempie il club di scout, due soli al suo arrivo, lui ne inserisce tantissimi; uno di questi gli segnala un giovane interessante del vivaio del Man City (ma tifoso United), un certo Ryan, Ryan Giggs. La FA Cup del 1990 è il vero turning point e primo trofeo della sua storia a Manchester. Poi la class of '92 (Beckham, Butt, Giggs, Scholes e i fratelli Neville), Eric Cantona, Cristiano Ronaldo. Fergie diventa leggenda: vince tredici Premier, due Champions e trentotto trofei in ventisette anni. Lascia nel 2013, nominando il suo successore.

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David Moyes

Sì, ma chi ha fatto meglio dopo di lui? Il primo successore siede su una panchina pesantissima, dove Ferguson ha appena vinto l'ennesima Premier. Moyes, invece, è stato per oltre dieci anni manager dell'Everton. Pronti e via vince subito, ad agosto il Community Shield battendo 2-0 il Wigan con doppietta di van Persie. Il resto non funziona. Resiste fino ad aprile, sesto in campionato con la bellezza di dieci sconfitte in Premier. E' esonero. 

 

  • Stagioni: 2013/14 (fino ad aprile)
  • Trofei: 1 (Community Shield 2013)
  • Media punti: 1,73

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Cambio per Giggs: entra Giggs (ad interim)

Le ultime quattro partite di quel campionato iniziato con Moyes le finisce (ad interim) una delle leggende di casa a Old Trafford e leader delle squadre di Ferguson, quel Ryan Giggs pescato da uno suo scout dai rivali del City. Quattro match, da giocatore-allenatore, anche mandandosi in campo: due le vince, una la pareggia e una la perde.

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Louis van Gaal

La soluzione, allora, è quella di affidarsi a un vecchio volpone della panchina. Uno di quegli allenatori-istituzione dal curriculum infinito. Due stagioni per l'olandese, piene. Spende tantissimo (ma sarà una costante di ogni allenatore United) e torna a mettere un trofeo stagionale nella bacheca di Old Trafford: la FA Cup del 2015/16. Chiude al quarto posto la prima annata, ma fallisce la qualificazione Champions alla seconda (5°). 

 

  • Stagioni: 2014/15 e 2015/16
  • Trofei: 1 (FA Cup 2015/16)
  • Media punti: 1,81

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José Mourinho

Dopo aver guidato per anni il Chelsea (oltre a Inter e Real), Mou si siede sulla panchina più ambita d'Inghilterra, quella che, appunto, fu della leggenda Sir Alex. Vincere è il suo mestiere e, al primo anno, conquista subito l'Europa League, unico trofeo continentale dell'era post Ferguson. Nella primissima stagione piazza anche Community Shield e Coppa di Lega (con doppietta decisiva di Ibra): è lui il miglior allenatore del post Ferguson per titoli vinti ed è sempre suo il miglior piazzamento (2° posto nel 2017/18, come solo Solskjaer nel 2020/21). Viene esonerato al terzo anno a dicembre.

 

  • Stagioni: 2016/17, 2017/18 e 2018/19 (fino a dicembre)
  • Trofei: 3 (Community Shield 2016, Coppa di Lega 2016/17, Europa League, 2016/17)
  • Media punti: 1,97

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Ole Gunnar Solskjaer

Un nuovo nome ad interim, una nuova leggenda di Old Trafford a trasformarsi in un mister Wolf in stile Pulp Fiction: qui per risolvere problemi. Bomber da giocatore, soprannominato Baby-faced Assassin (l'assassino dalla faccia da bambino) per il volto pulito unito al killer instinct in area di rigore. Suo il gol vittoria nella prima grande Champions dell'era Ferguson, quella vinta nel recupero col Bayern. Inizia ad interim dopo Mou, ma viene confermato come allenatore ufficiale già a marzo. I risultati ci sono, eccome: allo stadio impazza il coro Ole's at the wheel, "Ole è al comando". Chiude terzo nel 2020 e secondo nel 2021 (miglior piazzamento al pari di Mou), ma non vince alcun trofeo. A novembre 2021 l'esonero arriva anche per lui.

 

  • Stagioni: 2018/19 (ad interim da dicembre a marzo), 2019/20, 2020/21 e 2021/22 (fino a novembre)
  • Trofei: 0
  • Media punti: 1,85

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Ralf Rangnick

Senza contare la solita parentesi ad interim (questa volta a firma Michael Carrick, che fa due vittorie e un pari in tre match), il nome nuovo arriva dalla Germania. Rangnick è l'uomo che ha costruito la galassia RedBull facendo del Lipsia un'habitué dell'Europa, mezzo dirigente e mezzo allenatore, con metodi innovativi. Resta in carica fino a fine stagione, ma chiude sesto, annuncia di aver scelto ten Hag come successore e poi rinuncia al suo futuro (come inizialmente scritto nei contratti) come consulente del club.

 

  • Stagioni: 2021/22 (da novembre a maggio)
  • Trofei: 0
  • Media punti: 1,45

Erik Ten Hag

Arriva dalla brillante scuola Ajax: con una generazione di giovani promesse ha addirittura sfiorato una finale di Champions League, incantando l'Europa. I prospetti per vincere (e divertire) ci sono tutti, ma puntualmente arriva una delusione. Terzo al primo anno, addirittura ottavo al secondo, quattordicesimo nel momento del suo addio. Vince comunque due titoli: la Coppa di Lega nel 2023 e una FA Cup nel 2024, battendo in finale i rivali del City. Via a fine ottobre 2024, con Ruud van Nistelrooy che guida la squadra per quattro partite (tre vittorie e un pari), prima dell'arrivo di Ruben Amorim.

 

  • Stagioni: 2022/23, 2023/24 e 2024/25 (fino a ottobre)
  • Trofei: 2 (Coppa di Lega nel 2022/23 e una FA Cup nel 2023/24)
  • Media punti: 1,84

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Ruben Amorim

E siamo all'ultimo allenatore esonerato, ovvero Ruben Amorim. Subentrato nel novembre del 2024, con il portoghese lo United ha raggiunto la finale di Europa League, poi persa contro il Tottenham, e ha chiuso al suo primo anno in Premier al 15° posto, fuori dal giro Europa. Viene esonero a inizio 2026 dopo due deludenti pareggi contro Wolves e Leeds. Anche se a fare più scalpore, forse, sono le sue parole in conferenza stampa dopo il match contro il Leeds: "Io sono venuto qui per fare il manager del Manchester United, non semplicemente l’allenatore. Voglio che questo punto sia chiaro e che si sappia che sarà così per i prossimi 18 mesi, o fino a quando la dirigenza non deciderà di cambiare". Amorim saluta i Red Devils al sesto posto a quota 31 punti, giusto 3 in meno dalla zona Champions, ma con la peggior media punti tra tutti gli altri allenatori post Ferguson. Al suo posto, a interim, Darren Fletcher.

  • Stagioni: 2024 (novembre)/25, 2025/26 (fino a gennaio)
  • Trofei: 0
  • Media punti: 1,43

Le medie punti degli allenatori dello United post Ferguson

  • Mourinho: 1,97
  • Solskjaer: 1,85
  • Ten Hag: 1,84
  • van Gaal: 1,81
  • Moyes: 1,73
  • Rangnick: 1,45
  • Amorim: 1,43
  • (Ad interim: Giggs 1,75 / Carrick 2,33 / van Nistelrooy 2,5)

 

Trofei vinti:

  • 3 Mourinho
  • 2 ten Hag
  • 1 van Gaal
  • 1 Moyes

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