"Throwback" Del Piero, la tripletta col Crotone

Serie A

Alfredo Corallo

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La Juventus è ospite dei rossoblù nel recupero di campionato (per la Supercoppa) a 10 anni di distanza dall'ultimo precedente tra le due squadre, il 17 febbraio del 2007, in serie B, quando Pinturicchio regalò all'Olimpico di Torino tre gemme del suo repertorio. Lanciando i bianconeri verso il ritorno in A dopo Calciopoli

Quel pomeriggio di 10 anni fa sarebbe stato il più dolce e "condivisibile" dei throwback se: 1) Gli juventini lo ricordassero "soltanto" per aver goduto alla vista di un inestimabile "trittico" del loro Pinturicchio, anziché come un'altra infernale giornata da sabato italiano di serie B... tra outlet e discount; 2) Se il Fenomeno (Ronaldo) non fosse già "passato" dall'Inter (un attimo e capirete); punto terzo (non meno trascurabile), se i tifosi del Crotone - benché onorati di vedere la loro squadra per la prima volta sul campo della Juventus - non lo rammentassero "anche" per aver perso 5-0 e per essere retrocessi, a fine stagione. Detto ciò, con un piccolo sforzo (nel frattempo la Juve è tornata grandissima; l'Inter ha vinto una Champions; il Crotone gioca in Serie A) è innegabile dai che la tripletta di Alex Del Piero ai calabresi e la contemporanea doppietta nel 4-3 al Siena del brasiliano in versione rossonera evochino - insieme al "sogno" dei crotonesi a Torino - un romantico amarcord. Peccato, allora, che i "se" non finiscano qua. C'è un punto 4, purtroppo. Ma che gol...
 

Lacrime a coriandoli. Oggi, a distanza di un decennio, Crotone e Juventus si affronteranno allo "Scida" per il recupero della 18.a giornata, rinviata per la Supercoppa Italiana del 23 dicembre. L'ultima volta fu, dunque, quel 17 febbraio 2007, all'Olimpico (il progetto dello Stadium sarà approvato esattamente un anno dopo). Un sabato di carnevale, sebbene nel Paese non ci fosse granché da festeggiare: l'Italia del calcio era ancora scossa dall'omicidio a Catania dell'Ispettore capo Filippo Raciti e in quelle settimane proprio gli impianti di gioco furono al centro del dibattito politico, tra adeguamenti strutturali alle nuove norme e relativi scioperi delle varie tifoserie ("Primo tempo, pausa di riflessione" titolava lo striscione degli ultrà bianconeri nella curva deserta dell'Olimpico).

A maggior ragione con la Juve (e il Napoli) in B, pronte ad essere accolte su e giù per lo Stivale nella loro passerella stile "Giro d'Italia", ma senza le strutture adatte a contenere eventi di tale portata. Crotone, in questo senso, ebbe la "fortuna" di ospitare la Signora prima della tragedia del Massimino e il tempo per adeguare lo Scida al match del 17 marzo con gli azzurri (vinto 2-1, peraltro).

B di Berlino. La Juventus che "affettò" gli Squali crotonesi si era immersa ormai nei mari complicati della serie cadetta, lanciatissima verso il ritorno a "casa". Nedved, Balzaretti e l'hattrick del capitano (un gol più bello e "alla Del Piero" dell'altro) la proiettarono in testa, solitaria, seppure per un pomeriggio, raggiunta il giorno dopo dal Napoli. Spiccando definitivamente il volo tre giornate più tardi, quando sconfissero 1-0 il Treviso e approfittarono del mezzo passo falso (0-0) dei campani al San Paolo con il Vicenza.

Una squadra lontanissima da quella vista a Rimini, al debutto, ancora tramortita dalle sentenze di Calciopoli e appesantita "virtualmente" dal -30 in classifica (penalizzazione ridotta a -17 e poi a -9 dall'Arbitrato). Senza dimenticare il "jet lag" ancora da smaltire, anche per "uomini di mondo" come Buffon, Camoranesi, Del Piero (che sarà capocannoniere con 20 reti) e l'altro reduce dalla finale mondiale di Berlino David Trezeguet, tra i superstiti di un'estate di grande "smobilitazione" (diciamo così).

Benvenuti a Crotone: "Sole, spiagge, mare e... 3000 anni di storia". Del Piero saltò per un piccolo infortunio la sfida di andata allo Scida e anche Trezeguet fu risparmiato da Didier Deschamps che, in alternativa, poteva concedersi una coppia d'attacco deluxe (come in tutti i reparti, d'altronde): Bojinov e il "panterone" Zalayeta in avanti, supportati da Camoranesi, Cristiano Zanetti, Giannichedda e Nedved. Con Birindelli e il centrale francese Boumsong in difesa e il giovane Chiellini a scalpitare in panchina (ma sarà uno dei protagonisti della cavalcata). Ci penseranno proprio il bulgaro, con due gol, e il francesone, a rovinare la festa ai calabresi del portiere Soviero e di mister Gustinetti, sconfitti per 3-0 quel 19 settembre 2006, più di 10 anni fa. Ma la festa è appena ricominciata, no?

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